
Donare il sangue potrebbe valere qualcosa in più della semplice generosità per chi frequenta l'ultimo anno delle superiori. Lo ha anticipato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in un'intervista esclusiva a Skuola.net dedicata alla campagna regionale sulle donazioni.
"È vero, se l'ha fatto il credito formativo per i ragazzi donatori, questa è una cosa soprattutto per l'ultimo anno che potrebbe essere una cosa carina", ha detto Rocca a Skuola.net. Poco dopo ha aggiunto: "Adesso ne parlo con chi di dovere, vediamo", segno che l'idea resta allo stadio di confronto interno.
Il tema nasce dentro una chiacchierata più ampia sulla carenza di sangue nel Lazio, dove la Regione ha lanciato in questi giorni una nuova campagna di sensibilizzazione. Ecco cosa cambierebbe per gli studenti donatori e cosa prevede già oggi.
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La proposta di Rocca sui crediti formativi
L'idea è emersa durante il confronto con Skuola.net. Rocca l'ha definita "una cosa carina", riferendola in particolare a chi frequenta l'ultimo anno delle superiori, cioè i maturandi.
E poi ha precisato che discuterà "con chi di dovere" prima di capire se e come trasformarla in qualcosa di concreto.
Resta dunque il segnale politico: la donazione di sangue potrebbe entrare tra le attività riconosciute agli studenti nel loro percorso scolastico.
I vantaggi già previsti per chi dona il sangue
Diverso è il discorso sui vantaggi che esistono già oggi, richiamati nel corso dell'intervista. Per gli studenti maggiorenni che donano, Rocca ha confermato che è prevista l'assenza giustificata a scuola, scherzandoci anche su: "Bellissima questa cosa, lo studente ha l'interrogazione quel giorno e tac, prof ho donato il sangue!".
Nella stessa chiacchierata è stato ricordato che chi lavora può contare su un giorno di riposo retribuito legato alla donazione, oltre alle analisi del sangue gratuite che ogni donatore riceve insieme al prelievo.
Sono benefici già in vigore, distinti dall'ipotesi del credito formativo di cui si è discusso a parte. Chi dona, quindi, oggi porta a casa una giustificazione a scuola, uno screening gratuito e, per chi lavora, un giorno di riposo pagato.
Perché la Regione Lazio punta sulla cultura del dono
Alla base della proposta c'è un problema che la Regione affronta continuamente. "Questa è una delle cose su cui ogni anno andiamo in sofferenza", ha detto Rocca, spiegando che nessun servizio sanitario, per quanto efficiente, può produrre sangue artificialmente.
Il presidente ha ricordato che le trasfusioni non servono solo nei casi di incidente grave: tantissime donne al momento del parto hanno bisogno di sangue, così come diverse terapie e interventi. Da qui la scelta di rilanciare la campagna di sensibilizzazione tra i più giovani.
Donare, ha aggiunto Rocca, "è un gesto che salva le vite" e richiede pochi minuti, in cambio di una merendina e senza particolari controindicazioni. È su questa base che la Regione Lazio potrebe aprire anche al fronte dei crediti formativi per gli studenti donatori.