melaisa di melaisa
Ominide 2160 punti

Carlo Magno- l’eredità nel campo scolastico

All’inizio del IX secolo Carlo Magno iniziò l’opera di restaurazione dell’impero cristiano: uni dei punti del suo programma era la rinascita della scuola e il ritorno alle lettere.
Carlo voleva assicurare ai chierici, una base di benessere materiale: concesse cariche e patrimoni terrieri e stabili legami fra chierici e la corte. Questo non bastò a diffondere la cultura fra le masse popolari, ma ebbe almeno l’effetto positivo di ricreare una cerchia di persone colte, appassionate della cultura.
Carlo, volendo realizzare la coesione fra tutti i popoli che costituivano l’impero, comprese che lo strumento più idoneo era costituito dalle istituzioni religiose. Egli formulò una serie di capitolari; il più importante fu un capitolare del 789 in cui si prescriveva l’obbligo di istituire scuole in ogni monastero e sede vescovile nei quali imparare a leggere.
Questo programma istituito per tutti i territori dell’impero ebbe alcune conseguenze:
• Crebbe il monopolio culturale della Chiesa
• Scomparve l’insegnamento laico
• L’uso del latino si ridusse alla cerchia di persone colte e di ecclesiastici. La lingua ufficiale degli uomini colti era infatti il latino.
Durante i secoli caratterizzati dalle invasioni dei popoli del nord le città erano state distrutte e con esse i luoghi della cultura e le biblioteche. Nel IX secolo in Europa si ricostruì un po’ per volta un sistema di biblioteche.
Nei secoli seguenti il lavoro dei copisti non sarà più attribuito agli schiavi né ai monaci amanuensi: diventerà lavoro di liberi artigiani responsabili di fronte ai loro clienti e alla loro città.
Hai bisogno di aiuto in Pedagogia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email