Video appunto: Zola, Emile - Prefazione del Romanzo sperimentale
Il romanzo sperimentale è un testo teorico in cui Zola esprime la propria idea di letteratura. In sintesi Zola ritiene che il romanzo debba far proprio il metodo sperimentale della chimica, della fisica, della fisiologia, applicandolo al campo della psicologia, agli atti intellettuali e passionali dell’uomo.
Il presupposto è sempre che tali atti siano prodotti da meccanismi deterministici. Ma Zola si occupa soprattutto di definire le finalità del romanzo sperimentale: come il compito della scienza è studiare i fenomeni per padroneggiarli, così il fine del romanzo è padroneggiare i fenomeni intellettuali e morali per dirigerli nel senso migliore. Zola crede quindi nell’impegno sociale e politico dello scrittore ed è convinto che la letteratura possa incidere sulla realtà in senso positivo.

Zola riteneva che il determinismo regolasse l’intera natura e tutti i fenomeni umani, quindi da determinati parametri di partenza si arriva necessariamente a uno specifico risultato, non vi è scarto. La sua posizione elimina perciò il mistero e l’irrazionalismo tipici del Romanticismo del nord Europa. Da un lato questa concezione non lascia scarto all’uomo, ma dall’altro in un sistema di questo tipo è semplice, una volta conosciute le leggi che governano la natura, modificare i parametri iniziali per ottenere i risultati desiderati. Invece in un sistema irrazionalistico è difficile trovare un equilibrio perché spesse volte sfuggono le cause di alcune azioni. Ad esempio se in luogo degradato si costruiscono edifici migliori, è possibile eliminare la malavita. Il compito dell’intellettuale non è quindi autoreferenziale, ma è morale, pratico, didattico, così come riteneva Manzoni.