Briga: “L’esame di maturità? L’ho fatto due volte”

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Di manliogrossi

Briga: “L’esame di maturità? L’ho fatto due volte”

Lo abbiamo conosciuto come uno dei ragazzi della scuola di ‘Amici’: atteggiamento da duro, risposta sempre pronta e un talento che non passa certo inosservato, tanto da colpire subito il pubblico. Mattia Bellegrandi, in arte Briga, è stato certamente uno degli allievi più amati, e non poco criticati, del talent show di Canale 5. Anche se ha sfiorato la vittoria, classificandosi al secondo posto, questo non gli ha impedito di iniziare una carriera ricca di successi nel campo della musica e non solo: ha infatti all’attivo anche un libro e un altro è in uscita a breve. Ma al liceo, che tipo di studente è stato Briga? Noi di Skuola.net lo abbiamo chiesto a lui, scopri cosa ci ha detto!

Il primo aneddoto che ti viene in mente pensando alla scuola?

“Quando andavo al liceo molto spesso ero, e sono tutt’ora, esuberante, difficile da tenere fermo ad un banco. Mi facevo un po’ gli affari miei, scrivevo le canzoni che poi il pomeriggio andavo ad incidere. Una volta un amico mi ha sottratto l’iPod e qualche giorno dopo un bel po’ di persone conoscevano le canzoni che avevo iniziato ad incidere”.

Che rapporto avevi con la scuola?

“Io ero entusiasta di andare a scuola, ho avuto la fortuna di frequentare un liceo importante di Roma dove si mischiavano tante realtà, quindi imparavi anche un po’ a vivere. Devo tanto ad alcuni professori che sicuramente mi hanno arricchito”.

Quale era la tua materia preferita? E quella che proprio non ti piaceva?

“Non sono mai stato bravo nelle materie scientifiche, malissimo in matematica, fisica. Ero molto più propenso verso letteratura italiana, latino, greco”.

Eri un tipo da primo banco o preferivi stare in fondo alla classe?

“Quando mi trovavo al primo banco è perché mi ci mettevano, avevano paura che facessi confusione. Ero più da ultimo banco defilato, vicino al termosifone”.

Hai mai copiato? O eri un tipo che faceva copiare?

“Su tante cose copiavo, tipo i compiti di matematica. Facevo copiare invece quando si trattava di versioni, passavo tutto dopo aver finito”.

C’ è un prof che ti è rimasto impresso in modo particolare? Perché?

“Il professore di italiano del ginnasio, era molto giovane, circa 30 anni. Ricordo che ci portava a giocare a pallone il pomeriggio. Era il suo modo di legare con noi e creare un rapporto di fiducia, quindi tutti studiavamo perché avevamo paura di deluderlo. Lo sento ancora e gli voglio un bene dell’anima. Ce ne vorrebbero di più di professori così, intenzionati a creare anche un rapporto umano con gli studenti, non solo di subordinazione”.

Esame di maturità: com’è andato?

“Ne ho fatti due. Il primo non è andato bene, mi hanno bocciato. Ero tornato dall’anno all’estero e tutto il corpo docenti era cambiato. Loro non mi vedevano bene, pensavano che fossi scappato da non so quale pericolo, io invece ero solo andato a studiare un anno all’estero. Credo sia un’esperienza che tutti dovrebbero fare”.

E la seconda volta?

“Quando l’ho passato ho preso 85”.

“Mamma sto male rimango a casa” oppure ti preparavi per poi marinare la scuola?

“Ho sempre detto la verità, non ho mai avuto bisogno di fare sega”.

Se potessi tornare dietro i banchi, c’è qualcosa che faresti o che non rifaresti?

“Sono uno che rifarebbe tutto ciò che ha fatto perché mi è servito, soprattutto gli errori, per imparare da essi. Sono un tipo molto introspettivo, quindi torno sulle cose e mi servono sempre in qualche modo. Tutto quello che ho fatto è vita e me lo porto con me, con grande amore e grande compassione in certi casi”.

È stato più duro il liceo o la scuola di ‘Amici’?

“Forse per l’età in cui è arrivata, la scuola di ‘Amici’. Dopo tanti anni in cui non avevo impegni da portare avanti a lungo termine è stato difficile entrare in quel tipo di situazione, come per esempio il serale, dove non puoi uscire dalla casetta. Quindi per certi versi è stato più difficile ‘Amici’, ma l’ho fatto con un bagaglio culturale tutto mio, già assodato con gli strumenti del mio cuore. Mentre per altri il liceo perché è stata una battaglia più dura, più lunga”.

Progetti futuri?

“A ridosso dell’estate uscirà il mi nuovo romanzo e a breve credo uscirà il repackaging del mio disco ‘Talento’. Sono sempre a lavoro quindi uscirà sempre qualcosa”.

Manlio Grossi

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