Cristina Montini
di Cristina Montini
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Oxford, dress code

La rigorosissima Oxford apre agli studenti transessuali: via libera alle gonne per i maschi e ok al cravattino per le donne. Niente più distinzioni di genere, neanche durante gli esami o nelle occasioni formali.

OXFORD CAMBIA IL DRESS CODE - L’Università nota per la sua disciplina e intransigenza decide di adeguarsi ai tempi e di rendere meno bigotto il suo dress code. Dopo una mozione presentata dalla Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Queer Society e approvata dal sindacato studentesco, è stato modificato il codice di abbigliamento che voleva gli oxfordiani in abito scuro, camicia, cravattino bianco, calzini e scarpe nere sotto la toga in occasione di esami e impegni formali, mentre gonna o i pantaloni scuri, camicia bianca, calze nere e un nastrino nero al collo per le oxfordiane. Ora nel dress code non si fa più distinzione di genere e ognuno, in base alla sua predisposizione sessuale, può decidere se indossare una gonna o il cravattino durante le ricorrenze ufficiali.

FAVOREVOLI E CONTRARI - La novità entrerà in vigore dalla prossima settimana, ma la notizia sta facendo discutere già da ora e non potrebbe essere altrimenti. Abbiamo chiesto la vostra opinione sulla nostra fanpage di Facebook e i commenti alla notizia sono stati alquanto contrastanti. Al di là di qualche indifferente “contenti loro”, gli altri si dividono tra soddisfatti e sconcertati. Se alcuni come Giammy gridano al ridicolo, altri come Daniele controbattono così: “Mi fa solo ribrezzo che la gente fa ancora certi commenti… la gente deve vivere come crede e libera di vestirsi come vuole”. Addirittura qualcuno ci segnala che in Thailandia già esiste una scuola che ha costruito bagni per transgender.

I TEMPI CAMBIANO - Nella società contemporanea, il dibattito sull’accettazione e i termini del riconoscimento dei diritti di gay e trans è piuttosto vivo. E questa animosità non è altro che un segnale della necessità di affrontare l’argomento affinché si arrivi ad un condiviso processo di modifica delle convinzioni più radicate. Da qualunque parte si decide di stare, si avverte comunque l’esigenza di adattare i nostri valori e le norme a una evoluzione dei costumi che non si può più ignorare.

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Cristina Montini

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