Francesco Rocca negli studi di Skuola.net

Servono più medici e infermieri per soddisfare i bisogni sanitari di Regioni come il Lazio: parola di Francesco Rocca, Presidente della Giunta regionale intervenuto a Skuola.net in un nuovo episodio del vodcast #Sapevatelo.

Uno spazio di approfondimento curato dal direttore del portale, Daniele Grassucci, per iniziare l’anno scolastico con un ripasso di educazione civica, alla scoperta del ruolo che le Regioni ricoprono per la vita dei cittadini, soprattutto quelli più giovani.  

A partire proprio dalla scuola e dalla formazione, visto che banalmente il Presidente della Regione firma l’ordinanza con cui si stabilisce l’inizio dell’anno scolastico: nonostante i tentativi di suo figlio, appena diplomato, Rocca ha sempre rispedito al mittente “le proposte più disparate per ritardare il rientro a scuola”.

Oltre a ricordare le numerose materie di cui si occupano le regioni - tra cui il  diritto allo studio, formazione, sanità, trasporti, lavoro, sostegno alle nuove imprese, ambiente - il Presidente della Regione Lazio ha lanciato alcuni importanti appelli: il primo, al Governo, per dare la possibilità di incrementare gli stipendi dei medici alle singole giunte nell’ambito della propria autonomia e del budget assegnato.  

Il secondo, invece, rivolto direttamente ai giovani per affrontare l’endemica emergenza sangue: servono più donatori e sicuramente le nuove generazioni possono dare un contributo importante. 

Ne è venuta fuori una lunga conversazione che attraversa alcuni dei temi più vicini alle nuove generazioni. 

Con anche qualche sorpresa: perché, se passi dai banchi di Skuola.net, devi per forza dirci quanto hai preso alla Maturità!  Ma prima di arrivarci, e scoprire il voto del Presidente Rocca, c'è molto altro da capire.

Indice

  1. Le competenze della regione: dalla sanità ai trasporti, cosa cambia nella vita dei cittadini
  2. Cosa fa ogni giorno un presidente di Regione
  3. Borse di studio a tutti gli studenti che ne hanno diritto: oltre 38mila beneficiari nel Lazio
  4. La risposta al mercato del lavoro non è soltanto la laurea: dagli ITS alla meccatronica
  5. Scegliere una professione sanitaria: ne vale ancora la pena?
  6. L'appello ai giovani sulla donazione di sangue
  7. Cosa può fare la Regione per chi vuole creare una startup
  8. Il consiglio agli studenti: “Godetevi questi anni”

Le competenze della regione: dalla sanità ai trasporti, cosa cambia nella vita dei cittadini

Alla domanda più semplice – ma, concretamente, di cosa si occupano le Regioni? – Rocca risponde partendo da un concetto netto: se alcune di quelle funzioni venissero meno, i cittadini se ne accorgerebbero molto rapidamente.

L'elenco è lungo e su alcune materie la Regione interviene direttamente, su altre lavora in rapporto con Comuni e amministrazioni locali, cercando di raccogliere le necessità dei diversi territori e di orientare di conseguenza le risorse disponibili.

"Le Regioni si occupano di tantissime cose. Per dirla in parole povere: se smettessero di occuparsene, ce ne accorgeremmo immediatamente. Sanità, e quindi anche Pronto Soccorso, trasporti pubblici, gestione dei rifiuti, ambiente, Protezione Civile, agricoltura e formazione. Sono tutti settori gestiti in dialogo costante con i Comuni e ascoltando le esigenze dei territori." 

Un esempio evidente è la sanità. Qui Stato e Regioni hanno responsabilità che si intrecciano: Rocca ricorda come l'erogazione dei servizi sanitari sul territorio ricada direttamente sulle Regioni, mentre su diversi aspetti le decisioni vengono prese all'interno di un quadro nazionale.

