Le 10 fobie dello studente universitario

Andyb3105
Di Andyb3105

 studentessa disperata di matematica

L'inizio della vita universitaria ti pone davanti a lati del tuo subconscio che non avresti mai immaginato di poter incontrare. Improvvisamente fatti che un tempo avresti reputato normali sconvolgono il tuo quotidiano. Cose con cui prima riuscivi benissimo a convivere ti buttano nello sconforto più totale. Persino un comunissimo libro può arrivare a terrorizzarti. Pensi di avere qualche rotella fuori posto? Forse. Una certezza però c'è: la causa di questo squilibrio è, tendenzialmente, l'immatricolazione all'università. Ecco una lista delle fobie e fissazioni che entrano a far parte della tua vita, quando diventi uno studente universitario.

#10 La paura del frigo vuoto
Finalmente arrivi a casa, dopo una lunga giornata di studio passata sugli appunti universitari. Improvvisamente una profonda sensazione di fastidio ti anticipa che ti sei dimenticato qualcosa, durante la giornata. Ripensi a tutto, guardi i compleanni, pensi all'anniversario con la fidanzata. Niente. Non è nemmeno il complimese del gatto della sopracitata fidanzata. Continui a interrogarti sul perché di questa fastidiosa sensazione. Improvvisamente il tuo stomaco ti suggerisce borbottando “Non hai fatto la spesa...” Panico. Corri al frigorifero. Una tavoletta di burro del 1835, un cavoletto di Bruxelles con crisi di identità nazionale, e una maionese dal colore non definibile. Provi a richiudere e riaprire il frigo un paio di volte per vedere se succede la magia e nel frigo compare un tacchino arrosto a mo' di Houdini, ma non accade nulla. Supermercato ovviamente chiuso. Il salvadanaio piangente miseria implica l'impossibilità di comprare cibo da asporto. Improvvisamente, l'idea di quella maionese non ti dispiace più tanto...

#9 La paura della “domanda bastarda”
Entri nell'aula dove si tiene il tuo esame. Sei felice perché ti senti preparato: hai studiato tanto, sei soddisfatto del tuo impegno. Nulla potrà annullare la tua convinzione di portare a casa un bel voto. Eppure dietro di te inizi a sentire gente angosciata... “Allo scorso appello ha chiesto a un ragazzo di strapparsi un rene con una graffetta...” “Io ho sentito che ha chiesto di cantare a memoria l'Odissea in greco... E siamo a chimica farmaceutica...” “A me invece ha chiesto come si chiamava sua zia... E poi mi ha bocciato.” La tua spavalderia lascia il passo ad una profonda sensazione di nausea. E all'esigenza di un sacchetto di carta in cui fare respiri profondi.

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#8 La paura dell'altro libro
Come prima, entri nell'aula dove si tiene il tuo esame. Sei un po' meno felice perché ti senti in qualche modo a disagio, come se mancasse qualcosa. Come ogni giorno controlli che non sia il complimese di Olindo, il fedele felino della tua ragazza. Ovviamente la risposta è negativa, quindi continui ad indagare nella tua mente alla ricerca della cosa in cui consiste la tua mancanza. Ti siedi ed ogni risposta si palesa davanti a te. O meglio dietro, dato che origliando i tuoi compagni intercetti un “Ma tu del secondo libro hai capito qualcosa?” Momento. C'era un secondo libro? Cerchi di accedere a internet, alla guida dello studente e ta-dah, eccolo lì il maledetto, era segnalato subito dopo le parole “Inoltre per il superamento dell'esame universitario si ritene obbligatorio lo studio del seguente manuale”. Ottimo. Adesso oltretutto non trovi manco più il sacchetto di carta.

#7 La paura di uscire fuori corso
La frenesia che ti prende quando devi pianificare gli esami è paragonabile alla disperata corsa della gazzella che sfugge al leone nella savana: tutto è orientato al fine di non finire fuoricorso. Il terrorismo mediatico di inchieste e vicini di posto sull'autobus non fa altro che ricordarti che devi assolutamente laurearti in tempo, se non vuoi finire disoccupato. Così, pianifichi di finire gli esami entro luglio. Non importa che siano 150 e il programma sia composto da tomi da 7 chili l'uno. Però chissà quanti crediti formativi ti porterai a casa... MACOMESOLOSEICFU???

#6 La paura di uscire di casa sotto esami
Non sai perché, ma sotto esame ti pervade una strana mania di persecuzione: e se poi quello che non studi quella sera non lo studi mai più? E se poi il professore sa che sei uscito? E se poi si arrabbia perché sei uscito? La mania di persecuzione ti porta a un forte senso di disagio ogni volta che metti piede fuori di casa: ti guardi intorno con sospetto, sei assente nei confronti della situazione che ti circonda. La tua unica ragione di esistenza è il pensiero dell'esame. Il disagio cresce in un climax di terrore che si conclude con il tuo rientro a casa. Agorafobia da esame modalità: accesa.

