Il discorso di addio di Totti: la lettera commovente ai tifosi

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Di redazione

Il discorso di Totti nella sua ultima partita: "Siete e sarete sempre nella mia vita"

Ci siamo, è arrivato il momento”. Con queste parole Francesco Totti ha esordito durante la sua ultima partita, allo stadio Olimpico. Il 28 maggio infatti, il capitano della Roma, si è tolto la maglia per l’ultima volta. Per celebrare i suoi 28 anni di carriera, dopo la partita contro il Genoa, è uscito dagli spogliatoi per fare l’ultimo giro dello stadio e inchinarsi davanti alla sua amatissima curva sud. Accompagnato da sua moglie Ilary e dai suoi tre figli, prosegue la sua camminata a testa alta. I momenti di commozione non mancano e il calore dei tifosi si fa sempre più forte. Il capitano si ferma e si appoggia alla transenna, sommerso dalle lacrime. Dopo dieci minuti di cori e pianti, Francesco raggiunge il centro del campo, e dopo aver consegnato la sua fascia al piccolo Mattia Almaviva, capitano nella Roma nella categoria dei 2006, comincia a leggere la sua lettera d’addio. Lo stadio è pieno di bambini e adulti, che fin dal primo momento hanno creduto in lui. L’ultimo Re di Roma, il nostro capitano.


Il testo della lettera d'addio del capitano Totti

«Lo sapete che non sono bravo con le parole. In questi giorni, con mia moglie, ci siamo messi a tavolino e le ho raccontato un po' di cose di questi anni, vissuti con questa unica maglia. Abbiamo scritto una lettera, non so se riuscirò a leggerla. Ci provo. Se non finisco, lo farà per me Chanel che non vede l'ora di leggerla. Prendo fiato, scusatemi. Lo so che avete fame ed è ora di cena, io starei qua altri 25 anni. Mi levo la maglia per l'ultima volta, la piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai. Scusatemi se in questo momento non ho chiarito i miei pensieri e non ho fatto interviste, ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura, non è come quando devi segnare un rigore. Concedetemela, stavolta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato». E intanto il pubblico intona il coro "Noi non ti lasceremo mai". E continua: «Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a tuffarmi in questa nuova avventura. Ringrazio compagni di squadra, tecnici, presidenti, dirigenti, i tifosi, la Curva Sud. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre nella mia vita, smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio, e mi accorgo che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo. Sono orgoglioso e felice di avervi dato 28 anni di amore. Vi amo».

Susanna Galli

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