Cherofobia di Martina Attili: testo e curiosità, tutto sulla canzone

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri

Una dei protagonisti che già viene trasmessa dalle radio e che saprà lasciare il segno nell’edizione 12 di XFactor è la giovanissima cantautrice Martina Attili. Il suo stile originale e la sua particolare voce sono entrati nel cuore del pubblico conquistando, nel corso del talent show, un successo inaspettato.
Entrata nella squadra delle ‘Under Donne’ guidata dal giudice Manuel Agnelli, voce e frontman degli Afterhours, ha convinto subito tutti proprio grazie alla presentazione dell’inedito che le ha dato popolarità, intitolato ‘Cherofobia’. Scopriamo di più sul brano.

Cherofobia di Martina Attili, il significato dell'inedito

Quante persone conoscete che hanno paura ad essere felici? Ad occhio e croce credo molte! Beh se è così, sappiate che tutte queste persone condividono la stessa fissazione di Martina Attili perché, come lei, soffrono di cherofobia! Ecco quindi svelato il senso di una parola che a primo impatto ci disorienta per la difficoltà di capirne il significato, non proprio immediato.
Pare che l’ispirazione per questa canzone sia scaturita tre anni fa, in un momento difficile, dalla consapevolezza della sua incapacità di rivelare il suo sentimento nei confronti di un ragazzo di cui si era innamorata.
E' sembrata a tutti subito incredibile la coscienza introspettiva di una ragazza così giovane: non è neanche maggiorenne ma dimostra di avere un'insolita maturità e una grande abilità di scrittura. Con le sue canzoni, e soprattutto con Cherofobia, svela una parte della propria anima senza mai perdere il suo stile originale, unico, brillante e allo stesso tempo profondo.

Cherofobia: testo e parole dell'inedito di Martina Attili

Quella che traspare dalle parole della cantautrice è anche una ben definita paura di amare e di lasciarsi andare a questo sentimento. Allo stesso tempo però non vuole che questo blocco in cui si trova intrappolata possa farle perdere la persona che ama.
Forse il segreto del successo di questa canzone sta proprio nel fatto che queste sensazioni sono condivise dalla maggioranza delle persone, più di quanto si possa pensare.
Nonostante la “faccia da bambina, con la voce da piccina”, quello che si svela in modo naturale tra le righe è l’immagine di una ragazza che fatica a crescere e a farsi capire dagli altri che non la ascoltano. Per questo si sente sola mentre vede che gli altri non comprendono la frustrazione che sente dentro e che deriva dalla paura di non essere all’altezza dell’amore, della vita. E il ritornello allora appare proprio la chiave di questa disperata richiesta di essere amata solo per quello che è, nonostante i limiti della sua cherofobia. Del resto, ognuno ha i suoi.
Se gli amici e i cari non capiscono come ti senti, se le pareti della tua stanza diventano prigioni, se tutto è soffocante, se non riesci a trovare una via d’uscita e una conciliazione fra l’amore e la perdita è solo per paura…“ma tu resta”:

Cherofobia

Come te la spiego la paura di essere felici
Quando non l’hanno capita nemmeno i miei amici
Mi dicono di stare calma quando serve
Mi portano del latte caldo e delle coperte
Ed è proprio quando stanno a parlare
Che vorrei gridare “grazie a tutti, ora potete andare”
Ma resto qui
A guardare un film
Come te la spiego tutta la pazienza che ci metto
Ma non riesco a vivere senza
Qualcosa che mi opprime
Che mi indichi la fine
Perchè ho un cervello che è strafatto di spine
Ed il mio cuore è come un fiore
Crede ancora nel bene
Non sa che i petali cadranno tutti insieme
Sarà in quel momento che vorrà scoppiare
Mi griderà di smetterla di amare

Questa è la mia cherofobia
No non è negatività
Questa è la mia cherofobia
Fa paura la felicità
Questa è la mia cherofobia
Ma tu resta

Come lo spiego quando nessuno ti capisce
Quando niente ti ferisce
L’indifferenza più totale
Verso la forma astrale del male
Abbiamo stretto un rapporto speciale
E provo a raccontarlo in ogni canzone
Ma la gente pensa sempre parli di altre persone
“ma come tu così carina, con la faccia da bambina, con la voce da piccina…”
Ma la bambina è cresciuta troppo in fretta

Tra i muri di una cameretta
In cui ha iniziato a stare stretta
E ogni volta che qualcosa va come dovrebbe andare
Penso di non potercela fare
E cerco ogni forma di dolore
Mischiata al sangue col sudore
E sento il respiro che manca
E sento l’ansia che avanza
Fatemi uscire da questa benedetta stanza

Questa è la mia cherofobia
No non è negatività
Questa è la mia cherofobia
Fa paura la felicità
Questa è la mia cherofobia
Ma tu resta

Dirti che staremo insieme
Dirti che staremo bene
Dirti che è così che andrà
Dirti che staremo insieme
Dirti “io non starò bene”
Sento l’ansia fin da qua

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13 dicembre 2018 ore 16:00

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