Il Primario che non passa il test di Medicina

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

remuzzi non avrebbe superato il test d'ingresso a Medicina

Giuseppe Remuzzi, primario dell'unità operativa di nefrologia e dialisi degli Ospedali Riuniti di Bergamo, non avrebbe passato il test di Medicina se lo avesse sostenuto oggi. È quanto confessa lui stesso in un articolo del Corriere.it riguardante i test d’ingresso che si terranno fra qualche giorno.

I MIEI QUINDICI ERRORI - Se anche un medico affermato come Remuzzi dichiara di non riuscire a rispondere alle domande dei test che in questi ultimi anni vengono somministrati agli aspiranti medici, forse dovemmo preoccuparci sul serio. Provando a barrare le risposte da lui ritenute esatte, alla fine del test, la sua simulazione conta ben quindici errori. Insomma, se avesse sostenuto la prova di ammissione in questi giorni, probabilmente Remuzzi, uno dei medici più importanti del nostro paese, avrebbe fatto un altro mestiere e non avrebbe potuto dedicarsi alla ricerca e salvare delle vite.

ASPIRANTI MEDICI O POETI? - “Preferirei che chi vuol fare il dottore mi dica se secondo lui c'è un problema etico nell'impiegare cellule staminali embrionali per la ricerca. Deve essere colto il medico, siamo d'accordo, ma se anche non sa che «piove su le tamerici...», il celeberrimo passo di d'Annunzio, è un'anafora, pazienza”. È quanto afferma Remuzzi commentando le domande dei test che si è trovato ad affrontare.

TAOISMO E MUSICA CLASSICA - Infatti, è proprio questo il genere di domande a cui gli studenti sono chiamati a dare una risposta. Leggendo una simulazione di una prova di ammissione, effettivamente saltano subito all’occhio quesiti sul taoismo, sulla musica classica e sulla tragedia greca. Insomma, sono davvero questi i parametri usati per selezionare i futuri medici?

NIENTE TEST, TUTTI AMMESSI - Secondo il famoso nefrologo questo tipo di test non serve per capire se un ragazzo sarà un buon medico o meno. Per questo propone di adottare lo stesso sistema impiegato dalla Francia: ammettere tutti gli studenti al primo anno. Solo chi arriva al secondo anno deve essere sottoposto ad un colloquio con lo scopo di capire il grado di motivazione del ragazzo e la sua predisposizione a trattare con il malato. In fondo a cosa serve conoscere le basi del taoismo se un medico è decisamente scontroso e poco affabile con i suoi pazienti?

E tu hai riscontrato delle stranezze nelle domande dei test d’ingresso?

Serena Rosticci

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18 novembre 2017 ore 09:30

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