Ingegneri in telecomunicazioni: trovano lavoro

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

 foto di specialista della gestione e del controllo nelle imprese private

Chi è e come si è comportato in aula durante gli studi universitari? E dove lavora esattamente? I dati AlmaLaurea scattano la fotografia di chi lavora come ingegnere in telecomunicazioni, dalle sue caratteristiche formative fino all’appeal riscosso sul mercato del lavoro.

INGEGNERE IN TELECOMUNICAZIONI: COSA HA STUDIATO? - Sono 103 laureati di secondo livello del 2009 che a cinque anni dalla conquista del titolo lavorano come Ingegneri in telecomunicazioni. Giovani che hanno nel cento per cento dei casi una laurea magistrale biennale iscrivendosi a un percorso di studi del gruppo disciplinare in ingegneria, in particolare seguendo un corso della classe in ingegneria delle telecomunicazioni (73%), ingegneria elettronica (12%) o ingegneria informatica (10%). A seguire questa strada sono soprattutto i maschi (rappresentano l’83% contro il 17% delle femmine), che lavorano in particolare al Nord (37%; è il 48% per la media). Ma c’è anche un’alta percentuale che dopo il conseguimento del titolo emigra oltreconfine: il 25% degli ingegneri in telecomunicazioni svolge infatti la professione all’estero contro il 7% dei loro colleghi.

INGEGNERE DELLE TELECOMUNICAZIONI: VELOCI A PRENDERE LA LAUREA - E all’università come se la cavano? Sono veloci a tal punto che conquistano il titolo a 26,1 anni (l’età media è di 27,2 anni per il complesso dei laureati di secondo livello), nell’82% dei casi al più chiudono i libri entro un anno fuori corso (è l’83% per il complesso); il voto medio di laurea è leggermente più basso della media (106,9 contro 107,6). Nel loro curriculum ci sono un buon numero di stage e tirocini compiuti durante gli studi, anche se inferiore alla media (42% contro 53% della media), e molte esperienze internazionali (31% contro il 20%.)
E se chiedi cosa pensano del percorso universitario concluso, lo promuovono eccome: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, infatti, il 90,5% dei laureati sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

INGEGNERE TELECOMUNICAZIONI: UN LAUREATO CHE TROVA LAVORO - Per gli ingegneri in telecomunicazioni l’ingresso nel mercato del lavoro arriva in tempi abbastanza rapidi: la prima occupazione, nonostante oltre la metà abbiano iniziato a lavorare (70%) dopo il conseguimento della laurea, è raggiunta infatti entro i 4,1 mesi (è 7,1 per i colleghi). Resta vero che prima di svolgere la professione sono impegnati in un’attività di formazione post laurea: in particolare, stage in azienda (29%), master universitario di II livello (14%), dottorato di ricerca (12%) attività sostenute con borse di studio (11,5%) collaborazione volontaria (9%). E quando arrivano sul mercato del lavoro? Se la cavano alla grande: sono stabili nell’86% dei casi contro il 70% della media, e quasi tutti possono contare su un tempo indeterminato (83% contro il 46%).

DOVE LAVORA L'INGEGNERE DELLE TELECOMUNICAZIONI? - A ben vedere i loro settori di punta sono quasi tutti nel privato (92% contro il 73% della media), in particolare li troviamo impegnati nel ramo dei trasporti, pubblicità, comunicazioni (45% contro il 4%), di altra industria manifatturiera (21% contro 5%), ma anche nel campo dell’informatica (9% contro 3,5%). Il guadagno a cinque anni dal titolo è ottimo per gli standard raggiunti dai loro colleghi (1.864 euro netti mensili contro i 1.336 euro del complesso), a tal punto che per il 71% degli ingegneri nella telecomunicazioni il titolo è molto efficace per svolgere la professione, e il 67,5% dichiara di usare molto le competenze acquisite all’università (contro il 51% della media).

COSA FA L'INGEGNERE DELLE TELECOMUNICAZIONI? - Gli ingegneri delle telecomunicazioni conducono ricerche e applicano le conoscenze esistenti nel campo delle telecomunicazioni per disegnare, progettare e controllare funzionalmente, disegnare, progettare, controllare funzionalmente sistemi, apparati per usi commerciali, industriali o scientifici. Conducono ricerche, progettano e testano apparati, sistemi e reti di telecomunicazioni. Sovrintendono e dirigono tali attività. In particolare devono (in ordine d’importanza)

- fare il bug fixing
- fare test funzionali
- realizzare prototipi
- dirigere i lavori per la costruzione di impianti
- creare, modificare o verificare software e altri applicativi
effettuare rilievi, calcoli o misurazioni
- controllare o gestire la corretta applicazione delle norme sulla sicurezza
- collaudare impianti o macchinari
- ottimizzare i processi produttivi
- svolgere attività di monitoraggio
- redigere rapporti o documenti tecnici
- sperimentare e sviluppare nuove tecnologie in materia di telecomunicazioni
- progettare e sviluppare apparati, sistemi o reti di telecomunicazioni
- ricercare o scegliere le attrezzature e i materiali

LE CONOSCENZE DELL'INGEGNERE DELLE TELECOMUNICAZIONI - Gli ingegneri delle telecomunicazioni adoperano nella loro quotidianità una serie di informazioni, principi, pratiche e teorie necessari al corretto svolgimento della professione. Ecco quali sono:
Informatica ed elettronica: conoscenza dei circuiti elettronici, dei processori, dei chips delle attrezzature elettroniche, dell'hardware e dei software dei computer, compresa la conoscenza dei pacchetti applicativi e dei linguaggi di programmazione.
Ingegneria e tecnologia: conoscenza delle applicazioni pratiche delle scienze ingegneristiche e della tecnologia. Comprende l'applicazione di principi, di tecniche, di procedure e l'uso di strumenti per progettare e produrre diversi beni o servizi.

Telecomunicazioni: conoscenza delle trasmissioni, della radiodiffusione e delle modalità di connessione e controllo dei sistemi di telecomunicazioni.
Progettazione tecnica: conoscenza delle tecniche di progettazione, degli strumenti e dei principi utilizzati nella esecuzione di progetti tecnici di precisione, di progetti di dettaglio, di disegni e di modelli

SKILLS DELL'INGEGNERE DELLE TELECOMUNICAZIONI - Quali skills servono per eseguire bene i compiti dell'ingegnere delle telecomunicazioni? Queste competenze trasversali sono molto utili nel momento in cui si affrontano i problemi quotidiani legati alla professione. Secondo i dati Isfol, un ingegnere delle telecomunicazioni deve avere senso critico e un buon problem solving, oltre che capacità di comprensione e analisi. L'ottimo ingegnere deve essere poi una persona
concreta, stabile, con buone capacità manuali. Ovviamente accurata e metodica, ma anche intraprendente e sicura, abile nello stabilire relazioni sociali.

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