build the earth guinness world record

Da New York al mondo, il passo è breve. Almeno su Minecraft, dove un gruppo di giocatori ha deciso di cimentarsi in un'impresa che sembra impossibile: ricostruire l'intero pianeta Terra, blocco dopo blocco, in scala 1:1.

Qualche mese fa vi avevamo raccontato il progetto di un team di volontari impegnato a riprodurre la Grande Mela, con oltre 50mila edifici già realizzati, dal Brooklyn Bridge ai grattacieli di Manhattan. Ma quella era soltanto una piccola parte di un'iniziativa decisamente più ambiziosa.

Il progetto si chiama Build The Earth e coinvolge migliaia di appassionati di tutto il mondo, che collaborano per ricreare città, monumenti e paesaggi rispettandone il più possibile le dimensioni reali.

Un lavoro collettivo di proporzioni straordinarie, che ha conquistato anche il Guinness World Records come il più grande progetto mai realizzato su Minecraft.

E i numeri sono impressionanti: oltre un milione di edifici ricostruiti, migliaia di volontari coinvolti e un obiettivo talmente ambizioso che, secondo uno degli organizzatori, potrebbero servire addirittura 100 anni per completarlo.

Ma come si fa a costruire un intero pianeta all'interno di un videogioco? Quali luoghi sono già stati riprodotti? E soprattutto, come si può partecipare a questa impresa da record? Scopriamolo insieme.

Indice

  1. Build The Earth, cos'è il progetto Minecraft entrato nel Guinness dei primati
  2. Quanti giocatori partecipano? I numeri del progetto più grande di Minecraft
  3. Dall'Italia al Giappone: quali città e monumenti sono stati ricostruiti
  4. Come si costruisce la Terra in scala 1:1 su Minecraft?
  5. Minecraft a scuola: perché il progetto potrebbe cambiare le lezioni di geografia

Build The Earth, cos'è il progetto Minecraft entrato nel Guinness dei primati

Tutto comincia nel marzo 2020, quando lo YouTuber americano PippenFTS pubblica un video con una proposta fuori dal comune: ricostruire l'intera Terra all'interno di Minecraft.

L'idea sfrutta una caratteristica fondamentale del videogioco: ogni blocco standard misura un metro per lato. Questo rende possibile riprodurre edifici, strade e monumenti cercando di rispettarne le dimensioni reali.

Con l'aiuto di modifiche tecniche, chiamate mod, e di dati geografici, i giocatori possono ricostruire il territorio e aggiungere successivamente case, palazzi e altri elementi del paesaggio.

Il progetto prende il nome di Build The Earth, abbreviato in BTE, e in pochissimo tempo attira l'attenzione di una comunità enorme.

Secondo quanto raccontato dal Guinness World Records nell'approfondimento pubblicato il 19 ottobre 2026, nei primi tre mesi il gruppo Discord collegato all'iniziativa raggiunge circa 300mila membri.

Una crescita così rapida da spingere gli organizzatori a strutturare il lavoro attraverso circa 60 squadre regionali, chiamate Build Teams, incaricate di coordinare le ricostruzioni nelle diverse parti del mondo.

Ogni squadra gestisce una determinata area geografica, che può corrispondere a una città, a un Paese oppure a un intero continente.

Il Guinness World Records ha riconosciuto ufficialmente Build The Earth come il più grande progetto Minecraft, con una registrazione del primato datata 24 giugno 2025.

Quanti giocatori partecipano? I numeri del progetto più grande di Minecraft

Per rendersi conto delle dimensioni raggiunte da Build The Earth, basta guardare i numeri pubblicati sul sito ufficiale dell'iniziativa.

Il progetto conta oltre 17.600 builder registrati, più di 1,06 milioni di edifici ricostruiti e una superficie realizzata che supera i 1.090 chilometri quadrati.

Numeri già straordinari, soprattutto se si considera che il lavoro viene portato avanti da una comunità internazionale di appassionati che dedica volontariamente il proprio tempo alla ricostruzione del pianeta.

C'è chi trascorre settimane a riprodurre un monumento particolarmente complesso e chi contribuisce costruendo una semplice abitazione in poche ore.

L'aspetto interessante è proprio questo: non occorre necessariamente essere esperti costruttori per partecipare. Anche una piccola casa può diventare parte di un progetto molto più grande.

E nonostante l'enorme quantità di lavoro già svolta, la strada da percorrere è ancora lunghissima.

