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Baudelaire


La vita


Baudelaire è nato a Parigi(in questi anni sta vivendo l’esperienza del colonialismo) nel 1821(nel pieno idealismo romantico) da una famiglia di condizioni borghese. Tra i 18 e i 21 anni vive una vita tipicamente bohemiana.
Un evento molto importante nella sua biografia è sicuramente il viaggio ad est del Madagascar, in quanto questa esperienza risveglia in lui l’amore per l’esotico: paradisi perduti, luoghi incontaminati ecc.. La sua poetica è fortemente influenzata da questa esperienza.
Tornato a Parigi, sperpera l’eredità del padre, conducendo la vita del dandy*; ha una relazione con una mulatta, Jeanne Duval, la quale incarna il suo esotismo.
Comincia a farsi conoscere come poeta, frequentando gli ambienti letterari. Dal 1844 è costretto a mantenersi miseramente con una piccola somma mensile. Per vivere si dedica alla critica d’arte, guadagnando fama.
Durante il 1848 subisce il fascino della rivoluzione e fonda anche un giornale in cui pubblica articoli violenti.
Tra il 1846-47 scopre Poe(poeta neogotico) a cui si sente legato per la sua scrittura maledetta. Baudelaire è attratto dall’atmosfera allucinata e nera dei racconti del narratore americano, che traduce e pubblica.
Nel 1857 esce la raccolta I fiori del male, suo grande capolavoro. Nel frattempo, però, il fisico del poeta è consumato dalle droghe(Baudelaire è il primo grande esponente dell’oppio) e dalla sifilide, infatti muore nel 1867.
Baudelaire è un poeta molto importante: lui è il genio del male poetico, vuole suscitare scandalo e passioni, infatti pubblica I fiori del male, raccolta che esprime un ossimoro tra i fiori che rappresentano la purezza (“i fior del verde” di Dante) e il male che rappresenta la ribellione.
Lui propone un modello di sensibilità che va dal romanticismo al decadentismo: lui, infatti, ne segna il passaggio.

*Dandy: individuo che, per contrapporsi alla società borghese, assume comportamenti eccentrici, prediligendo gusti fuori dalla norma, in modo da provocare scandalo.Il fenomeno si estende al secondo 800, fondendosi con il maledettismo: atteggiamento che consiste nel provare disprezzo verso i valori e le convenzioni sociali comuni, conducendo una vita irregolare e immorale, seguendo il vizio.

Le opere in prosa


> la lunga novella La fanfarlo(1847): narra la sconfitta umana di un giovane intellettuale(proiezione autobiografica dello scrittore) nella relazione con una ballerina.
> traduzione dei Racconti straordinari di Poe del 1856. Ciò ha contribuito a diffondere i testi di Poe, finora poco conosciuti, aumentando la sua fama.
> frammenti dei Diari intimi, pubblicati postumi
> I paradisi artificiali(1860), dedicati agli effetti provocati dall’hashish e dall’oppio, specie sulla creazione artistica.
> serie di saggi di critica letteraria e artistica, in cui emerge la sua intelligenza acuta e il suo spirito polemico e paradossale.
> l’opera prosastica più importante sono poemetti in prosa raccolti postumi in volume nel 1869: Lo spleen di Parigi. Questi componimenti inaugurano uno stile nuovo: brevi prose in cui si alternano o si mescolano parti narrative, riflessioni, aforismi, paradossi pungenti, parabole morali bizzarre ecc..; inoltre è presente una scrittura musicale che si avvicina alla poesia e giustifica la definizione di poemetti.


I fiori del male


> La pubblicazione:
la prima edizione del volume, uscita nel 1857, comprendeva 100 poesie, divise in 5 sezioni:
-Spleen e ideale
-I fiori del male
-La rivolta
-Il vino
-La morte
L’opera, però, suscitò un enorme scandalo, tantochè il tribunale ne ordinò il sequestro e impose la soppressione di 6 testi.
Baudelaire si occupò personalmente della seconda edizione, uscita nel 1861, in cui aggiunge, al posto di quei 6, 35 nuovi testi; aggiunse, inoltre, una nuova sezione: Quadri parigini.

La struttura e il titolo


I fiori del male sono un’opera unitaria, con un disegno rigorosamente organico.
Nella prima sezione, il poeta, per sfuggire allo spleen(=depressione, tedio) si dirige verso l’ideale, la bellezza, ma la tensione risulta essere vana e quindi il poeta ripiomba verso il basso.
Nella seconda edizione, Quadri parigini, il poeta si immerge nello spettacolo squallido e alienante della città industriale di Parigi. Le sezioni successive testimoniano la ricerca di una via di evasione, protendendosi verso l’esotico e verso paradisi artificiali, raggiunti tramite mezzi artificiali quali alcol e oppio→ di ciò si parla nella terza sezione chiamata Il vino.
Nella quarta sezione I fiori del male, il vizio e la sregolatezza dei sensi portano al raggiungimento dell’esotico.
Nella quinta sezione La morte, il poeta si rivolge al grande viaggio verso una dimensione sconosciuta e qui la morte è vista come possibilità di esplorare l’ignoto.
Il titolo rappresenta un ossimoro in quanto si contrappone la purezza dei fiori alla corruzione del male.
> I temi
I temi ricorrenti sono la crisi esistenziale del poeta, la critica alla società, la depravazione dei modelli morali, l’abuso della sessualità(non si tratta più di un amore puro), aggressività, l’alterazione dei sensi, la morte.

Il linguaggio


Esso è basato su allusioni, su visioni che stimolano tutti i sensi. Dal punto di vista retorico si usano analogie( ⇒ accostamento di immagini che hanno un rapporto semantico lontano), sinestesie, metafore..
Si ha anche un uso abbondante di figure di suono: allitterazioni, assonanze, consonanze, anafore.
Si usa questo tipo di linguaggio in quanto esso è capace di creare le corrispondenze.
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