Test d'ingresso a Psicologia annullato: caos alla Sapienza

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Non solo Firenze e Pisa, anche a Roma, alla Sapienza, si segnalano casi di test d'ingresso alle facoltà annullati perché irregolari. Alla facoltà di Psicologia, infatti, si è deciso di annullare la prova scritta per le magistrali di psicologia (svoltosi il 4 settembre) portando come motivazione l’irregolarità di 40 quesiti - su 90 - presenti nella prova, perché già presenti nell’esame dello scorso anno. Inoltre sono stati riscontrati irregolarità nel sistema informatico. A redigere il compito era stata una commissione interna all'ateneo, dato che non si tratta di un concorso "nazionale" (cioè organizzato dal Miur), ma "locale"

Le scuse del rettore

Eugenio Gaudio, rettore dell'ateneo romano si è scusato con gli studenti "per il disagio inevitabilmente arrecato", e l’università ha fatto sapere che "appena possibile sarà comunicata una nuova data, con almeno 15 giorni di anticipo". Ai candidati che parteciperanno anche al prossimo test, si legge sul sito de La Sapienza, "saranno rimborsate le eventuali spese di trasporto e/o alloggio sostenute per la partecipazione alla prova di ammissione del 4 settembre". I posti messi a bando per la facoltà di Psicologia erano 705 (675 riservati a studenti Ue e 30 a candidati di altri Paesi extra Unione Europea). A presentarsi, lo scorso 4 settembre, sono stati più di 1.500 giovani.

Studenti si mobilitano

Gli studenti non ci stanno a vedersi annullata la prova e chiedono, come già accaduto a Firenze, di ammettere tutti senza il rifacimento della prova. Nell'ateneo toscano, infatti, lo scorso 8 settembre si era tenuto il test per l'ingresso ai corsi di laurea triennale a numero programmato locale in Biotecnologie, Scienze biologiche, Scienze farmaceutiche applicate-controllo qualità, Chimica e tecnologia farmaceutica e Farmacia. Si erano presentati in 1.329 per mille posti. Dopo l’annullamento della prova - causa irregolarità imputabili all’ateneo - il rettore ha deciso di ammetterli tutti. E proprio su questo caso fanno leva le associazioni studenteschi.

Prove da rifare

L’Unione universitari di Roma è intervenuta esprimendo il proprio dissenso nei confronti di questa proposta e chiedendo che "una volta annullato il test si proceda ad aprire i corsi di studio a tutti gli studenti iscritti al test". "È inaccettabile che dopo l’annullamento della prova d’ingresso se ne voglia convocare un’altra. Gli errori li ha compiuti l’ateneo, vanno tutti ammessi così come accaduto di recente a Firenze", dichiara Alessio Folchi, senatore accademico di Link Sapienza.
"Basterebbe piuttosto ammettere tutti ai corsi, considerando anche lo scarso numero di studenti in eccesso: parliamo infatti di poco meno di un centinaio di studenti esclusi, a fronte di più di 700 posti disponibili. Con uno sforzo di programmazione razionale, si garantirebbe l’accesso a tutti, evitando così ulteriori disagi per chi non vive a Roma e per chi ha provato test in altre università e ora si troverà a decidere del proprio futuro senza tutte le carte sul tavolo" - aggiunge Andrea Torti, coordinatore nazionale di Link.
Tuttavia l'università ha già fatto sapere che sarà impossibile ammettere tutti i candidati e sarà necessario rifare le prove.
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