È anche il motivo per cui due territori possono presentare problemi ed esigenze differenti. Una provincia lontana dai grandi centri, ad esempio, può avere bisogno di servizi organizzati diversamente rispetto a una grande area metropolitana.

Cosa fa ogni giorno un presidente di Regione

Ma cosa fa, nel concreto, il presidente di una Regione quando arriva in ufficio? Niente scrivania solitaria e decisioni prese nel vuoto. Il Presidente della Giunta funziona un po' come un Premier all'interno di un Gabinetto di Governo: si raccorda con gli Assessori Regionali, i quali svolgono un ruolo del tutto analogo a quello dei Ministri nazionali (dalla Cultura al Bilancio, fino allo Sviluppo Economico). 

Almeno nella descrizione fornita dal Presidente Rocca, la giornata è fatta soprattutto di incontri e coordinamento: sindaci, associazioni di volontariato, consiglieri regionali e assessori.

Proprio questi ultimi vengono paragonati ai ministri di un Governo nazionale: ciascuno possiede delle deleghe specifiche e segue quotidianamente determinati settori. Al presidente spetta invece una funzione di raccordo, affinché l'azione della Giunta proceda in maniera coordinata.

“È importante rispettarsi, ascoltarsi e lavorare insieme per il bene della nostra città”, dice Rocca parlando anche del rapporto istituzionale con amministratori appartenenti a schieramenti politici differenti dal suo.

È uno dei passaggi in cui il presidente insiste maggiormente sulla dimensione territoriale del ruolo: la Regione deve avere una propria linea politica, ma allo stesso tempo confrontarsi con Comuni e amministrazioni locali chiamati ogni giorno a gestire problemi molto concreti.

Borse di studio a tutti gli studenti che ne hanno diritto: oltre 38mila beneficiari nel Lazio

Quando si parla di studenti universitari, la Regione smette rapidamente di sembrare un'istituzione lontana.

Uno dei campi di intervento più importanti è infatti il diritto allo studio universitario, che nel Lazio passa anche attraverso DiSCo. Ed è qui che Rocca porta uno dei numeri più significativi dell'intervista.

“Per il diritto allo studio innanzitutto garantiamo le borse di studio a tutti gli studenti che ne hanno diritto”, afferma il presidente.

Il dato trova riscontro nei numeri pubblicati dalla stessa Regione: per l'anno accademico 2025/2026, dopo l'ultimo scorrimento della graduatoria, 38.785 studenti idonei sono stati dichiarati vincitori, con oltre 201 milioni di euro complessivamente destinati alle borse di studio. La Regione parla di copertura di tutti gli idonei per quella graduatoria.

Durante #Sapevatelo, Rocca insiste però anche sull'altro grande problema per chi si sposta per studiare: l'alloggio.

Roma attira ogni anno un numero enorme di universitari e l'offerta di posti letto negli studentati non riesce da sola a esaurire la domanda. L'obiettivo indicato dal presidente è quindi aumentare la disponibilità per i fuorisede, senza dimenticare che il sistema universitario laziale non coincide soltanto con la Capitale.

"Garantire il diritto allo studio significa mettere le risorse finanziarie dove servono. Quest'anno nel Lazio abbiamo superato ogni record superando i 200 milioni di euro e coprendo il 100% degli aventi diritto alle borse di studio, ossia 38.000 studenti. 

La vera sfida d'ora in poi è l'aumento dei posti letto negli studentati per i fuori sede. E il lavoro non riguarda solo i grandi atenei della Capitale come La Sapienza o Tor Vergata, ma anche le università d'eccellenza del territorio come la Tuscia a Viterbo o l'Università di Cassino." 

La risposta al mercato del lavoro non è soltanto la laurea: dagli ITS alla meccatronica

Uno dei passaggi più interessanti per chi sta scegliendo cosa fare dopo il diploma riguarda le strade alternative all'università.

