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François de la Mothe Fénelon: il pensiero pedagogico

Vissuto fra il 1627 e il 1704, nipote dei Luigi XIV e precettore di un duca di Borgogna, Fénelon è passato alla storia della pedagogia per aver trattato con molta finezza psicologica l’educazione femminile e per aver condotto una polemica antipedantesca a favore di un’educazione serena, fondata sul gioco. Il suo ideale educativo può essere riassunto in una frase: meno lezioni in forma ufficisale si possono fare e meglio è.
Egli riprende le idee di Rabelais e di Montaigne nell’affermare che la natura umana deve essere rispettata che deve soltanto essere seguita e sostenuta. Sostenitore dell’eudemonismo, cioè della dottrina che considera legittima l’aspirazione dell’uomo verso la felicità, la sua visione del mondo è ottimista; per questo motivo, egli sostiene il miglior modo di istruire il fanciullo sia di lasciarlo giocare, traendo spunti educativi dalla sua curiosità e dal suo spirito imitativo, Per Fénelon, l’educazione comune commette un errore: quello di mettere da una parte il piacere e dall’altra la noia. Il piacere è legato ai divertimenti, mentre la noia e tutta riposta nello studio; per questo motivo, i fanciulli oppongono resistenza allo studio = noia per cercare di rifugiarsi nel divertimento = piacere. Invece, è necessario che nell’ordinario prevalga la gioia e che le punizioni siamo limitate allo stretto necessario. In queste affermazioni di Fénelon, si trovano le basi della pedagogia dell’interesse. Tuttavia si può notare che una simile teoria pedagogica rischia di snaturare il fine principale dell’educazione visto che egli non mette quasi mai in evidenza il collegamento fra interesse e sforzo come invece farà più tardi Rousseau; inoltre egli non accenna alla possibilità di arrivare ad un serio impegno, magari anche gravo, ottenuto facendo leva sui veri interessi del discente. È per questo motivo che i critico hanno parlato di facilismo féneloniano, ancora più evidente quando egli espone la sua teoria a proposito dell’educazione femminile, nell’opere L’educazione delle fanciulle. Non condividendo l’uguaglianza dei sessi, idea molto diffusa nell’ambiente protestante che in ambito pedagogico si trasforma in uguaglianza educativa, sostiene che esistono dei difetti femminili molto comuni, soprattutto nell’ambiente aristocratico come il gusto per il pettegolezzo, la frivolezza o la leggerezza, la cui genesi può essere impedita da corretti interventi educativi. Solo le fanciulle molto dotate possono dedicarsi senza danno agli studi classici, mentre, per le altre, Fénelon sostiene la necessità di un’educazione religiosa, morale ed intellettuale basata sulla sincerità, la spontaneità e la semplicità delle maniere. In questi casi non è opportuno che gli insegnamenti intellettuali siano troppo approfonditi. Una corretta educazione femminile deve tener conto della funzione specifica della donna ed evitare di creare nella donna ulteriori difetti come le pose intellettuali che lasciano trasparire una cultura mal digerita. Fénelon compose anche delle facili letture che ebbero molto successo in ambiente femminili come Les aventures de Thélémaque.
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