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REUTERS/Sarah Meyssonnier

Le scuole in Francia faticano a ripartire dopo una settimana di proteste studentesche finite in violenza. Tra i 400 e i 500 licei del Paese hanno sospeso le lezioni venerdì, e un numero simile di istituti rischia di restare chiuso anche nei giorni successivi.

A confermarlo è stato il ministro dell'istruzione francese, Édouard Geffray, che ha parlato anche di decine di istituti incendiati o devastati a margine della mobilitazione. Il premier Sébastien Lecornu è intervenuto direttamente, chiedendo la ripresa delle lezioni ovunque le condizioni di sicurezza lo consentano.

Tra gli episodi più gravi c'è l'aggressione a un insegnante a La Ciotat, nelle Bouches-du-Rhône, che ha portato al fermo di uno studente minorenne. Il governo, intanto, prova a rispondere.

Indice

  1. Fino a 500 licei sospendono le lezioni
  2. Le violenze hanno danneggiato 24 istituti
  3. La risposta del governo

Fino a 500 licei sospendono le lezioni

Il ministro dell'istruzione francese, Édouard Geffray, ha confermato che tra i 400 e i 500 licei hanno sospeso le lezioni venerdì. La decisione riguarda gli istituti dove non sussistono le condizioni di sicurezza necessarie per tenere aperte le aule.

Secondo il ministro, un numero simile di scuole potrebbe restare chiuso anche oggi, lunedì 5 ottobre, ma con una ripresa parziale e graduale delle attività didattiche. Non si tratta quindi di una chiusura totale e uniforme, ma di una situazione che cambia istituto per istituto.

Il premier Sébastien Lecornu ha chiesto che le lezioni riprendano "ovunque" le condizioni di sicurezza lo permettano. La richiesta arriva mentre il governo prova a tenere insieme la gestione dell'emergenza e le rivendicazioni degli studenti in protesta.

Le violenze hanno danneggiato 24 istituti

Durante la mobilitazione avviata a inizio settimana, 24 istituti scolastici sono stati incendiati o devastati. Il dato, fornito dal ministero dell'istruzione, fotografa l'entità dei danni subiti dagli edifici scolastici francesi in pochi giorni.

Dall'inizio delle proteste sono rimasti feriti 78 membri del personale scolastico. Tra gli episodi più gravi c'è quello di La Ciotat, nelle Bouches-du-Rhône, dove un insegnante è stato cosparso di benzina mentre cercava di spegnere un albero in fiamme.

Per l'aggressione è stato fermato un ragazzo di 16 anni, indicato come studente dello stesso liceo in cui insegna la vittima. L'insegnante, colpito prima che il giovane si desse alla fuga, ha dichiarato: "Ciò che conta per me è che questo ragazzo non ripeta lo stesso gesto".

La risposta del governo

Intanto il governo si muove. Il premier Lecornu ha convocato per martedì una riunione con i presidenti di regione dedicata alla ristrutturazione degli edifici scolastici. L'obiettivo dichiarato è intervenire sulle strutture danneggiate o giudicate non sicure dopo gli incendi.

Entro la fine di ottobre i ministri dovranno presentare le prime proposte per migliorare Parcoursup, la piattaforma nazionale usata per gestire le iscrizioni al primo anno dell'istruzione superiore. La riforma della piattaforma era una delle richieste al centro della protesta studenbtesca.

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