francia proteste
Il Fatto Quotidiano

Scuole bloccate, incendi, scontri con la polizia e migliaia di arresti. A quasi sessant'anni dal maggio francese, sono ancora una volta gli studenti a riempire le strade della Francia e a mettere il governo sotto pressione.

Quella iniziata come una protesta contro classi troppo affollate, carenza di insegnanti e condizioni degli edifici scolastici si è rapidamente allargata, partendo dall'area di Parigi e raggiungendo numerose città del Paese.

Ad oggi, 2 ottobre, circa 400 istituti risultano chiusi e il ministro della Giustizia Gérald Darmanin parla di circa 2.000 persone arrestate dall'inizio delle mobilitazioni (1.949 nella sola giornata del 30 settembre), due terzi delle quali poste in custodia di polizia.

Immagini di barricate, incendi e giovani davanti agli agenti antisommossa hanno inevitabilmente riportato alla memoria uno dei momenti più famosi della storia francese contemporanea: il maggio del 1968.

@actusnonstop09

EXCLU - Action de déblocage de @CocardeEtud ce matin sur le campus de Cassin à Paris. #Lycéens #actualité #lycee #blocage

son original - ActusNonStop09

Indice

  1. Perché stanno protestando gli studenti francesi
  2. Incendi, scontri e arresti: cosa sta succedendo nelle città francesi
  3. Cosa successe davvero in Francia nel Maggio '68
  4. Nel 1968 bastarono poche settimane per incendiare la Francia
  5. Quando gli operai si unirono agli studenti, la Francia si fermò
  6. La protesta oggi sta uscendo dalle scuole?

Perché stanno protestando gli studenti francesi

La scintilla è partita dal mondo della scuola. Gli studenti denunciano soprattutto classi sovraffollate, mancanza di insegnanti, edifici deteriorati e scarsità di risorse. Alle rivendicazioni si sono aggiunte critiche agli orari scolastici e alla pressione vissuta quotidianamente dagli studenti.

Le prime mobilitazioni si sono concentrate nella regione parigina, ma nel giro di pochi giorni blocchi e manifestazioni hanno raggiunto città come Lione, Strasburgo, Lille, Marsiglia, Tolosa e Nantes. In centinaia di scuole le lezioni sono state interrotte o fortemente condizionate dalle proteste.

Il malcontento scolastico si inserisce inoltre in un contesto più ampio.

Il 29 settembre, mentre oltre 330 licei risultavano interessati dalle mobilitazioni, anche insegnanti, vigili del fuoco e altri lavoratori del settore pubblico sono scesi in piazza contro i tagli previsti dal governo e contro il congelamento degli stipendi pubblici inserito nel progetto di bilancio per il 2027.

Un dato che aiuta a contestualizzare il malcontento che attraversa oggi il sistema scolastico francese, soprattutto sul fronte delle risorse disponibili, arriva dall'ultimo rapporto OCSE 2026.

Stando infatti al report Education at a Glance 2026 dell’OCSE, la spesa pubblica francese destinata agli istituti scolastici, dalla scuola primaria all’università, è scesa dal 4,8% del PIL nel 2015 al 4,6% nel 2023.

Una diminuzione che si inserisce in una tendenza più ampia registrata nei Paesi OCSE: nello stesso periodo, infatti, la quota media di PIL destinata all’istruzione è passata dal 4,4% al 4,2%.

Incendi, scontri e arresti: cosa sta succedendo nelle città francesi

Con l'allargarsi delle manifestazioni è cresciuto anche il livello di tensione.

Sono stati segnalati incendi in alcuni istituti scolastici, barricate improvvisate e scontri con le forze dell'ordine. Reuters ha documentato episodi a Strasburgo e riferito incendi anche in scuole di altre città, tra cui Nantes e Le Havre. A Lille sono stati dati alle fiamme anche cassonetti durante le proteste.

Uno degli episodi più gravi riportati dalle autorità riguarda un dirigente scolastico che sarebbe stato cosparso di benzina durante i disordini.

Il governo ha reagito convocando una riunione di crisi, mentre il ministero dell'Istruzione ha invitato gli istituti a ricorrere, dove necessario, anche alle lezioni a distanza per ragioni di sicurezza.

@anadoluagency

At least 625 people arrested as high school blockades continue across France, with authorities reporting rising violence ▪ At least 32 students and education staff and 83 security personnel were injured during the protests High school students have been mobilizing in the Ile-de-France region for the past week over overcrowded classes, schedules and teacher shortages

Anadolu English - orijinal ses - Anadolu English

I numeri sono aumentati rapidamente. Il 30 settembre Reuters parlava ancora di centinaia di arresti e decine di feriti; il 2 ottobre il ministro della Giustizia ha indicato in circa 2.000 gli arresti complessivi dall'inizio della protesta.

