Laureato in Chimica: e adesso che faccio?

foto di orientamento post laurea chimica secondo almalaurea

Neolaureati di primo livello in Scienze e tecnologie chimiche che dopo la conquista del titolo, come si è visto, spesso continuano a studiare con la magistrale. Ma quali sono gli indirizzi più gettonati e come se la cavano sul mercato del lavoro una volta messo in tasca il titolo di secondo livello? Ecco alcune delle strade maggiormente battute in questo pezzo a cura di AlmaLaurea.

Sul podio: Prima scelta, Scienze chimiche - A un anno dal titolo è importante sapere in particolare qual è il primo impatto nel mercato del lavoro: la laurea presa con tanta fatica garantisce un accesso veloce e con un guadagno dignitoso?
Se ci si laurea in scienze chimiche va un pochino meglio della media, perché a un anno il tasso di occupazione è del 78% e il guadagno mensile netto è di 1.086 euro. Ma la prova del fuoco è a cinque anni: l’occupazione vola oltre la media e arriva a toccare l’89%. In quanto a stabilità lavorativa, è buonina: 60% (il 57% ha un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato; gli altri hanno invece scelto la strada del lavoro autonomo). E se guardiamo al guadagno? Diciamo molto buono, 1.455 euro mensili netti, così com’è notevole la corrispondenza tra studi compiuti e lavoro trovato. La maggior parte dei laureati si inserisce nell’industria: il 38% nel settore chimica e energia, l’8% nella manifattura, il 7% metalmeccanica e meccanica di precisione. Chi opera nei servizi, lo fa soprattutto inserendosi nel ramo dell’istruzione e della ricerca (19%), un altro 6% lavora nella consulenza.

A quali professioni prepara il titolo in Scienze e tecnologie chimiche?

Secondo posto, Scienze e tecnologie della chimica industriale - Siamo sempre a dodici mesi dal titolo e in questo caso il tasso di occupazione per chi sceglie la magistrale in Scienze e tecnologie della chimica industriale è ottimo, 85%, e il guadagno mensile è buono: 1.193 euro mensili netti. Ma è sempre a cinque anni che si tirano le prime vere somme: l’occupazione schizza al 94,5% e siamo ben oltre la media. La stabilità non è proprio altissima, 56%, ma sono tutti con un tempo indeterminato. E in quanto al guadagno, siamo ben oltre la media: 1.543 euro mensili netti. Non ci sono dubbi sul fatto che questo titolo sia strategico per lavorare. La maggior parte dei laureati entra nell’industria: il 47% chimica e energia, il 10% metalmeccanica e meccanica di precisione, e un 6% manifattura. Anche in questo caso chi lavora nei servizi, è soprattutto inserito nel ramo dell’istruzione e della ricerca (15%).

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