Dall'Italia al Giappone: quali città e monumenti sono stati ricostruiti

Una delle caratteristiche più affascinanti di Build The Earth è la possibilità di visitare luoghi reali attraverso il linguaggio visivo di Minecraft.

I partecipanti hanno già riprodotto numerosi monumenti e paesaggi riconoscibili in tutto il mondo, cercando di rispettarne proporzioni e caratteristiche architettoniche.

Tra le ricostruzioni più suggestive c'è quella di Mont-Saint-Michel, il celebre complesso medievale che emerge dalle acque della Normandia, in Francia.

In Austria, invece, la squadra BTE Alps ha lavorato alla riproduzione del centro storico di Graz, una città caratterizzata da edifici storici e architetture particolarmente riconoscibili.

Dall'altra parte del mondo, in Messico, i volontari della squadra BTE MXCA hanno ricostruito lo Stadio Azteca di Città del Messico, uno degli impianti calcistici più famosi a livello internazionale.

E poi ci sono le Pagode del Drago e della Tigre, affacciate sul Lago del Loto nella città taiwanese di Kaohsiung, riprodotte con le loro caratteristiche torri colorate. I lavori interessano anche la Piazza Indipendenza di Montevideo, in Uruguay, e la Cattedrale di Aleksandr Nevskij a Sofia, in Bulgaria.

E l'Italia? Anche il nostro Paese rientra nell'ambizioso progetto.

Il Guinness racconta, per esempio, che uno dei partecipanti impegnati nella ricostruzione della Città del Vaticano ha contattato direttamente l'ufficio stampa per ottenere informazioni e fotografie utili.

Come si costruisce la Terra in scala 1:1 su Minecraft?

La vera difficoltà di Build The Earth è cercare di riprodurre fedelmente le dimensioni del mondo reale. Per farlo vengono utilizzati dati geografici e strumenti sviluppati per adattare il gioco a un'impresa di questa portata.

Una delle modifiche impiegate dal progetto è Cubic Chunks, che permette di superare i limiti verticali presenti nelle versioni di Minecraft per cui è stata sviluppata.

Un'altra tecnologia citata nella documentazione del Guinness è Terra 1-to-1, utilizzata per generare territori a partire da informazioni geografiche. In questo modo, le squadre possono partire dalla rappresentazione del paesaggio e concentrarsi sulla costruzione degli edifici.

Ma la tecnologia non risolve tutto.

Nella realtà, infatti, le strade e le facciate dei palazzi non seguono necessariamente gli angoli e le forme regolari della griglia di Minecraft. Per ottenere risultati accurati, i costruttori devono quindi misurare, confrontare immagini e trovare soluzioni creative.

Secondo Bruno Gideon Bergheim, membro del gruppo organizzativo internazionale, alcuni volontari arrivano perfino a raccogliere fotografie direttamente nei luoghi che altri stanno ricostruendo.

Un lavoro che mette insieme progettazione digitale, geografia, architettura e collaborazione tra persone di Paesi diversi.

Minecraft a scuola: perché il progetto potrebbe cambiare le lezioni di geografia

Uno degli aspetti più interessanti della vicenda riguarda proprio il mondo della scuola. Quando Build The Earth è nato, secondo quanto raccontato da Bergheim al Guinness, l'età media dei partecipanti era di appena 15 anni.

Ragazzi giovanissimi si sono ritrovati a coordinare gruppi molto numerosi, organizzare lavori e sviluppare competenze tecniche. Un'esperienza che dimostra come un videogioco possa diventare anche uno spazio per imparare a gestire progetti complessi.

Ma le possibilità educative vanno oltre. Immagina di studiare le piramidi egizie durante una lezione di storia e, subito dopo, poter esplorare virtualmente la loro posizione rispetto al Nilo.

Oppure di osservare da vicino un monumento che hai visto soltanto sui libri, confrontandone le dimensioni con quelle degli edifici circostanti. È proprio questo il potenziale che gli organizzatori vorrebbero sviluppare.

Build The Earth è già stato utilizzato in alcune attività scolastiche e presentato anche in contesti museali.

L'obiettivo è trasformarlo in una risorsa culturale accessibile, capace di aiutare gli studenti a conoscere luoghi che potrebbero non avere mai la possibilità di visitare personalmente.

Studiare geografia esplorando direttamente i paesaggi potrebbe rendere alcune lezioni molto più coinvolgenti, soprattutto se l'esperienza digitale viene accompagnata da spiegazioni e materiali didattici.

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