Giovani e lavoro nero: 1 su 2 è senza contratto

Giovani e lavoro nero: 1 su 2 è senza contratto

In attesa che gli effetti della prossima riforma del lavoro si facciano sentire, la realtà dell'impiego tra i giovani, e soprattutto i più giovani, non è certo tra le più rosee. I dati Eurispes pubblicati recentemente hanno mostrato come, nonostante alcuni tentativi tra cui il piano Garanzia Giovani, la fascia 18-24 sia la più penalizzata in termini di lavoro. Non che la faccia successiva, dove rientrano i laureati al primo impiego, faccia meno fatica: tanto lavoro, pochi diritti. La soluzione? Per molti è partire, per altri è conquistare finalmente la stabilità lavorativa in Italia. Ma come vive chi, finalmente, riesce a strappare un contratto?

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LA SOLUZIONE? FUGGIRE IL PIU' LONTANO POSSIBILE - Circa il 50% dei lavoratori tra i 18 e i 24 ha svolto il suo ruolo senza contratto nel 2014, circa 1 giovane su 3 tra i 25 e i 35 anni è stato nella stessa condizione. Se queste fasce sono quelle che, sul lavoro, rescono ad ottenere meno diritti e più precarietà, sono anche quelle più disponibili ad emigrare. Si parla del 65% degli studenti e del 60% dei precari in cerca di un nuovo lavoro, oltre che del 53% di coloro che sono alla ricerca del primo impiego. Si tratta di più della metà di coloro che lasciano le nostre scuole dopo il diploma e le università dopo la laurea.

CONQUISTARE UN CONTRATTO, LA VIA PER LA FELICITA? - Riuscire a strappare, finalmente, un contratto potrebbe migliorare le cose? Non proprio. In realtà lo studio di Eurispes dimostra che i lavoratori italiani sono per lo più scontenti, e vale anche per coloro che sono stati assunti a tempo indeterminato. Una volta assunti, non si ha più tempo per se stessi (68%) nè per la propria famiglia (52%). Quasi un lavoratore su due sperimenta l'ansia di perdere il posto di lavoro. Uno su 3 invece lamenta la precarietà del contratto. La vita quotidiana? Così così. "La quotidianità lavorativa è caratterizzata da assenza di stimoli professionali nel 46,6% delle circostanze e da pesanti carichi di lavoro nel 44,5% delle situazioni" si legge sul Rapporto Eurispes. Tuttavia, pur di lavorare si farebbe qualsiasi cosa: secondo quanto evidenziato da AlmaLaurea solo lo scorso anno, è proprio alla stabilità lavorativa ed economica che mirano i laureati italiani nel cercare un'occupazione. A costo di rinunciare alle proprie passioni ed interessi, nonchè al tempo libero.

Carla Ardizzone

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25 ottobre 2017 ore 16:30

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