Illustrazione di una studentessa con diploma e tocco universitario, simbolo delle borse di studio

Trentottomila studenti universitari, trentottomila borse di studio pagate. Nel Lazio, per la prima volta, nessuna domanda idonea sarebbe rimasta senza risposta.

Lo ha confermato Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, in un'intervista esclusiva a Skuola.net, parlando del lavoro di DiSCo, l'ente regionale per il diritto allo studio universitario.

Un tema che riguarda migliaia di universitari, soprattutto fuori sede, alle prese ogni anno con la domanda per il diritto allo studio e con le graduatorie che decidono chi riceve davvero il sostegno economico.

Indice

  1. Rocca: "38mila borse, oltre 200 milioni investiti"
  2. Cosa cambia per gli studenti idonei
  3. DiSCo, l'ente regionale per il diritto allo studio

Rocca: "38mila borse, oltre 200 milioni investiti"

Interpellato sul lavoro di DiSCo, Rocca ha spiegato che la priorità resta garantire il sostegno a chi ne ha diritto. "Per il diritto allo studio innanzitutto garantiamo le borse di studio a tutti gli studenti che ne hanno diritto", ha detto a Skuola.net. "38.000, abbiamo credo superato ogni record, sono oltre 200 milioni di euro che abbiamo messo l'ultimo anno per accompagnare gli studenti che ne hanno bisogno, in un territorio difficilissimo perché i posti letto a Roma sono uno dei grandi drammi", ha aggiunto il presidente della Regione Lazio.

"È una responsabilità enorme che stiamo guardando con grandissima attenzione", ha continuato Rocca. "I numeri sono cresciuti e quest'anno abbiamo fatto in modo che tutti gli aventi diritto potessero avere la borsa di studio".

Cosa cambia per gli studenti idonei

Il punto centrale, per chi fa domanda ogni anno, riguarda proprio la certezza del pagamento. "Gli anni precedenti, anche quella situazione che avevamo trovato, magari c'erano tantissime domande, ma non tutte riuscivano ad essere soddisfatte", ha ricordato Rocca.

"Oggi siamo riusciti a soddisfarle tutte e a fare in modo che questo diritto allo studio sia effettivo e reale", ha aggiunto il presidente, sottolineando il passaggio da una situazione in cui parte degli idonei restava senza fondi a una copertura integrale delle domande.

Per uno studente universitario nel Lazio, essere dichiarato idoneo alla borsa di studio significa quindi, secondo quanto confermato da Rocca, ricevere effettivamente il contributo, senza il rischio di rientrare tra gli esclusi per mancanza di risorse.

DiSCo, l'ente regionale per il diritto allo studio

L'ente che gestisce borse di studio, residenze e servizi per gli universitari del Lazio si chiama oggi DiSCo, mentre in passato la sigla era diversa. Un acronimo che lo stesso Rocca, nel corso dell'intervista, ha commentato con una battuta.

"Sì, è una cosa bruttissima", ha scherzato parlando del nome, per poi aggiungere: "Questi acronimi orribili. Però DiSCo ha una responsabilità importante."

È a questo ente, spiega Rocca, che spetta il compito di erogare le borse di studio agli studenti universitari che rispettano i requisiti previsti, in un territorio dove la domanda di sostegno resta altissima, soprattutto per chi arriva da fuori regione per studiare a Roma e nelle altre città universitarie del Lazio.

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