Genitori non rompete, mi faccio il mazzo più di voi

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di indagine Eurostudent sul tempo settimanale degli universitari

21 ore di lezione, 23 di studio e 4 di lavoro. Così è scandita la tua settimana da universitario secondo l'ultima indagine Eurostudent sulle "Condizioni di vita e di studio degli studenti universitari" che porta il nome anche della Fondazione RUI e del Miur. Ben 44 ore dedicate all'università e alla preparazione degli esami, 11 in più rispetto a quelle dei tuoi genitori e di tutti quelli che si sono messi sui libri universitari vent'anni fa.

OGGI SI VIVE IN FACOLTÀ, 20 ANNI FA NO - Negli anni Novanta i ragazzi dedicavano più tempo allo studio individuale e meno a seguire le lezioni in facoltà. Per l'esattezza, durante la loro settimana scandita da una puntata di Beverly Hills e un karaoke con gli amici, ben 22 ore le passavano piegati sui libri nella loro stanza, piuttosto che in biblioteca, piuttosto che in qualche aula studio. Come accade oggi, ora più, ora meno. Quello che invece è cambiato è il tempo passato in aula a seguire le lezioni. Vent'anni fa solo 10 ore settimanali venivano trascorse ad ascoltare le parole dei prof, oggi più del doppio, 21 ore.

PIÙ ORE A STUDIARE, MENO A LAVORARE - Qual è la ragione di questa modifica nella gestione del tempo universitario? Il fatto è che la riforma universitaria del 3 + 2 ha cambiato tutte le carte in tavola. La sua attuazione è stata avviata con la L. 509/1999 ed è proseguita con il DM 270/2004 e la L. 240/2010. Con lei sono aumentati i corsi e le prove, e il tempo di studio individuale ne ha risentito. Così, all'inizio degli anni Duemila, i ragazzi passavano 14 ore in facoltà e 20 a studiare. Queste 34 ore dedicate all'università lasciavano tuttavia ancora abbastanza tempo per un lavoretto, 11 ore settimanali. Nel 2003 la situazione continua a evolvere in questo senso: le ore passate a lezione crescono ancora (22 a settimana), quelle a studiare da soli diminuiscono (17 a settimana). Ci rimette il tempo da dedicare a un lavoretto, diventato di sole 5 ore settimanali.

Impiega meno tempo per studiare, guarda il video e scopri come fare!

OGGI? STUDIO, STUDIO E STUDIO! - Dal 2006 si registra un sostanziale riequilibrio della situazione e le ore passate a seguire la lezione diventano più o meno le stesse di quelle dedicate allo studio individuale (rispettivamente di 17 e 18). Peccato che, pur mantenendo l'equilibrio, con gli anni l'università impegni sempre di più i suoi studenti, tanto che nel 2009 passano 41 ore più o meno equamente suddivise tra studio e frequenza dei corsi fino ad arrivare alla situazione attuale.

SE NON LAVORI, DI CHI È LA COLPA? - Ovvio è che se la maggior parte del tuo tempo lo trascorri tra i banchi delle aule in facoltà e la scrivania di casa, di momenti per lavorare ne hai sempre meno. Dal 1994 al 2012 i ragazzi hanno perso almeno 10 ore in questo senso passando dalle 13 settimanali che potevano dedicargli vent'anni fa alle 4 dell'ultima indagine Eurostudent. Il motivo, come si legge nel rapporto, però non è solo da attribuire alla riforma che ha inesorabilmente aumentato il tuo tempo cuore a cuore con libri e corsi, ma anche alla crisi economica del mercato del lavoro giovanile. Insomma, se sei un universitario e non lavori, è perchè ti fai il mazzo sui libri e fatichi a trovare un impiego che possa essere in linea con le tue esigenze di studente. Diglielo a chi ti chiama "bamboccione".

Serena Rosticci

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