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Il Neoclassicismo

Siamo alla fine del '700 e abbiamo visto che ci sono delle istanze che stanno cambiando, un mondo dove ci sono i segni della trasformazione, ci sono scrittori che non appartengono più alla scrittura illuminista, ma loro rappresentano istanze nuove come: genere, linguaggio, repertorio di immagini. Lo stesso vale per Parini che pure essendo nella cultura illuminista esprime esigenze diverse come il cambiamento. Nello stesso Alfieri da un parte c'è l'attenzione alla cultura passata, dall'altra parte una parte estranea. L'attenzione al passato coesisite con la tendenza al nuovo che si esprime attraverso l'interesse nell'individualità e nel conflitto io-mondo di Alfieri.
Ci furono gli scavi di Ercolano e Pompei che avevano portato alla scoperta di opere, affreschi... gli scavi, le pitture, avevano la bellezza, la freschezza delle sculture, la nitidezza.
Winchelmann è stato apprezzato nel mondo del superamento, una reazione consiste di ritornare alla bellezza semplice, anche gli scavi fanno si che si apprezzi la bellezza del mondo classico, in particolare al mondo greco, alla Grecia antica, il mondo dove è nata l'arte classica, poi si è diffuso, fece un passo in più, oltre l'apprezzamento di questo mondo che veniva alla luce, teorizza una poetica e un'estetica, (= la teoria della bellezza, cosa si può definire bello, una nuova disciplina che affronta il tema del canone della bellezza, una concezione del bello, lui dice cos'è il neoclassico) esprime una poetica organica relativa al bello ideale. Questo concetto premia tutta la cultura neoclassica, impronta l'espressione del '900, è bello ciò che rimanda all'arte classica, Alfieri e Parini infatti facevano riferimento all'arte classica.
Laooconte. E' una scultura che esprime equilibrio, ma allo stesso tempo esprime tensione, poichè lo stanno avvolgendo dei serpenti.
Il rinascimento ha guardato il mondo antico greco come un mondo da scoprire, esso fin da Petrarca esprimeva l'ansia gioiosa di scoprire qualcosa di bello, sconosciuto fino a quel tempo.
Qual è atteggiamento dell'uomo che scopre l'antico, cioè degli scavi, un mondo passato e distrutto?
L'uomo di fine '700, che ha esaurito il percorso nell'Illuminismo, considerando i tempi, guarda al passato come un periodo della bellezza perduta, non che può ritrovare, la sua aspirazione è quello di far rivivere ciò che non c'è più, una sfera dove non è vissuto e quindi il suo stato d'animo era inquieto, tormentato che emergeva dalla sua parte. L'uomo ha in mente un modello ideale, che sta nella sua mente potendolo immaginare come perfezione che c'era nell'antica Grecia. La poetica neoclassica rivela anche la dimensione romantica che si caratterizza tra io e mondo che nega questo ideale.

Aspetti della cultura preromantica

Questo uomo ha paura e allo stesso tempo fascino, nella seconda metà del '700, la natura non si può più dominare, in questa concezione, la natura non è vista come qualcosa da studiare.
Nasce l'estetica, una disciplina autonoma che si esercita sulla dimensione del bello, infatti Kant scrive 3 libri fondamentali, in 2 di questi affronta il tema in quanto l'uomo può conoscere, come può classificare il bene e come avviene la conoscenza, però ci sono degli aspetti che non esistono, come facciamo a dire che non esiste l'amore? Perchè non è un oggetto, ma esiste e appartiene a un'altra sfera.
La bellezza ad esempio è assunta dal gusto, è soggettiva, queste e due non si può dire che siano oggettive. Il bello ossia l'estetica rientra nei libri di Kant ovvero la critica del giudizio. Il gusto è soggettivo, in realtà a parte ciò che è soggettivo, esiste il senso comune, cose che sono belle e altre che non sono.
Il gusto è individuale, ma può essere condiviso in un determinato periodo. Fu usato nel '600 e nel '700 e il termine indicava una qualità degli individui spontanea e naturale. Esso aveva rapporti con il sentimento e con il cuore, piuttosto che con la ragione.
Il genio indicava colui che crea, piuttosto che imita, un concetto chiave che possiamo analizzare, una persona che ha studiato per creare. La cosa importante è la dimensione soggettiva.
Esperienza estetica della bellezza naturale e artistica
Una dimensione estetica di chi di fronte a qualcosa esprime il suo gusto e la sua sensibilità, sensazioni prodotte dal bello. Nel '700 nasce la discussione teorica della bellezza, non è ciò che è utile, ma ciò che piace.
Mutamenti della sensibilità e del gusto in relazione alla natura
Negli ultimi decenni del '700 si fa diffusa la natura parteciparta, patetica o misteriosa.
Il sublime
rimanda a quell'immagine di un uomo vicino alla natura, un senso di tragedia però lo affascina.
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