
Da ieri 2 marzo è iniziata in Lombardia la campagna vaccinale per il personale universitario.
Il vaccino assegnato sarà quello di Astrazeneca che, a partire dai professori ordinari e dal personale di ruolo, sarà poi gradualmente somministrato anche ad assegnisti, borsisti, dottorandi e docenti a contratto determinato.
In base al programma di somministrazione dei vaccini infatti gli atenei predisporranno la distribuzione in autonomia secondo l’accordo stipulato tra Coordinamento dei Rettori delle Università lombarde (Crul) e la Regione Lombardia.
Come stabilito dal Governo infatti, la campagna vaccinale in Italia, dopo aver coinvolto le fasce più fragili e anziane della popolazione, dovrà coinvolgere il personale scolastico e universitario. In merito a questo però, nelle scorse ore, i giornali hanno riportato una polemica per quel che riguarda la priorità di consegnare i vaccini alle Università rispetto alle scuole statali o paritarie.
La campagna di vaccinazione universitaria in Lombardia coinvolgerà infatti 15 mila dipendenti universitari all’interno di 14 atenei (Università di Bergamo, Brescia, Insubria Varese, Milano Statale, Milano Bicocca, Politecnico di Milano, Università di Pavia, Humanitas, Vita salute San Raffaele, Università Cattolica, Bocconi, Iuus Pavia, Liuc e Iulm).
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Lo scontro di opinioni sul “privilegio” dei vaccini per le Università lombarde
Le parole della vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, come riporta il quotidiano Ilgiorno.it, rivelano ampia soddisfazione dei risultati raggiunti: “Sono molto soddisfatta per questo accordo che conferma la positiva collaborazione tra Regione Lombardia e gli Atenei lombardi”. Si tratta, dunque, per l’assessore lombardo di “un risultato importante per consentire il ritorno alla graduale normalità della vita all'interno degli Atenei”.
Se la Moratti ha commentato con entusiasmo questo risultato, non tutti però ne hanno tessuto le lodi in modo altrettanto appassionato: un editoriale su La Repubblica , ha evidenziato invece qualche perplessità su questa decisione, vista la situazione emergenziale vissuta dalle scuole in questo periodo. La risposta del Rettore dell’Università di Bergamo non è tardata ad arrivare, pubblicata sempre su La Repubblica. Secondo il Rettore questa operazione vaccinale, su base volontaria, sarebbe in perfetta sintonia con quelle già avviate negli altri atenei italiani: “In tutto questo, non riesco a vedere né a capire in cosa consista il privilegio che verrebbe accordato ai docenti e al personale tecnico-amministrativo delle Università lombarde. Ribadisco: la campagna vaccinale che si sta avviando nelle Università della Lombardia è già partita in quasi tutti gli atenei italiani!”.
Tuttavia la replica degli autori dell'editoriale è pronta ed evidenzia la situazione drammatica della scuola durante la pandemia, ribadendo che è vero che anche le altre università in Italia si sono adoperate per consentirne l’inizio, “ma tutte le Regioni hanno stabilito fin da subito che la campagna di vaccinazione sarebbe andata in parallelo fra scuole e università”. In Lombardia, infatti, le vaccinazioni al personale scolastico inizieranno con una settimana di ritardo rispetto a quelle riservate agli atenei.
Quando partirà la campagna di vaccinazione nelle scuole lombarde?
Infatti sarà da lunedì 8 marzo che, anche nelle scuole lombarde, verrà avviata la campagna di vaccinazione che coinvolgerà 200mila dipendenti tra docenti, collaboratori e personale Ata.
Secondo il programma predisposto dai vertici della regione Lombardia con i sindacati della scuola, il piano vaccinazioni nelle scuole della Regione dovrebbe concludersi entro cinque settimane.
Le prenotazioni per le vaccinazioni potranno essere effettuate sul portale della Regione Lombardia, sempre su base volontaria, e saranno estese anche al personale delle scuole paritarie.
Il vaccino somministrato sarà quello di AstraZeneca, accessibile a tutti i lavoratori fino ai 65 anni.
Guarda il video che mostra come è cambiata la vita degli studenti universitari a causa del Covid-19: