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AP Photo/Jean-Francois Badias

Quattrocento scuole coinvolte, 440 studenti fermati, decine di feriti. È il bilancio delle proteste studentesche che dalla scorsa settimana stanno attraversando la Francia, con un'escalation improvvisa registrata martedì 29 settembre.

Gli scontri più violenti si sono concentrati a Parigi e a Lille, ma il fenomeno riguarda ormai gran parte del territorio francese.

Dietro la protesta ci sono rivendicazioni molto concrete su classi sovraffollate, carichi di lavoro e carenza di personale, mentre il movimento si intreccia ora anche con lo scontro politico in vista delle elezioni presidenziali.

Indice

  1. Le proteste coinvolgono oltre il 10% delle scuole
  2. Gli studenti protestano contro classi affollate e carenze
  3. Scontri con la polizia a Parigi e Lille

Le proteste coinvolgono oltre il 10% delle scuole

Secondo il ministero dell'Istruzione francese, Édouard Geffray, le manifestazioni hanno interessato circa 400 scuole, più del 10% del totale nazionale. Un dato che dà la misura di quanto il movimento si sia esteso in pochi giorni, passando da singoli istituti a una mobilitazione diffusa su scala nazionale.

Le forze dell'ordine hanno fermato 440 persone, tutte studenti delle scuole secondarie. Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha precisato che circa due terzi dei fermi si sono trasformati in arresti.

Gli scontri hanno provocato decine di feriti, tra studenti, insegnanti e agenti. Non è ancora chiaro se tra le persone coinvolte ci siano casi di ferite gravi.

proteste studentesche francia
AP Photo/Jean-Francois Badias

Gli studenti protestano contro classi affollate e carenze

Tutto è partito circa dieci giorni prima del 29 settembre, quando gli studenti delle scuole secondarie di Parigi hanno organizzato le prime manifestazioni. Al centro delle rivendicazioni ci sono classi sovraffollate, carichi di lavoro pesanti, materiali scolastici di scarsa qualità e mancanza di personale.

Da Parigi il movimento si è allargato rapidamente ad altre città francesi, tra cui Marsiglia, Bordeaux, Lione, Lille e Rennes. In pochi giorni la protesta è passata da fenomeno locale a mobilitazione nazionale degli studenti delle scuole superiori.

Martedì la protesta studentesca ha coinciso con lo sciopero nazionale indetto dai sindacati di insegnanti, personale ospedaliero e altri dipendenti pubblici, anche loro in lotta per migliori condizioni di lavoro. Le stime, variabili, parlano di decine di migliaia di partecipanti in tutto il Paese.

Scontri con la polizia a Parigi e Lille

A Lille i momenti di tensione più alta: sono stati incendiati cassonetti e danneggiate fermate dei mezzi pubblici, mentre alcuni studenti hanno lanciato bottiglie, pietre e altri oggetti contro la polizia. Le forze dell'ordine hanno risposto in più occasioni con manganelli e gas lacrimogeni.

Episodi simili si sono verificati anche davanti a due licei, il Brequigny di Rennes e il César-Baggio di Lille, dove gli agenti hanno usato lacrimogeni dopo lanci di oggetti e atti di vandalismo.

In una periferia di Parigi, invece, alcuni insegnanti hanno formato un cordone protettivo intorno agli studenti che stavano manifestando, per proteggerli dalla polizia.

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