Lacrimogeni negli occhi, mentre tiene testa alla polizia per proteggere chi gli sta alle spalle. È quello che è capitato a Bally Bagayoko, sindaco del sobborgo parigino di Saint-Denis, durante le proteste studentesche che da giorni scuotono la Francia.
Bagayoko è diventato il volto più riconoscibile di una mobilitazione nata nelle scuole delle periferie parigine, le banlieue, dove gli studenti denunciano classi sovraffollate ed edifici fatiscenti.
Il sindaco, membro del partito di estrema sinistra La France insoumise, ha scelto di scendere ogni giorno in piazza al fianco dei liceali, finendo lui stesso colpito dai gas lacrimogeni sparati dalle forze dell'ordine.
La sua presenza nei cortei gli ha portato popolarità, inviti in radio e in tv, ma anche polemiche pesanti e un'indagine della polizia. Una storia che intreccia scuola, politica e piazza, ed è utile ricostruirla passo per passo.
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Il sindaco di Saint-Denis protegge i liceali dai lacrimogeni
Bagayoko è sindaco di Saint-Denis, uno dei sobborghi più importanti a nord di Parigi, ed è membro del partito di estrema sinistra La France insoumise.
Da quando sono iniziate le proteste ha sfilato ogni giorno insieme agli studenti, con l'obiettivo di dare più legittimità alle loro richieste e ridurre il rischio di scontri con la polizia.
Durante i cortei si è più volte posizionato fisicamente tra i manifestanti e gli agenti antisommossa, usando un megafono per chiedere ai giovani di mantenere la calma. Proprio in una di queste occasioni è stato colpito dai lacrimogeni, mentre alcuni ragazzi gli sciacquavano gli occhi con acqua e soluzione fisiologica.
La sua immagine è diventata così riconoscibile che altri sindaci e deputati di La France insoumise lo hanno imitato, facendosi riprendere mentre si frapponevano tra la polizia e i cortei studenteschi.
I liceali chiedono più risorse e scuole in condizioni migliori
Le proteste studentesche in Francia sono partite da richieste concrete: più risorse per le scuole, meno studenti per classe, più insegnanti. I liceali denunciano classi sovraffollate, carenza cronica di personale scolastico e condizioni di studio ormai insostenibili.
Tra i primi istituti a unirsi alla mobilitazione, nata al liceo Saint-Exupéry di Créteil, c'è stato il liceo Paul-Éluard di Saint-Denis, lo stesso frequentato in passato da Bagayoko.
I suoi studenti denunciano da tempo la presenza di topi e scarafaggi nelle classi, la mancanza d'acqua corrente in alcuni bagni, soffitti pericolanti e perdite d'acqua in diverse parti dell'edificio.
La tensione nelle piazze è salita in fretta: a Parigi e a Lione la polizia ha usato lacrimogeni e idranti per disperdere i cortei, una delle risposte più dure viste finora contro una protesta studentesca.
La popolarità porta a Bagayoko anche critiche e un'indagine
Bagayoko è nato in Francia da genitori maliani ed è cresciuto proprio a Saint-Denis. A marzo 2026 ha conquistato la carica di sindaco, ottenendo la vittoria al primo turno con il 50,7 per cento dei voti.
Nei primi mesi di mandato si è concentrato su politiche giovanili e abitative, e a maggio aveva fatto discutere per aver rimosso dal muro del suo ufficio il ritratto del presidente Emmanuel Macron, come forma di protesta contro le disuguaglianze tra le grandi città e le banlieue e contro la scarsità di fondi destinati alle scuole.
La popolarità guadagnata nei cortei gli ha portato anche critiche pesanti.
Un video in cui spostava un cassonetto in fiamme davanti al liceo Paul-Éluard, tra gli applausi degli studenti, è stato usato da politici e media di estrema destra per accusarlo di incoraggiare comportamenti violenti.
Bagayoko ha risposto di aver solo allontanato il cassonetto per evitare che danneggiasse il cancello della scuola, spiegando di aver scelto di intervenire nelle proteste per dare una risposta "politica, e non di polizia" ai liceali.