Questo prof permette di copiare ai suoi studenti, il motivo ti stupirà

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di lucio picci il prof che fa copiare ai suoi studenti

Un sogno che diventa realtà. Finalmente non dovrai più nascondere lo smartphone sotto al banco o il bigliettino nell’astuccio. Potrai copiare senza essere buttato fuori dall’aula se beccato, con conseguente annullamento dell’esame. A patto che tu sia uno studente del prof. Lucio Picci, ordinario di Economia Politica all’Università di Bologna. Perché sembrerebbe proprio che, secondo quanto riporta il Corriere.it, l’insegnante abbia comunicato ai suoi studenti l’intenzione di permettergli di copiare.

VIA LIBERA AI COPIONI - Sia chiaro, quella del prof è una protesta bella e buona: “Se siamo impuniti noi professori, ai quali un sistema garantisce l’impunità dal plagio, allora che lo stesso valga per voi studenti: perciò, a inizio dei corsi 2016-2017, vi annuncio che non vigilerò per evitare che voi copiate agli esami, perché in coscienza non posso chiedere a voi il rispetto di regole che l’Università di Bologna permette a noi professori di violare”.

Scopri qualche trucchetto per copiare, guarda il video e sorridi:

STUDENTESSA SOSPESA, PROF FATTO PRESIDENTE - A cosa si riferisce il prof? Il quotidiano parla di una vicenda che farebbe trapelare una disparità di trattamento dell’ateneo bolognese tra una studentessa e un insegnante. La prima, beccata a copiare con tanto di auricolare, è stata punita con una sospensione di 3 mesi, il secondo – di cui si segnala che, in merito a un lavoro dell’ordinario, il 25 gennaio il Dipartimento prendeva atto che il professore chiedeva che un quaderno venisse ritirato senza esplicitare la ragione della modifica – è stato fatto presidente del famoso istituto di ricerca bolognese, “Carlo Cattaneo”. E tutto messo a tacere.

PROF COPIONI - Secondo poi ci sarebbero, secondo Picci, delle pagine di un manuale per studenti riprese pari e patte da un testo in inglese di Joseph Stiglitz e Robert Frank senza che questi siano citati. “Il problema – spiega il prof - è che a tutti noi interessa far carriera, molti di noi desiderano ottenere incarichi retribuiti come consulenze o partecipazioni a cda, e alcuni hanno ambizione politiche: per fare carriera sono necessarie pubblicazioni scientifiche e buoni rapporti coi superiori (i professori ordinari), mentre per altre mire si richiede vicinanza col mondo della politica che distribuisce gran parte degli incarichi retribuiti. Così la segretezza e una fitta rete di connivenze assicurano il mancato accertamento dei casi di plagio”.

Serena Rosticci

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