
Friedrich Nietzsche la chiamava Wille zur Macht - volontà di potenza. Non il desiderio di dominare gli altri, come spesso viene frainteso, ma una forza vitale e creativa che spinge ogni essere vivente a superare se stesso, a crescere, a espandersi oltre i propri limiti.
Eiichiro Oda, in One Piece, ha tradotto questo concetto nell'Ambizione del Re Conquistatore: un potere che non si allena, non si impara, non si compra. O ce l'hai o non ce l'hai.
È la forza di volontà pura di un individuo straordinario che si manifesta fisicamente all'esterno, travolgendo tutto ciò che gli sta attorno. Chi lo possiede non deve fare niente di speciale: basta la sua presenza per cambiare l'aria nella stanza. Per dirla in una parola sola - e alla Dragon Ball - "aura".
Milano Cortina 2026 ha fatto da palcoscenico a tantissimi protagonisti con questo tratto impossibile da definire. Atleti e atlete che non si sono limitati a vincere medaglie: hanno ridefinito il concetto stesso di agonismo, fatto esplodere i social, commosso chi non segue lo sport da anni.
Persone che - che lo volessero o no - hanno invaso i feed di tutto il mondo. Questi sono i loro momenti.
Alysa Liu: vincere non è tutto, prendi una pausa se ne hai bisogno
C'è chi si ritira a 40 anni dopo una carriera intera. Alysa Liu lo ha fatto a 16. Nel 2022, dopo le Olimpiadi di Pechino, la stessa pattinatrice americana che aveva dichiarato di avere sfiorato il burnout, annunciando il ritiro dalle scene: "Odiavo pattinare, nel senso, lo odiavo davvero."
Due anni dopo, una sciata sulle Alpi durante una vacanza universitaria le ridà l'adrenalina che cercava. Torna sul ghiaccio. E a Milano Cortina 2026, a soli 20 anni, si porta a casa due ori olimpici.
Un risultato non arrivato per caso ma costruito su una libertà creativa totale: sceglie lei la musica, il programma, il ritmo. Niente pressioni. E il risultato è stata un'esibizione che ha fatto piangere mezzo internet.
Il vero flex? "Mi do la validazione da sola quando creo qualcosa di bello". Della serie: lascio, torno e vinco. Main character energia pura.
Eileen Gu: due argenti guadagnati o due ori persi? Ma che razza di domanda è
Premessa: Eileen Gu ha gareggiato in tutte e tre le discipline di freestyle skiing a Milbano Cortina 2026. Ha vinto un oro nell'halfpipe e due argenti (slopestyle e big air). Sei medaglie in carriera olimpica, record assoluto tra le freeskier - uomo o donna.
E in conferenza stampa qualcuno ha alzato la mano per chiederle se considera i suoi due argenti "due ori persi". La risposta di Eileen è entrata nella storia:
"Sono l'atleta femminile di freeski più decorata della storia. Penso che questo sia già una risposta di per sé."
Lo ha detto ridendo, sfoggiando il sorriso di una persona che sa esattamente chi è e non ha bisogno di giustificarsi con nessuno. Eileen Gu non compete per vincere l'approvazione della stampa. Compete e basta. E lo fa vincendo: serve di più?
Ilia Malinin: il backflip che internet aspettava da 50 anni
Ilia Malinin è il "Quad God" - l'unico essere umano ad aver mai eseguito in gara il quadruplo axel, il salto più difficile della storia del pattinaggio. Ma a Milano Cortina 2026 quello che ha spaccato l'internet non è stato nessun quad: è stato un backflip.
La mossa era illegale dal 1976. Vietata per quasi 50 anni. Il regolamento l'ha reintrodotta solo nel 2024 e Malinin l'ha immediatamente infilata nel suo programma. Non perché valga punti extra in modo significativo, ma perché è spettacolo puro.
Nell'individuale, poi, è andato meno bene - due cadute, ottavo posto - rendendosi protagonista di un momento che ci ha fatto riflettere riguardo la salute mentale degli atleti.

