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Neoclassicimo e Preromanticismo sono due nuovi movimenti culturali che maturano tra la metà Settecento e i primi anni dell’Ottocento, quando ad essi si sostituirà il Romanticismo.

Neoclassicismo


Sicuramente una data importante per la datazione cronologica del neoclassicimo è il 1748, quando Carlo I di Borbone da inizio a degli scavi sulla collina di Stabia, che portano alla luce un mondo classico sepolto; si scoprirà successivamente che i resti rinvenuti erano quelli delle città di Pompei ed Ercolano, distrutte a causa dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.c. Il bene più prezioso che fu rinvenuto ad Ercolano fu senz’altro la biblioteca, che conteneva le opere più importanti della letteratura greca e latina. La riscoperta di questo patrimonio classico sepolto, fece sorgere negli intellettuali del tempo un nuovo e fervido interesse per l’arte antica. Il fautore del neoclassicismo fu il tedesco Joan Joachin Winkelmann, figura fondamentale nella costituzione delle istanze principali di questo nuovo movimento culturale; egli ebbe anche l’occasione di visitare di persona i siti archeologici di Pompei ed Ercolano, e le riflessioni da lui elaborate sono contenute nell’opera “Storia dell’arte antica”. In quest’opera, Winkelmann afferma che gli antichi greci, meglio di chiunque altro, erano stati capaci di cogliere il cosiddetto “bello in sé” o “bello ideale”, che consisteva in una perfetta armonia delle forme e nell’assenza di disequilibrio e che era possibile cogliere soprattutto in scultura (lo scultore Canova, principale artista neoclassico italiano, ne sono un esempio evidente). Secondo Winkelmann dunque, è assolutamente necessario che gli artisti, ma anche gli scrittori moderni, si rifacciano a questo “bello ideale”, ne colgano l’essenza e la trasferiscano nelle proprie opere. Il neoclassicismo fu anche un periodo di intense traduzioni: ad esempio, Vincenzo Monti e Melchiorre Cesarotti si dedicano alla traduzione dell’Iliade. In particolare, Monti è ricordato per il suo rapporto di amore-odio con Foscolo: inizialmente, nonostante i due fossero amici, Foscolo giudicava la traduzione carente dal punto di vista linguistico (Monti infatti non aveva una grande conoscenza della grammatica latina). Quando i due litigarono, Foscolo, irato, definì Monti “il traduttor dei traduttor d’Omero”, insinuando che non avesse tradotto l’opera originale ma si fosse semplicemente limitato a rielaborare una precedete traduzione.

Preromanticismo


Quasi in concomitanza con il neoclassicismo, si sviluppa in Germania il cosiddetto movimento dello “Sturm Und Drang”, letteralmente “Impeto e Assalto”. Questa nuova corrente culturale intercetta una nuova sensibilità negli uomini del tempo, ovvero una certa predisposizione a lasciarsi travolgere dall’impeto delle passioni, in controtendenza rispetto a quanto affermato dal movimento illuminista, secondo il quale tutti i sentimenti dovevano essere disciplinati dalla ragione.
Il maggior interprete di questa fase di transizione fu Ugo Foscolo, in lui sopravvivono infatti tre anime: un’anima neoclassica, visto il suo essere inevitabilmente un cultore del mondo classico (basti pensare alle Odi e alle Grazie); un’anima preromantica, come testimoniano il suo forte patriottismo, ma anche il culto per l’individualità che traspare nell’Ortis e la tendenza ad anteporre i sentimenti alla ragione; e un’anima illuminista, che lo porta a rifiutare l’esistenza di Dio e a credere che dopo la morte per l’uomo non ci sia altro che il nulla eterno.
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