Università, prof copiano tesi della studentessa: condannati

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

tesi di laurea

Succede anche questo all’università. Non sono solo gli studenti accusati di copiare da altri lavori per le loro tesi di laurea. Adesso che i professori finiscono sotto accusa. Il caso è accaduto a Firenze. Quattro professori dell'Università del capoluogo toscano avrebbero rubato la tesi ad una studentessa per brevettare un innovativo kit per la diagnosi e il trattamento della sclerosi multipla, senza citarla nella loro pubblicazione. Sono stati così condannati dalla Corte dei Conti della Toscana a risarcire l'ateneo, costretto a sua volta da un sentenza (definitiva) del tribunale civile a risarcire parte dei diritti del brevetto alla giovane scienziata.

Tesi rubata

La vicenda è ricostruita dal quotidiano “La Repubblica”. La corte ha imposto all'ateneo di versare 153mila euro alla studentessa, che adesso è ricercatrice e lavora a Milano. I docenti invece dovranno sborsare 77mila euro per il danno erariale provocato all'amministrazione. I fatti avrebbero avuto inizio nel 2005 quando la ricercatrice chiese spiegazioni sull'utilizzo delle scoperte contenute nella sua tesi, elaborata anni prima. I docenti si sarebbero rifiutati e venne avviata una causa civile a Milano. Malgrado la richiesta di conciliazione presentata dai legali della studentessa, i ricercatori si sarebbero rifiutati e il processo proseguì. Si arrivò così a sentenza, con il giudice che impose il risarcimento del danno e il pagamento delle spese per 153mila euro alla ricercatrice.

La condanna

Era la fine del 2012 e la Corte dei conti iniziò ad analizzare la questione ma si interruppe in attesa dell'appello. La sentenza di secondo grado ha confermato la condanna al pagamento della stessa cifra ed è passata in giudicato nel febbraio del 2016 visto che l'Università di Firenze ha deciso di non presentare ricorso in Cassazione. L’ateneo ha già stanziato la somma impostagli dai giudici, ma ora per la Corte dei Conti spetta anche ai professori pagare la loro parte del danno arrecato alla giovane ricercatrice.
Pochi mesi fa un’altra sentenza costrinse una ricercatrice a risarcire l’Università di Bari per aver copiato la tesi di una dottoranda. La docente è stata condannata a un anno di reclusione (pena sospesa) per aver utilizzato ben 130 pagine di una tesi non sua che sarebbe servita a redigere una monografia per un concorso in Ateneo. E probabilmente non sarà l’ultimo caso.

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