Medicina scoppia, 5000 riammessi ma niente banchi

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

medicina scoppia, a Palermo lezioni ferme per una settimana

Nel mese di luglio scorso sono stati circa 2000 i ragazzi riammessi alla facoltà di medicina, dopo aver presentato ricorso al tar del Lazio. E venerdì scorso se ne sono aggiunti altri 2500, su ricorso presentato dall’Udu. Un duro colpo al numero programmato e, soprattutto, alle tante facoltà che ora dovranno fare i conti con spazi e docenti che, al momento, mancano all’appello. E la lista dei ricorsi va avanti, seguiranno infatti un’altra ondata di sentenze. I ricorsi al giudice amministrativo sono stati presentati, dopo il test di aprile scorso, in base a sospette irregolarità legate soprattutto alla violazione dell’anonimato e, come nel caso di Bari, all’utilizzo scorretto del plico delle domande.

PALERMO CHIUDE - Una settimana di stop a Palermo per trovare soluzioni logistiche, vale a dire che per fare spazio ai 340 ricorrenti che hanno avuto ragione dal Tar del Lazio, l’Ateneo siciliano dovrà fermare le lezioni per una settimana e cercare le aule da mettere a disposizione dei nuovi iscritti che, inizialmente, non erano stati previsti dal numero programmato. Il caso di Palermo non è che un esempio, la lista è lunga e ad oggi la quota dei ricorrenti ammessi dal Tar è arrivata a 5000. Solo venerdì scorso ne sono entrati 2500. E si avanti così in attesa di nuove sentenze, visto che gli studenti stanno raccogliendo altre firme per aderire a nuovi ricorsi.

E IL MIUR? – Una situazione difficile per tutti. Pronta però ad arrivare ad una svolta visto che la ministra Giannini è decisa a chiudere per sempre il discorso test di ingresso: ha ribadito infatti che dal 2015 la selezione cambierà. Ma, in attesa di sapere come, non resta che correre ai ripari. Da viale Trastevere, su cui la valanga di ricorsi si scatena ogni anno, il 23 settembre scorso usci una nota in cui si spiegava che i candidati che avevano vinto il ricorso potevano iscriversi all’Ateneo in cui il voto del primo classificato fosse più vicino a quello ottenuto dal candidato. Quindi, tra gli atenei in cui il voto massimo è tra i più bassi, spiccano quelli di Campobasso, Sassari e Salerno. Ma così non è stato. Un’ulteriore nota dal Miur apre a tutti gli studenti vincitori al Tar di iscriversi nell’Ateneo prescelto, a prescindere dai voti massimi.

LA PAROLA AI MEDICI –Non solo studenti, questa volta a rincarare la dose sono gli stessi camici bianchi che, dando voce alla protesta degli universitari, chiedono al Miur un’efficace riforma del test di ingresso. Ecco il commento di Massimo Cozza, segretario nazionale FPCGIL Medici: “Dopo l'ammissione in soprannumero alle Facoltà di Medicina da parte del Tar Lazio di altri 2.500 ricorrenti per sospette irregolarità al test, grazie alla giusta battaglia dell'UDU, chiediamo al Ministro Stefania Giannini di abolire subito il test di medicina. A fronte delle ordinanze del Tar Lazio appare quantomeno dubbia la trasparenza del test di medicina, che non rappresenta neanche il metodo migliore per selezionare in modo appropriato chi potrà diventare un bravo medico. L'autorevole agenzia americana Bloomberg ha appena assegnato al sistema sanitario italiano il terzo posto in termini di efficienza, grazie anche alla elevata professionalità di decine di migliaia di medici certamente non selezionati da un test, ma che sono riusciti a superare un difficile corso di studi. Si metta una pietra tombale sul test e si sperimenti una selezione sul campo”.

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1 dicembre 2017 ore 16:30

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