chiara gheri
La Nazione

Centottanta chilometri al giorno, andata e ritorno, per arrivare in classe. Chiara Gheri, insegnante di Economia aziendale che vive a Capannori, in provincia di Lucca, è il ritratto del docente pendolare: ogni mattina raggiunge Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, per fare lezione.

Gheri insegna all'Iis Giotto Ulivi ed è al suo secondo anno di ruolo. La sua storia - emersa dalle pagine de La Nazione - è quella di una docente pendolare che avrebbe potuto scegliere una sede più vicina a casa, ma non l'ha fatto.

Il motivo lo racconta lei stessa, insieme al percorso che l'ha portata a vincere un concorso e a ottenere la sua prima cattedra dopo anni passati fuori dalla scuola.

Indice

  1. Percorre 180 chilometri e spende fino a 300 euro
  2. Rimasta per garantire continuità
  3. Ha vinto il concorso nel 2025 dopo anni in azienda

Percorre 180 chilometri e spende fino a 300 euro

Quando ha la prima ora, la sveglia suona alle 5.50. Da lì la macchina, l'autostrada e poi la strada statale fino a Borgo San Lorenzo: 90 chilometri all'andata e altrettanti al ritorno, ogni giorno.

Il viaggio pesa anche sul portafoglio. Con l'auto a metano, Gheri spendeva circa 300 euro al mese di carburante; passata al Gpl, prevede di scendere a una cifra tra 250 e 270 euro al mese.

A questo si aggiungono il pedaggio autostradale e le ore passate al volante. La fatica c'è, e la docente non la nasconde: "Certo, è molto stancante", ha ammesso.

Rimasta per garantire continuità

Gheri avrebbe potuto evitare tutto questo. Come docente pendolare poteva chiedere l'assegnazione provvisoria per un anno in una scuola più vicina a casa, ma ha scelto di restare dov'è.

"Avrei potuto chiedere l'assegnazione provvisoria per un anno in una sede più vicina, ma non l'ho fatto perché mi trovo bene al Giotto Ulivi", ha spiegato. Un ambiente in cui ha trovato colleghi, personale di segreteria e il preside Marco Menicatti disponibili, oltre a "tante iniziative" che rendono la scuola dinamica.

C'è poi una ragione che riguarda direttamente i suoi studenti. "Per me è importante garantire continuità ai ragazzi", ha detto, spiegando così la scelta di non cambiare sede al secondo anno di ruolo.

Ha vinto il concorso nel 2025 dopo anni in azienda

Prima di arrivare in cattedra, Gheri ha fatto tutt'altro. Dopo l'università insegnava nelle scuole private serali della provincia di Pistoia, mentre di giorno lavorava in azienda, finché la doppia vita è diventata insostenibile.

"Era molto impegnativo. A un certo punto ho lasciato l'insegnamento e mi sono dedicata completamente alla vita aziendale", ha raccontato. Per anni ha lavorato nell'area amministrativa di un'azienda privata, mettendo da parte l'idea della scuola senza mai abbandonarla davvero.

Il cambiamento è arrivato con la nuova legislazione scolastica sui requisiti d'accesso ai concorsi.

"Per una serie di questioni burocratiche non avevo proseguito la strada dell'abilitazione. Poi è cambiata la legislazione scolastica e, con i nuovi requisiti per partecipare ai concorsi, ho capito che finalmente potevo provarci", ha detto Gheri, che nel 2025 ha vinto il concorso e ha ottenuto proprio la cattedra al Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
Vorremmo pagare di più i medici: la proposta di Rocca, Presidente della Regione Lazio

Intervista con Francesco Rocca: il direttore Daniele Grassucci dialoga con Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, per spiegare il ruolo concreto della Regione nella vita quotidiana di studen…

Guarda il video