Il governo sostiene inoltre che gruppi di agitatori si stiano spostando tra diversi istituti per alimentare i disordini. Esponenti dell'esecutivo e fonti dell'intelligence citate da Reuters hanno chiamato in causa ambienti legati a La France Insoumise (LFI).

Il partito di Jean-Luc Mélenchon respinge però questa ricostruzione e accusa invece il governo di aver aggravato la situazione con una risposta eccessivamente repressiva.

@brutofficiel

Blocus en cours devant plusieurs lycées à Paris.

son original - Brut.

Cosa successe davvero in Francia nel Maggio '68

Per capire perché il paragone sia tornato così rapidamente bisogna tornare indietro di quasi sessant'anni.

Anche il Maggio francese del 1968 cominciò nelle università. Le prime mobilitazioni partirono da Nanterre e si spostarono poi alla Sorbona, a Parigi. Gli studenti contestavano il sistema universitario, le rigidità della società francese e, più in generale, le strutture politiche e sociali dell'epoca.

Dopo gli interventi della polizia e gli arresti, la protesta si allargò. Nel Quartiere Latino comparvero le celebri barricate e gli scontri contribuirono ad aumentare la solidarietà nei confronti degli studenti.

Il vero salto di scala arrivò quando alla mobilitazione studentesca si unirono i lavoratori.

Il 13 maggio 1968 i principali sindacati proclamarono uno sciopero generale. Fabbriche e luoghi di lavoro furono occupati e milioni di persone incrociarono le braccia.

Secondo la ricostruzione dell'Institut national de l'audiovisuel francese, il movimento arrivò a coinvolgere circa 7 milioni di scioperanti, paralizzando trasporti, fabbriche e numerosi servizi del Paese.

proteste 1968 francia
EuroNews

Nel 1968 bastarono poche settimane per incendiare la Francia

Il Maggio francese non nacque già come una gigantesca rivolta nazionale. All’inizio furono soprattutto gli studenti a contestare un’università considerata troppo rigida e una società percepita come distante dalle nuove generazioni.

Tra i temi che alimentavano quella stagione c’erano anche la guerra in Vietnam, l’autoritarismo delle istituzioni e una più generale richiesta di libertà. La svolta arrivò rapidamente. Dopo la chiusura dell’università di Nanterre, la protesta si spostò alla Sorbona.

Gli arresti degli studenti e gli scontri con la polizia fecero aumentare la tensione, fino alla celebre notte delle barricate tra il 10 e l’11 maggio, quando il Quartiere Latino di Parigi diventò teatro di violenti scontri e centinaia di persone rimasero ferite.

La durezza della risposta della polizia contribuì però a spostare una parte dell’opinione pubblica dalla parte degli studenti.

Quando gli operai si unirono agli studenti, la Francia si fermò

Il 13 maggio i sindacati proclamarono uno sciopero generale inizialmente anche in solidarietà con gli studenti. Nei giorni successivi, però, le mobilitazioni si estesero autonomamente alle fabbriche.

Il 15 maggio iniziarono le occupazioni di alcuni grandi stabilimenti; poco dopo si fermarono trasporti, fabbriche, servizi pubblici e numerose attività. Secondo l’INA il movimento arrivò a coinvolgere circa 7 milioni di scioperanti, mentre oltre cento grandi aziende furono occupate.

Treni, autobus e metropolitane si fermarono, gli aeroporti si bloccarono e nelle città iniziarono ad accumularsi persino i rifiuti. 

Il vero “test del ’68” fu la capacità della protesta studentesca di contagiare il resto della società. Nel 1968 questo passaggio avvenne nel giro di pochi giorni e trasformò una mobilitazione universitaria in uno dei più grandi scioperi della storia francese contemporanea.

Così, il ’68 lasciò conseguenze concrete anche sull’università francese. L’anno successivo nacque, per esempio, il centro universitario sperimentale di Vincennes, pensato come un modello molto più aperto e innovativo e accessibile anche a lavoratori, stranieri e persone senza diploma. 

La protesta oggi sta uscendo dalle scuole?

E anche oggi, le manifestazioni sono nate dentro il mondo scolastico, ma il malcontento sembra ormai andare oltre studenti e licei. In parallelo alle proteste dei ragazzi, sono scesi in piazza anche insegnanti e altri lavoratori del settore pubblico, contrari ai tagli previsti dal governo e al congelamento degli stipendi. 

Nel maggio ’68 milioni di lavoratori entrarono in sciopero e interi settori produttivi si fermarono. Nel 2026 il movimento resta ancora fortemente legato alla scuola, anche se il fatto che inizi a incrociare altre categorie sociali è uno degli elementi da osservare con maggiore attenzione.

 

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
Vorremmo pagare di più i medici: la proposta di Rocca, Presidente della Regione Lazio

Intervista con Francesco Rocca: il direttore Daniele Grassucci dialoga con Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, per spiegare il ruolo concreto della Regione nella vita quotidiana di studen…

Guarda il video