Federico Bianchetti
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Social media vietati agli under 16 anche nel Regno Unito. L'idea sta guadagnando consensi a Westminster, soprattutto dopo la decisione dell'Australia che a dicembre ha impedito ai minori di 16 anni l'accesso a 10 grandi piattaforme social.

Come riporta la BBC, più di 60 parlamentari laburisti si sono alleati con i conservatori per chiedere una misura analoga anche oltremanica.

L'opposizione ha proposto di introdurre questo divieto attraverso un emendamento a un disegno di legge sulla scuola attualmente in discussione tra Camera dei Comuni e Camera dei Lord. 

Indice:

  1. Divieto social under 16 in Europa: la prima mossa la fa il Regno Unito
  2. La proposta divide e Starmer prende tempo

Divieto social under 16 in Europa: la prima mossa la fa il Regno Unito

La prima proposta sul divieto dei social agli under 16 in Europa arriva dalla Camera dei Lord britannica che ha preso l'iniziativa. Il voto è stato netto: 261 a favore, 150 contro.

Il governo però non ci sta e proverà a far bocciare la proposta di legge quando arriverà alla Camera dei Comuni. Nel frattempo, l’esecutivo di Keir Starmer ha già avviato una consultazione pubblica per valutare se davvero serve un divieto del genere.

Proprio il Primo Ministro, che appartiene al Partito Laburista, appare in questo momento in aperto contrasto con i suoi parlamentari, che invece hanno detto di essere favorevoli al ban per gli under 16. 

Ma non tutti sono d'accordo. Diverse associazioni e organizzazioni che si occupano di infanzia hanno espresso dubbi sul divieto.

Se l'emendamento passasse, il governo avrebbe un anno per stilare la lista delle piattaforme off-limits per gli under 16. Le aziende tech dovrebbero poi mettere in piedi sistemi di verifica dell'età "super efficaci" per impedire l'accesso ai minorenni.

La proposta divide e Starmer prende tempo

Sul fronte dei sostenitori della proposta, l'ex ministro conservatore dell'istruzione Lord Nash, uno dei promotori, ha affermato che l'uso dei social media da parte dei bambini rappresenta una "catastrofe sociale" e che un divieto darebbe agli adolescenti "alcuni anni in più per maturare" prima di utilizzare le piattaforme.

Nash ha dichiarato che esistono prove "schiaccianti" sui danni causati dall'uso adolescenziale dei social media, sostenendo che sia collegato a problemi di salute mentale, radicalizzazione online e comportamenti dirompenti nelle aule scolastiche.

E sulla consultazione governativa ha detto che è "tentativo dell'ultimo minuto di rimandare la questione", aggiungendo: "Cosa stiamo aspettando? Sappiamo che i nostri figli vengono danneggiati".

Il Primo Ministro Keir Starmer invece ha dichiarato: "La nostra posizione è chiara. Non accetteremo l'emendamento. Si tratta di una questione estremamente complessa. Riteniamo che la cosa giusta da fare sia raccogliere le prove e le informazioni necessarie prima di modificare la legge".

La consultazione governativa, che durerà tre mesi, valuterà i meriti di un divieto per i minori di 16 anni, oltre a coprifuoco notturni e azioni per prevenire il "doom-scrolling" (lo scorrimento compulsivo di contenuti negativi).

Esaminerà inoltre se le aziende di social media potrebbero implementare verifiche dell'età più rigorose, e potrebbero essere costrette a rimuovere o limitare le funzionalità "che favoriscono l'uso compulsivo dei social media".

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