
Come capire se sei dipendente dai social? Non è una domanda semplice e nemmeno la risposta lo è. Eppure, in un'epoca in cui trascorriamo ore connessi, riconoscere i segnali di una dipendenza dalla tecnologia è diventato fondamentale per il nostro benessere psicologico.
A spiegare quali sono è Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, Presidente dell'Associazione “Di.Te.” (Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo) protagonista del nuovo episodio della rubrica TikTok Like a Pro(f) di Skuola.net.
@skuolanet Come capire se la tua è solo un’abitudine o una vera dipendenza dai social? 📱 Spesso la risposta non è affatto semplice, ma il Dott. Giuseppe Lavenia, Presidente dell'Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo, definisce un modo fondamentale per ritrovare questa consapevolezza. La vera soglia del rischio non viene definita solo dal tempo che passiamo online, ma da tutto ciò che stiamo perdendo nella nostra vita reale a causa dello scrolling compulsivo 📉 La compulsione si manifesta infatti attraverso una progressiva perdita di controllo che avviene quasi sempre in modo inconsapevole, portandoci a trascurare le relazioni più care, gli amici di sempre e perfino i nostri hobby o le passioni che un tempo ci rendevano felici. Un segnale d’allarme inequivocabile arriva proprio quando le persone che ci circondano iniziano a soffrire o a lamentarsi dei nostri atteggiamenti e della nostra costante assenza mentale 🧠 Riconoscere questo limite è il primo e più importante passo per riprendere in mano la propria vita, perché ammettere di avere un problema e chiedere aiuto è un atto di estrema forza e cura verso se stessi🤝 dipendenzasocial salutementale psicologia benesseredigitale consapevolezza psicoterapia dipendenzatecnologica crescitapersonale #educazionedigitale
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Indice:
Cosa stiamo perdendo?
Secondo Giuseppe Lavenia, psicologo esperto in dipendenze digitali, il primo passo per capire se stiamo sviluppando un rapporto malsano con i social è chiederci cosa stiamo perdendo nella nostra vita reale.
Non si tratta solo del tempo trascorso online, ma delle conseguenze concrete che questo comportamento ha sulla nostra quotidianità.
Stiamo trascurando le relazioni faccia a faccia con amici e familiari? Abbiamo abbandonato gli hobby che un tempo ci appassionavano? Le nostre passioni sono state messe da parte per scrollare il feed? Questi sono i primi indicatori che qualcosa non va nel nostro rapporto con la tecnologia.
Quando gli altri iniziano a lamentarsi
Un segnale d'allarme particolarmente significativo arriva dall'esterno. Quando le persone intorno a noi iniziano a lamentarsi dei nostri atteggiamenti, a farci notare quanto tempo passiamo al telefono o quanto siamo assenti anche quando siamo fisicamente presenti, è il momento di fermarsi e riflettere.
Spesso chi ci sta accanto riesce a vedere ciò che noi non vogliamo ammettere.
La perdita di controllo e la mancanza di consapevolezza
La compulsione, spiega Lavenia, ha due caratteristiche fondamentali che la rendono particolarmente insidiosa. Da un lato c'è la perdita di controllo: non riusciamo più a gestire il tempo che dedichiamo ai social, controlliamo ossessivamente le notifiche, interrompiamo qualsiasi attività per rispondere ai messaggi.
Dall'altro lato, e questo è forse l'aspetto più preoccupante, c'è la mancanza di consapevolezza di questa perdita di controllo. Non ci rendiamo conto di quanto il nostro comportamento sia cambiato.
L'incapacità di smettere: il segnale definitivo
Il campanello d'allarme più evidente, quello che indica che stiamo scivolando verso una vera e propria dipendenza, è l'incapacità di smettere. Proviamo a limitare l'uso del telefono, ci promettiamo di controllare i social solo una volta al giorno, ma poi ci ritroviamo a ripetere gli stessi comportamenti compulsivi.
È come se una forza più grande della nostra volontà ci spingesse a tornare sempre lì, a controllare, a scorrere, a verificare.
Quando è il momento di chiedere aiuto
È proprio quando ci accorgiamo di non riuscire a interrompere questo circolo vizioso che dobbiamo avere il coraggio di chiedere aiuto. Riconoscere di avere un problema non è un segno di debolezza, ma il primo passo verso il cambiamento.
Rivolgersi a uno psicologo specializzato in dipendenze digitali può fare la differenza tra continuare a perdere pezzi importanti della propria vita e recuperare il controllo del proprio tempo e delle proprie relazioni.
La tecnologia e i social media non sono nemici da combattere, ma strumenti da utilizzare con consapevolezza. Saper riconoscere quando il loro uso diventa problematico è il primo atto di cura verso noi stessi e verso le persone che amiamo.