
Johannes Hoesflot Klaebo è letteralmente un'altra categoria. 29 anni, miglior fondista del pianeta - e probabilmente il più forte di sempre.
I numeri parlano per lui: è l'atleta con più ori nella storia delle Olimpiadi invernali, ben dieci, cinque dei quali conquistati solo negli ultimi giorni. E nella 50 km di fondo - la maratona sugli sci - potrebbe aggiungerne un sesto.
Ma il solo palmarès non è sufficiente a raccontare la "dimensione" di Klaebo che, quando gareggia, sembra quasi in un altro sport rispetto agli avversari, come se stesse facendo meno fatica di tutti.
Per chi non segue il fondo, il paragone più calzante? Potremmo dire che è un mix tra Bolt in pista per la potenza degli sprint e Phelps in vasca per i numeri olimpici (l'unico ad averlo battuto nella classifica degli ori).
E la parte più assurda? Non era un predestinato.
Chi è Johannes Klaebo?
Nato a Oslo nel 1996, a 5 anni si trasferisce con la famiglia a Trondheim, verso nord, più vicino ai nonni. Il primo paio di sci glieli regala proprio il nonno a 2 anni. A 14 anni il suo allenatore di allora lo descrive così: "Non c'era nessun segnale di quello che sarebbe diventato. Era uno tra tanti."
A 15 anni arriva 18° su 25 in un test di velocità sui 60 metri. Non esattamente un fenomeno.
Quello che aveva, però, era qualcos'altro: la mentalità. Non era il più forte in nulla, ma era quello che migliorava di più. Quello che ci teneva più di tutti. Grazie a una notevole crescita muscolare e a sacrifici estremi - forse anche troppo - prima dei 20 anni inizia a vincere, e non si ferma più.
Il nonno Kåre, oggi 83 anni, è ancora nel suo team. Klaebo lo chiama il suo mentore e il suo migliore amico: "Mi ha aperto le porte e mostrato la strada nello sport e nella vita."
Il curriculum del norvegese? Roba da far girare la testa: oltre 100 vittorie in Coppa del Mondo, 5 Coppe del Mondo generali, 7 di specialità sprint, 12 medaglie olimpiche (10 ori) in tre edizioni, 18 medaglie mondiali (15 ori) in cinque edizioni.
Il momento più iconico? I Mondiali di marzo 2025 a Trondheim, a casa sua. 6 gare, 6 ori. Sprint, team, skiathlon, tecnica classica, tecnica libera, 50 km: Klaebo si porta a casa l'intero montepremi in palio.
Il Klaebo-Kliv
Tra gli appassionati di sci di fondo è ormai celebre il cosiddetto Klaebo-kliv, termine norvegese che descrive una tecnica di movimento che, nella pratica, riesce a eseguire solo lui.
Si tratta di uno stile di risalita - in inglese ribattezzato Klaebo-run - che lo rende straordinariamente più efficace e rapido grazie a una frequenza di movimenti elevatissima.
Sulla salita principale delle gare olimpiche di Tesero, che qualcuno ha già iniziato a chiamare Klaebo climb, il norvegese ha affrontato pendenze a doppia cifra sfiorando i venti chilometri orari, con un ritmo di circa tre minuti al chilometro: un passo che la maggior parte delle persone faticherebbe a sostenere correndo in pianura.
Se stavi cercando la prova che la dedizione vale più del talento naturale, eccola servita.