
Oltre 260mila persone in piazza, 891 licei coinvolti su circa 3.700 e manifestazioni in una quarantina di città. Sono i numeri della giornata che ha segnato finora il punto più alto della protesta studentesca in Francia, trasformando una mobilitazione nata nelle scuole superiori in una questione di portata nazionale.
Secondo il ministero dell’Interno francese, 266mila persone hanno partecipato alle manifestazioni del 6 ottobre, mentre gli organizzatori parlano di circa 450mila presenze. E gli effetti si sono fatti sentire direttamente nelle scuole: in 891 licei le lezioni sono state sospese, totalmente o in parte.
Il movimento era partito oltre due settimane prima nell’area di Parigi, tra blocchi davanti agli istituti e tensioni con la polizia. Da allora la protesta si è allargata rapidamente, raccogliendo il sostegno di studenti universitari, insegnanti, genitori e sindacati e raggiungendo numerose città francesi.
Nel frattempo, il presidente Emmanuel Macron ha riunito i ministri per fare il punto sulla crisi, mentre l’esecutivo cerca una risposta a una protesta nata dalle condizioni delle scuole e diventata un tema politico nazionale a pochi mesi dalle elezioni presidenziali.
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266mila persone in piazza e 891 licei coinvolti
I numeri raccontano meglio di qualsiasi altra cosa quanto sia cresciuta la mobilitazione. Nella giornata del 6 ottobre sono scese in strada 266mila persone secondo il ministero dell’Interno, con gli organizzatori che hanno stimato una partecipazione ancora più alta, fino a 450mila manifestanti.
I cortei hanno attraversato una quarantina di città e hanno riunito studenti delle superiori e universitari, insegnanti, genitori e sindacalisti. Quella nata come protesta dei liceali ha quindi progressivamente coinvolto una fetta molto più ampia del mondo dell’istruzione.
Anche nelle scuole l’impatto è stato enorme. Il ministero dell’Istruzione ha registrato 891 licei con lezioni sospese totalmente o parzialmente sui circa 3.700 presenti nel Paese. Quasi un istituto su quattro.
A Parigi sono stati bloccati gli ingressi di diversi licei, mentre la mobilitazione ha raggiunto anche il mondo universitario. Proteste e disagi sono stati segnalati in numerose città, dalla capitale a Marsiglia, Lione e altri grandi centri francesi.
Più insegnanti e scuole migliori: cosa chiedono gli studenti
Alla base della protesta ci sono innanzitutto problemi che riguardano la vita quotidiana nelle scuole. Gli studenti denunciano carenza di insegnanti e personale, classi troppo numerose e strutture scolastiche in cattive condizioni.
Tra le richieste c’è quindi un aumento delle risorse destinate all’istruzione, con più personale e interventi sugli edifici. Un tema diventato ancora più sentito negli istituti che devono fare i conti con strutture poco adeguate anche durante i periodi di temperature elevate.
La mobilitazione ha però allargato progressivamente il proprio raggio d’azione. Una parte delle contestazioni riguarda infatti anche il passaggio dalla scuola superiore all’università.
Nel mirino degli studenti è finito Parcoursup, il sistema attraverso cui vengono gestite le candidature per l’accesso all’istruzione superiore francese, accusato dai manifestanti di essere troppo selettivo e di accentuare le disuguaglianze.
Il governo interviene mentre aumentano arresti e feriti
Con l’aumento della partecipazione e delle tensioni, la protesta è arrivata direttamente sul tavolo del governo francese.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato una rimodulazione delle normali attività nei licei nella parte finale della settimana, con spazi dedicati al confronto tra studenti e comunità scolastiche.
L’obiettivo dichiarato è aprire un momento di dialogo all’interno degli istituti e provare a rispondere alle richieste emerse durante la mobilitazione.
A rendere ancora più delicata la situazione è il bilancio degli scontri avvenuti nelle ultime settimane. Dall’inizio delle proteste sono state effettuate oltre 6mila interpellazioni, mentre 215 studenti e 85 membri del personale scolastico sono rimasti feriti.
Alcuni degli episodi avvenuti durante gli interventi delle forze dell’ordine sono finiti sotto indagine e hanno alimentato ulteriormente le contestazioni sulla gestione dell’ordine pubblico.
Il presidente Emmanuel Macron ha convocato riunioni con i ministri per affrontare la crisi. Il movimento nato davanti ai cancelli dei licei ha così superato definitivamente i confini della scuola, trasformandosi in uno dei dossier politici più delicati per la Francia alla vigilia della campagna per le prossime elezioni presidenziali.