Madeline Schizas:"Scusa prof, ero alle Olimpiadi"
Madeline Schizas è una pattinatrice canadese, 22 anni. È anche studentessa universitaria al quarto anno a McMaster, con una laurea in Environment & Society in corso. Due cose difficili da conciliare. Tre se ci aggiungi le Olimpiadi.
Il 7 febbraio 2026 - mentre gareggiava nella prova a squadre di pattinaggio artistico - si è resa conto di aver dimenticato di consegnare un compito di sociologia. La scadenza era venerdì ma lei era in pista.
Così ha scritto un'email al professore postandola sulle sue Instagram Stories:
"Salve prof. Sono una studentessa del suo corso Sociology 2FF3. Vorrei chiedere una breve proroga per il compito di questa settimana. Ieri stavo gareggiando ai Giochi Olimpici e pensavo che il compito scadesse domenica, non venerdì."
Il professore ha risposto: "Ciao Madeline. Wow! Che momento speciale. Certo, nelle circostanze attuali una proroga va benissimo." Internet ha collettivamente deciso che questa è la migliore scusa per un compito in ritardo mai presentata nella storia dell'umanità. Concordiamo pienamente.
Federica Brignone: caduta e rinascita in 318 giorni
3 aprile 2025: campionati italiani di sci a Moena, Federica Brignone cade e la diagnosi è di quelle che fanno male: frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, più la rottura del legamento crociato anteriore.
La madre Ninna Quario, sciatrice ed ex atleta, ha rivelato in seguito che in quel momento c'era "un rischio reale di amputazione". Federica aveva 35 anni. Le Olimpiadi di casa - le più importanti della sua carriera - erano a dieci mesi di distanza.
Per due mesi non è riuscita a piegare la gamba. Ha imparato di nuovo a camminare. Ha lavorato 24 ore su 24, con fisioterapia, ipnosi e farmaci. Il 20 gennaio 2026 - 292 giorni dopo l'infortunio - è tornata in gara.
Il 12 febbraio 2026, sull'Olympia delle Tofane a Cortina, sotto gli occhi del Presidente Mattarella, Federica Brignone ha vinto il SuperG olimpico. Tre giorni dopo, ha vinto anche lo slalom gigante. Due ori olimpici: la prima italiana nella storia a riuscirci nella stessa edizione dei Giochi Invernali.

La lezione di Johannes Klaebo: l'impegno batte il talento. Sempre
Esiste un record che resisteva dal 1980, da quando Eric Heiden a Lake Placid vinse 5 ori in 5 gare di pattinaggio di velocità. Per quasi 50 anni nessuno ci era arrivato vicino. Poi è arrivato Johannes Klaebo.
Il fondista norvegese ha gareggiato in 6 eventi a Milano Cortina 2026. Ha vinto tutti e 6. Sprint, staffetta sprint, 10 km, 20 km, staffetta e infine la 50 km mass start - dominata nell'ultima salita, con un podio tutto norvegese e la certezza di essere entrato definitivamente nella storia.
Con 11 ori olimpici in carriera, Klaebo è ora l'atleta più vincente della storia delle Olimpiadi invernali. Da solo ha vinto più ori di paesi come Canada, Cina, Austria e Giappone messi insieme in questa edizione.
Il paradosso? L'atleta norvegese non è mai stato un fenomeno nella sua disciplina. Qual è quindi la lezione? Semplice: dedizione e impegno contano più di ogni altra cosa nello sport.
Francesca Lollobrigida: mamma d'oro, letteralmente
Il 7 febbraio 2026, nel giorno del suo 35esimo compleanno, Francesca Lollobrigida taglia il traguardo dei 3000 metri di pattinaggio di velocità in 3:54.28, polverizzando il record olimpico. Poi corre nel tunnel sotto gli spalti, ancora con il tricolore sulle spalle, per raggiungere il figlio Tommaso di due anni e mezzo.
"Mamma è campionessa olimpica!" - le parole catturate dai microfoni mentre lo abbracciava. L'immagine ha fatto il giro del mondo.
Lollobrigida è diventata mamma a maggio 2023, in piena carriera. Ha deciso la gravidanza avvisando la federazione in anticipo, costruendo con loro un piano di rientro.
Quattro mesi dopo il parto era già di nuovo in gara. A Milano Cortina 2026 ha vinto due ori - 3000 e 5000 metri - diventando la prima italiana a vincere l'oro olimpico in queste discipline.

Stefania Costantini & Amos Mosaner: tutti pazzi per il curling
Se alle Olimpiadi di Pechino 2022 la coppia Costantini-Mosaner aveva fatto scoprire il curling a milioni di italiani che non sapevano nemmeno come si pronunciasse, a Milano Cortina 2026 quella storia si è ripetuta con un twist.
I due hanno vinto il bronzo nel doppio misto - un risultato importante dopo l'oro di Pechino e il mondiale 2025 - e il video delle urla della folla italiana che esultava ai tiri ha conquistato i social di mezzo mondo.
Perché alla fine il curling ha questa caratteristica strana: appena capisci le regole, ti ritrovi ad urlare davanti alla tv alle 11 di sera per uno sport di cui non sapevi nulla una settimana prima.
In tutto questo, Stefania Costantini ha letteralmente incantato il pubblico e per lei le gare avevano un sapore completamente diverso rispetto a chiunque altro: Cortina d'Ampezzo è casa sua.
Giocare sulla tua montagna, davanti alla tua gente, con il tuo paese che ti guarda dalla tribuna è una pressione che pochissimi atleti olimpici hanno mai conosciuto. Lei l'ha trasformata in carburante!