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L’istruzione delle fanciulle

Il trattato L’educazione delle fanciulle fu scritto e pubblicato da Francois Fénelon nel 1687. Esso si rivolgeva direttamente a due tipologie di lettori: 1 genitori delle classi medie, borghesi e dell’alta borghesia nobiliare, alle dipendenze dei quali spesso lavoravano i precettori e le governanti: le maestre, i maestri, gli stessi precettori, che, in genere, erano persone poco preparate e bisognose di consigli su come comportarsi. Infatti, spesso nei libri le norme pedagogiche erano fornite insieme ai consigli igienici e non c’era ancora l’ abitudine a condurre osservazioni sistematiche sul comportamento dei bambini.
L’autore tratta il tema dell’educazione delle donne insieme a quello dell’educazione infantile. Egli intendeva educare le ragazze del suo tempo alla laboriosità e alle virtù terrene. Fénelon era un sacerdote; no» c’è da stupirsi se diede ampio spazio alla religione, intendendola come base per una vita virtuosa e come insieme di pratiche che abituano a un’interiorità sincera. Ma il piccolo trattato non è affatto un'opera confessionale; richiamava le ipotetiche lettrici (che l'autore ipotizza essere ragazze e donne oziose) all'esigenza e all’importanza dell’attività; mostrava loro il valore dei doveri nei confronti della casa, dell’economia, dei rapporti coi dipendenti e la delicatezza" e la difficoltà insite nel compito di educare i bambini.
Sullo sfondo delle pagine de L’educazione delle fanciulle si può intuire l’aspirazione di Fénelon a una riforma sociale: egli osservava con reale preoccupazione gli eccessi della corte di Francia dedita a un lusso sfrenato. Auspicava costumi più semplici, l’eliminazione degli atteggiamenti artefatti nella vita di tutti i giorni e un forte contenimento del lusso. Alle donne che amavano mettersi al centro della scena, esagerando nel manifestare le emozioni e i sentimenti, contrapponeva un tipo di donna più positivo che mostrasse naturalezza nei-contegno, equilibrio, armonia nei sentimenti, sincerità nel carattere, buon senso, assennatezza.
L’indicazione di Fénelon è che le donne (e anche gli uomini) debbano imparare solo ciò che è necessario per adempiere ai propri compiti nella vita. Non s’impara per fare sfoggio di cultura, s’impara quello che serve in base al proprio rango, al proprio ruolo e al proprio posto nel mondo. L’educazione rappresenta una formazione dell’intelligenza, la dote più solida che una donna possa avere. Non prende in considerazione la matematica; il latino viene consigliato per le letture che consente di fare piuttosto che per l’esercizio mentale. L’obiettivo di Fénelon è l'assennatezza, che deve essere di tutti, non solo delle menti adatte agli studi più complessi: egli è fiducioso nella forza dell’educazione, basata sulla ragione. L’educazione delle fanciulle si rivolge alle lettrici (che cerca di convincere con le argomentazioni del ragionamento) alle educatrici e ai precettori (a cui fornisce argomenti, modalità, contenuti, piccole simulazioni per educare i bambini) e alle fanciulle. Si tratta di un testo che, in maniera pionieristica, detta indicazioni metodologiche. Per esempio, viene ribadito più volte e con molto convincimento di provare a ragionare coi bambini piuttosto che obbligarli all’obbedienza con la sferza. 
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