#5 La paura di rimanere senza soldi
Per i primi quindici giorni di ogni mese il fattore denaro non ti tange: ti concedi addirittura lussi come la pizza al trancio e prodotti di marca al supermercato. Tuttavia, appena passato il quindicesimo giorno l'idea di dover fare i conti irrompe nella tua mente. E comincia un periodo di angoscia che ti segue fino alla fine del mese, accompagnandoti in ogni occasione di acquisto e ricordandoti che il saldo in banca, presto, piangerà rosso.

#4 La paura di rimanere senza chiavi di casa
Ogni volta che ti chiudi la porta di casa alle spalle una punta di panico ti prende: e le chiavi??? Che tu abbia chiuso dando doppia mandata o semplicemente tirandoti la porta dietro, fatti dieci passi per allontanarti dalla porta l'esigenza di controllare nella borsa diventerà fortissima. Non ti renderai conto dell'oggetto della ricerca finché non l'avrai scansato. Ti fermerai, pervaso da questa sensazione di disagio. Ti renderai conto di avere le chiavi. Avvertirai un sollievo che durerà il tempo di raggiungere la meta. Lì, il panico arriverà galoppando sulla domanda “ma ho chiuso a chiave la porta?/ho chiuso le finestre?/ i panni sono dentro, che dopo piove?” Detto in altre parole: mai 'na gioia.

#3 La paura di essere scoperto assente
La voglia di stare a lezione, stamattina, non ti entusiasma affatto. Sei lì, sdraiato sul banchetto, e non fai altro che guardare all'orologio nella speranza che finisca. Maledette lezioni con obbligo di firma, a te questa materia non interessa nemmeno. Nella tua mente prende piede un'idea: “e se me ne andassi? Tanto ho già firmato.” Ti stai preparando quando vedi due studenti uscire dalla porta. Dalla cattedra una voce tuona “Scusate, dove andate?” è il professore che non ha preso bene il fatto che i due preferiscano la libertà alla chimica delle particelle. “Se non avete voglia di frequentare le lezioni fate pure, ma non venite per uscire prima.” Gelo. Riapri il quaderno e attendi che la lezione finisca.
La libertà non vale un preappello.

#2 La paura di addormentarsi a lezione
Sei schierato nelle prime file quando un'irresistibile pesantezza si appropria delle tue palpebre. È presto, probabilmente il tuo corpo non ha assunto la dose di caffeina necessaria -quelle tre moca e mezzo per resistere alla giornata-, la luce artificiale dell'aula ti fa male all'anima. Decidi che il mondo reale è troppo deprimente e vorresti rifugiarti nei sogni, quelli belli e colorati che derivano dalla tua notte in bianco passata a guardare serie tv Bollywoodiane. Trovi la posizione, stai per chiudere gli occhi... Ma la tua vista cade sul professore. Lui ti guarda, ed hai come la sensazione che ti stia sfidando a chiudere gli occhi. Geli. “Sicuramente sa chi sono, dove abito e qual è il mio numero di matricola. Mi boccerà all'esame se chiudo gli occhi. E dopo avermi bocciato mi ucciderà e mi userà per nutrire i suoi gatti.” L'immaginazione dello studente in preda al sonno e della paranoia galoppa a un ritmo ineguagliabile. L'adrenalina sale e il sonno passa. Per la successiva settimana.

#1 L'horror vacui: e dopo cosa faccio?
Non vedi l'ora di laurearti, ma quando la data fatica si avvicina una sensazione di sgradevole inadeguatezza ti coglie: e ora? Vorresti spaccare il mondo, ma da dove cominciare? E se non ne fossi all'altezza? E se non andassi bene? Il più grande terrore dell'universitario medio è quello di finire l'Università: doversi affacciare al mondo dei grandi, non avere più la “scusa” dello studio a giustificare il fatto che mamma e papà ti aiutino ancora con le spese, ti paghino l'affitto e ti diano la paghetta, ti catapultano in uno stato di ansia e ti mettono a confronto con una lunga autoanalisi. Infatti, se durante lo studio i risultati non ti parevano così importanti, quando arriva l'ora di tirare le somme ogni minimo minuto speso in meno sui libri, ogni corso non fatto, ogni voto accettato iniziano a pesarti profondamente. E contribuiscono a provocarti quel senso di terribile inadeguatezza nei confronti del mondo del lavoro, di tremenda paura del rifiuto nel dopo... In altre parole, di paura del vuoto dopo la laurea.

… Detto questo, non ti preoccupare. Per l'ansia da Università non è mai morto nessuno... VERO?!

Andrea Buticchi

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