“La risposta al mercato del lavoro non è soltanto la laurea”, dice Rocca, che aggiunge “Studiando i dossier si scoprono realtà straordinarie. Ad esempio, chi studia agraria o meccatronica trova lavoro quasi immediatamente. 

Oggi stiamo facendo partire ITS dedicati al settore dell'energia e del digitale in collaborazione con i grandi player industriali. Non formiamo figure allo sbaraglio creando ridondanze: programmiamo i corsi sulla base dei reali posti di lavoro richiesti dalle imprese." 

Il riferimento principale è, appunto, agli ITS Academy, che costituiscono il segmento della formazione tecnologica superiore non universitaria. Nel Lazio, secondo i dati regionali, sono attualmente presenti 16 ITS Academy, attivi in aree che spaziano dall'energia alla mobilità sostenibile, dalla meccatronica all'agroalimentare, fino a ICT, turismo, moda e tecnologie della vita. 

I percorsi possono durare due o tre anni e prevedono un legame molto stretto con le imprese: la Regione indica che almeno il 35% delle ore è destinato a stage e tirocini e che il 60% dei docenti arriva dal mondo del lavoro.

Il punto su cui Rocca insiste è proprio questo collegamento: “Accompagnare i giovani alle nuove competenze è una delle responsabilità che ha la regione”, osserva, spiegando che per programmare la formazione occorre dialogare con aziende e mondo del lavoro.

L'idea, nella sua impostazione, è evitare di creare percorsi scollegati dalle reali necessità occupazionali. Se le imprese segnalano la necessità di determinate professionalità, la formazione regionale dovrebbe cercare di calibrare il numero e il tipo di percorsi su quella domanda.

 

Rocca lo spiega con un esempio quasi matematico: formare duemila persone per un settore che ne può assorbire mille significa rischiare di lasciare altre mille persone senza lo sbocco per il quale si sono preparate.

 

E non ci sono soltanto gli ITS. Si parla anche di Istruzione e Formazione Professionale, i percorsi che possono essere scelti già dopo la scuola media e che rappresentano un'altra parte delle politiche formative regionali. Proprio nell'agosto 2026 il Lazio ha aperto la programmazione sia dei nuovi percorsi ITS sia dei percorsi IeFP per l'anno formativo 2026/2027.

Scegliere una professione sanitaria: ne vale ancora la pena?

Se c'è un settore in cui il rapporto tra formazione e fabbisogno di personale diventa immediatamente evidente, è quello sanitario.

Il tema viene affrontato partendo dalla carenza di medici e infermieri e dalla domanda più diretta che uno studente potrebbe fare: scegliere oggi una professione sanitaria offre davvero prospettive occupazionali?

La risposta di Rocca è decisamente positiva, a patto però che le retribuzioni diventino più attrattive e, in particolare per gli infermieri, deve cambiare anche la percezione culturale del ruolo. 

“Oggi gli infermieri [...] soffrono perché fanno un corso di laurea triennale e chi sceglie poi fa la magistrale, quindi addirittura quinquennale”, sottolinea, rivendicando la necessità di riconoscerne pienamente la professionalità.

Il ragionamento si allarga poi al funzionamento dei diversi sistemi sanitari regionali e al fenomeno della mobilità sanitaria, cioè la necessità per alcuni cittadini di spostarsi da un territorio a un altro per ottenere determinate cure.

Rocca riconosce che differenze nei servizi possono dipendere anche da scelte e problemi stratificati nel tempo e porta l'esempio delle province laziali: l'obiettivo dichiarato è aprire servizi più vicini ai cittadini per ridurre anche gli spostamenti interni verso Roma.

L'appello ai giovani sulla donazione di sangue

Dal personale sanitario il discorso passa a qualcosa senza cui neppure il miglior ospedale potrebbe funzionare: il sangue donato.

