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Charles Baudelaire - I fiori del male (raccolta poetica)


Il titolo dell’opera più importante di Baudelaire, I fiori del male, è molto evocativo: il fiore rappresenta la perfezione (in quanto possiede una bellezza ideale), ma è anche inutile (poiché non possiede una specifica finalità). Esso simboleggia l’arte, autoreferenziale e non essenziale per vivere. La perfezione dell’arte scaturisce dalla sofferenza e dal male della vita, come un fiore che sboccia dalla terra putrida, fiore che lancia il suo stelo sormontato dalla corolla e rivolto verso il cielo. Per questo motivo Baudelaire è considerato il poeta della poesia pura. La purezza dei suoi versi non implica però la perfezione e la bellezza ideale del mondo, ma il poeta va al di là della realtà fenomenica e diventa l’interprete dei messaggi misteriosi della natura, scoprendo le corrispondenze tra le cose. Per fare ciò egli si serve di un linguaggio musicale ricco di analogie, metafore e sinestesie che ci offrono l’immagine di un mondo mutevole, inafferrabile e simbolico.
Allusione al fango: dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.

Corrispondenze (analisi e spiegazione della poesia)


E' un tempio la Natura ove viventi
pilastri a volte confuse parole
mandano fuori; la attraversa l'uomo
tra foreste di simboli dagli occhi
familiari.

I profumi e i colori
e i suoni si rispondono come echi
lunghi che di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore (splen e ideale).

Esistono profumi freschi come
carni di bimbo (sinestesia), dolci come gli òboi (sinestesia),
e verdi come praterie;

e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l'espansione propria alle infinite
cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell'anima i lunghi rapimenti.

L’artista, e in particolare il poeta, è il solo in grado di decifrare il linguaggio oscuro e misterioso della natura, l’unico quindi che riesce a cogliere le corrispondenze tra le cose

La natura è come un tempio (metafora: qualcosa di sacro), dove gli alberi (esseri viventi), fanno emergere parole a volte confuse. L’uomo, attraverso la natura, in mezzo a foreste di simboli, si aggira intorno alla natura che non comprende (ma che cela significati profondi).

(gli esseri viventi inviano dei messaggi agli uomini, ma non tutti possono interpretarli: gli uomini comuni non ne sono capaci, solamente gli animi più sensibili sono in grado di cogliere le corrispondenze tra le cose).

I profumi, i colori e i suoni hanno delle corrispondenze segrete che legano fra loro sensazioni diverse e che si corrispondono e si fondono in un’unità profonda e tenebrosa, vasta come la notta ed il chiarore.
(un suono rimanda ad un colore ed un colore rimanda ad un profumo: corrispondenze).

Esistono profumi che richiamano la sensazione di freschezza della pelle di un bambino (richiamo all’olfatto e al tatto), altri che richiamano il suono vellutato dell’oboe (richiamo all’udito), altri verdi come la prateria (richiamo alla vista);

altri ancora che richiamano le atmosfere corrotte e sensuali del mondo orientale che invadono ogni luogo e che sembrano non avere fine e che si allargano in altri mondi, quali l’incenso, l’ambra, il benzoino ed il muschio, che sono i più adatti ad accompagnare la dolcezza delle sensazioni fisiche e spirituali.

Analisi


Il tema centrale della poesia è la riflessione del poeta sul modo in cui bisogna porsi nei confronti dell’universo, in quanto rifiuta la conoscenza tradizionale che si affida alla logica e all’apparenza sensibile delle cose, alla quale contrappone una nuova forma di conoscenza fondata sulle sensazioni libere da ogni controllo razionale: la natura è una foresta di simboli, che celano il vero significato delle cose. Esiste un divario tra il concreto e l’essenziale, tra i sentimenti e le sensazioni. Sta al poeta abbattere i confini tra i cinque sensi e andare al di là della conoscenza apparente, per scoprire quell’unità profonda e tenebrosa che si annida dietro la molteplicità delle apparenze.
Baudelaire scrive che la natura è un tempio in quanto essa è sacra, proprio come un tempio. La poesia è lo strumento più adatto per svelare questo mondo sacro. L’uomo comune non è però in grado di decifrare i simbolismi della natura, solo il poeta è capace di farlo. Da queste conclusioni a cui giunge il poeta derivano alcune conseguenze: l’impossibilità di penetrare in questa dimensione simbolica con gli strumenti della logica; la funzione privilegiata del poeta, che a differenza degli altri uomini riesce ad interpretare i messaggi della natura.
Nella prima quartina della poesia sono state messe in evidenze corrispondenze verticali tra il visibile e l’invisibile, tra l’apparenza e la realtà; nella seconda quartina, invece, l’attenzione del poeta si sposta sulle corrispondenze orizzontali, che legano i cinque sensi. Infatti, in questa nuova dimensione nella quale sono stati abbattuti i confini tra luce e tenebre, profumi, colori e suoni si corrispondono in quest’unità profonda e tenebrosa. Nelle ultime due terzine della poesia il poeta, attraverso la figura retorica della sinestesia, mette in relazione sensazioni olfattive, visive, uditive e così via.
L’ultimo verso ripropone nuovamente una corrispondenza verticale: l’ideale e lo splen tra l’estasi dei sensi e lo spirito.
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