razvan hotca
La Stampa

Quasi 200 chilometri percorsi in un solo giorno per coprire 18 ore di cattedra. È la routine di Razvan Hotca, docente precario al quarto anno di supplenze, diviso tra tre scuole di tre comuni della provincia di Torino.

Hotca insegna Economia alle superiori e quest'anno si è visto assegnare un orario spezzettato su Ivrea, Chieri e Caluso. 

Il caso, raccontato da La Stampa, riporta al centro il tema del completamento orario nelle Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), il canale da cui arrivano le chiamate per migliaia di docenti precari ogni anno.

Indice

  1. Diciotto ore di cattedra spalmate su tre comuni
  2. Perché rifiutare la supplenza non è un'opzione
  3. Una giornata tra autostrada e aule saltate

Diciotto ore di cattedra spalmate su tre comuni

Hotca insegna Economia alle superiori ed è al quarto anno di precariato. Quest'anno ha ottenuto 6 ore settimanali a Ivrea, 11 a Chieri e una a Caluso, per un totale di 18 ore di cattedra.

I tre comuni fanno parte della provincia di Torino, ma tra una tratta e l'altra ci sono tra mezz'ora e un'ora di viaggio in auto. Lo stipendio resta comunque modesto: in media 1.700 euro netti al mese, come racconta lo stesso docente.

In alcuni giorni l'orario prevede di raggiungere tutte e tre le scuole nella stessa giornata, per quasi 200 chilometri percorsi in auto. "Ci sono giorni in cui devo andare in tutte e tre: sono quasi 200 chilometri per una singola giornata lavorativa. Una follia", racconta Hotca in un post pubblicato da La Stampa su Instagram.

Perché rifiutare la supplenza non è un'opzione

Una sanzione pesante è prevista per chi viene chiamato dalle Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) ma poi non prende servizio. La cancellazione comporta l'esclusione da tutte le graduatorie per due anni, e questo rende impossibile tornare indietro.

La questione è come interpretare l'ordinanza ministeriale numero 27 del 16 febbraio 2026, secondo cui il completamento orario può coinvolgere al massimo tre scuole distribuite su non più di due comuni. Per l'Ufficio scolastico territoriale di Torino l'assegnazione di Hotca rispetta la regola, perché il limite sarebbe calcolato sul singolo pacchetto di completamento tra Ivrea e Caluso, separato dalla cattedra principale di Chieri.

Hotca, assistito dal sindacato Flc Cgil, sostiene invece che il limite dei due comuni vada calcolato sul totale degli incarichi assegnati, non sul singolo frazionamento. Il docente ha chiesto chiarimenti all'ufficio scolastico e valuta un'azione legale per far valere la propria interpretazione.

Una giornata tra autostrada e aule saltate

Una giornata tipo racconta bene il peso di questo orario frazionato. Di giovedì, Hotca insegna a Caluso dalle 8 alle 9, poi raggiunge Ivrea dalle 10 alle 12:40 e infine Chieri dalle 17 alle 21, con il rientro a casa alle 22.

Ai chilometri si aggiungono i costi vivi degli spostamenti. "Già solo l'autostrada Torino-Ivrea costa quasi dieci euro di caselli tra andata e ritorno. Senza considerare la benzina", racconta il docente.

Guidare due o tre ore al giorno gli impedisce di partecipare alle riunioni pomeridiane, ai consigli di classe e a quelli d'istituto. "Alcuni dirigenti hanno manifestato perplessità", ammette lo stesso Hotca, segno che il problema non riguarda solo lui ma l'organizzazione delle scubole coinvolte.

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