"Possiamo costruire gli ospedali più moderni del mondo, ma il sangue ancora non riusciamo a fabbricarlo in laboratorio. Un'emorragia post-partum, un intervento chirurgico, una terapia oncologica o un incidente stradale richiedono costantemente donazioni. Donare il sangue è un atto d'amore anonimo, silenzioso, che richiede pochissimi minuti e salva vite umane."

Il Lazio mantiene attiva una rete di sale trasfusionali e autoemoteche; il portale sanitario regionale ricorda che la donazione è possibile, in presenza dei requisiti previsti, a partire dai 18 anni e fino ai limiti stabiliti dalla normativa e dalla valutazione medica.

Da lì nasce anche una provocazione lanciata nello studio: premiare in qualche modo gli studenti maggiorenni che scelgono di donare, magari attraverso crediti formativi.

Cosa può fare la Regione per chi vuole creare una startup

E se invece l'obiettivo di uno studente fosse diventare imprenditore?

Le Regioni entrano in gioco anche qui, attraverso bandi, fondi e programmi destinati alla nascita e alla crescita delle imprese.

"Noi accompagniamo i giovani brillanti con finanziamenti a fondo perduto e bandi dedicati, ma facciamo di più: li portiamo nei grandi hub mondiali dell'innovazione, da New York a San Francisco fino al campus di Berkeley, per farli incontrare con veri Venture Capital e investitori internazionali pronti a scommettere sulla creatività della Gen Z." 

Nel Lazio uno dei riferimenti è Lazio Innova, società regionale che gestisce strumenti per startup, innovazione, internazionalizzazione e venture capital.

Nel corso del 2026, per esempio, sono state lanciate le misure Pre-Seed e Technology Transfer Lazio, con una dotazione complessiva di 15 milioni di euro destinata a startup innovative e progetti di ricerca ad alto potenziale tecnologico.

Ma il sostegno raccontato da Rocca non riguarda soltanto i finanziamenti. Nell'intervista il presidente ricorda le missioni negli Stati Uniti con imprese e startup laziali, finalizzate a creare contatti con investitori e soggetti dell'ecosistema internazionale dell'innovazione.

Il racconto trova riscontro nelle iniziative regionali degli ultimi mesi: ad aprile 2026 una delegazione del Lazio è stata in California, con appuntamenti dedicati a innovazione, imprese e università, compreso un incontro a Berkeley; a giugno una delegazione di 15 startup e imprese innovative ha partecipato a SMAU New York.

Il consiglio agli studenti: “Godetevi questi anni”

Dopo sanità, formazione, lavoro e imprese, la puntata di #Sapevatelo cambia completamente registro nel finale, lasciando spazio a un po’ di leggerezza.

“Godetevi questi anni, godetevi anche il rapporto con i professori, anche quando sembra difficile perché sono momenti che nella vostra vita vi rimarranno per sempre” dice il Presidente Rocca con i suoi migliori auguri per l’anno scolastico.

Poi arriva la domanda che ogni politico probabilmente spera di evitare meno di tante altre, e che è d’obbligo se passi dai banchi di Skuola.net: che voto aveva preso alla Maturità?

La risposta è un 46 su 60, accompagnato dalla definizione, tutta sua, di voto “rubato”.

Una confessione che chiude la puntata con il tono più coerente possibile con #Sapevatelo: dietro un presidente di Regione, per qualche minuto, torna a comparire lo studente che era stato.

Ricorda: il voto conta, ma non racconta da solo tutto ciò che una persona farà dopo la scuola. 

Per capire cosa faccia una Regione, insomma, si può partire dalle leggi. Ma per capire quanto possa incidere sulla vita dei giovani basta guardare alle cose di tutti i giorni: una borsa di studio, un corso post diploma, un ospedale più vicino, un progetto imprenditoriale che cerca finanziamenti. È proprio lì che l'istituzione smette di essere una parola da libro di educazione civica e diventa qualcosa di decisamente più concreto.

 

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