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Pensiero pedagogico di Cicerone e Quintiliano


Nel periodo storico di Cicerone la Repubblica sta vivendo una profonda crisi. A differenza di Catone per Cicerone l'arrivo della nuova cultura è un bene, per lui la nuova cultura deve essere integrata alla vecchia cultura. Con lui dalla paidella greca prende forma l'humanitas latina.
Amante di tre correnti filosofica molto importanti a quel tempo ( epicureisco: ricerca del piacere e di un equilibrio interiore; scetticismo: atteggiamento che esprime dubbio su tutto e stoicismo: autocontrollo e distacco delle cose), prese spunto dalla corrente filosofica dello stoicismo e la loro teoria di una legge naturale.

Quindi alla base di tutto c'era una legge natura, universale, razionale, eterna e immutabile. Tale legge essendo universale si ritrovava in tutti gli uomini e doveva essere rispettata da tutti i cittadine. Sulla base della legge naturale prende forma anche l'ideale di giustizia per Cicerone, infatti è proprio la legge naturale la giustizia che crea l'ordine sociale e la concordia tra tutti i cittadini.

Sulla base di questa legge naturale Cicerone afferma che il regime che dovrebbe appartenere alla società romana doveva contenere gli elementi fondamentali di tre regimi diversi :
- elemento monarchico : sovrano
- elemento aristocratico : Senato
- elemento democratico : tribunato della plebe.

Successore di Cicerone fu Quintiliano che portò avanti il pensiero pedagogico di Cicerone.
Entrambi erano alla ricerca del perfetto oratore ( oratore era considerato il più alto livello di educazione romana), cioè colui che è calato sia nella vita civile che nella vita politiche, colui che non è solo l'uomo "onesto" ma anche l' uomo "colto", che ha integrato dentro di se l'ideale di humanitas romana.

Quintiliano sostiene il principio di educabilità di tutti gli uomini. Tutti sono educabili e tutti possono perfezionarsi attraverso la cultura che si apprende attraverso lo studio. Quindi è proprio la cultura che fa diventare l'uomo ciò che è. Nonostante il suo principio di educabilità di tutti gli uomini Quintiliano si occupa solo della formazione del perfetto oratore e il suo obbiettivo educativo è un tipo particolare di professionista.

La formazione del perfetto oratore però può iniziare solamente quando l'uomo diventa perfettamente uomo (l'educazione dell'uomo precede quella del perfetto oratore).
L'obbiettivo nell'educazione di Quintiliano è quello di avere una formazione integrale cioè l'educazione deve essere aperta e pluridimensionale, deve quinti integrale le doti naturali con i valori culturali, assecondare le proprie tendenze, colmare le proprie lacune con i valori culturali e ampliare i propri interessi naturali. Tutto ciò può avvenire solamente con l'aiuto dell'educatore autentico ciò quell'educatore che ha il massimo rispetto per i suoi allievi, che riesce a distinguere le loro diverse doti naturali e ad adeguarsi alle attitudini dei propri allievi. Inoltre è compito dell'educatore autentico potenziare le doti naturali tramite stimoli culturali e colmare le lacune con la cultura.

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