
Se sei cresciuta guardando serie Tv negli anni ’90 o hai mai sentito parlare di X‑Files, probabilmente conosci Dana Scully: medico, agente dell’FBI, analista razionale con uno stile tutto suo (trench, scienza e cinismo da vendere).
Ma quello che molti non sanno è che il personaggio di Scully ha fatto di più di intrattenere, influenzando le scelte reali nella vita di tante persone. Questo fenomeno è stato chiamato “Effetto Scully”.
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Cos'è l'effetto Scully e cosa c'entrano le STEM?
L’effetto Scully descrive un fenomeno osservato nei dati secondo cui la rappresentazione di Dana Scully ha ispirato molte donne e ragazze a scegliere percorsi di studio e lavoro nelle STEM (cioè scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).
Non si tratta solo di una romanticizzazione del personaggio: studi condotti dal Geena Davis Institute on Gender in Media e altre ricerche indicano che molte donne che oggi lavorano nei campi STEM riconoscono che Scully è stata una figura di riferimento significativa mentre crescevano; inoltre risulterebbe più probabile, per una donna che ha guardato X-Files, intraprendere un percorso accademico nelle STEM.
Perché il personaggio di Dana Scully ha fatto la differenza?
C'è da dire che, prima di Scully, la rappresentazione delle donne nei ruoli scientifici e investigativi in prima serata era rarissima. Le serie Tv spesso mostravano scienziati stereotipati: uomini soli in laboratorio con camici bianchi e pochi tratti caratteriali memorabili.
Scully, invece, era decisamente un personaggio diverso per l'epoca:
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intelligente e competente tanto quanto qualsiasi collega maschile;
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razionale e curiosa, non “genio folle” ma professionista concreta;
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una donna centrale nella narrazione, non un personaggio secondario o “di supporto”.
Una rappresentazione che ha fatto una cosa semplice ma potente: ha mostrato che una donna può essere credibile, affermata e ammirata nei campi STEM - anche nelle storie mainstream che milioni di persone guardavano ogni settimana.