Ecco le università che ti fanno guadagnare di piu'

Ecco le università che offrono gli stipendi più vantaggiosi

Decidere in quale università iscriversi non è una scelta da prendere sottogamba. Oltre infatti al prestigio dell'ateneo, dovuto a numerose caratteristiche riguardanti la gestione è bene considerare anche le opportunità di lavoro che una volta laureati l'università può offrire. Ma quali sono gli atenei che danno maggiori sbocchi economici con stipendi vantaggiosi? A questa semplice domanda ha risposto l'osservatorio Job Pricing, nello stilare la classifica del 2017 relativa alle migliori università che offrono studi con maggiori sbocchi lavorativi.

I risultati


Secondo i risultati offerti da oltre 50mila rilevazioni, la retribuzione annua lorda di un giovane tra 25 e 34 anni che ha nel curriculum un titolo alla Bocconi di Milano è poco sopra 35mila euro, più della media nazionale fissata a 30.116 euro (il 16,5%). Poi troviamo il Politecnico di Milano (circa 33mila euro), al terzo posto l'Università Cattolica del Sacro Cuore (circa 32.500 euro). La classifica fa emergere da una parte gli atenei "che coniugano un'alta percentuale di incremento ad un elevato livello retributivo già nella prima fase della carriera" come Luiss o Bocconi. Seguono gli Atenei "i cui laureati partono da un livello retributivo basso, per poi crescere in maniera significativa nelle fasi di carriera successive (come Siena, Milano, Bologna e la Cà Foscari di Venezia); ancora, atenei il cui percorso di carriera "prevede un inizio forte dal punto di vista retributivo, ma con una crescita successiva contenuta", tra cui le due università pubbliche romane Tor Vergata e Roma Tre, le Università degli Studi di Genova, Milano Bicocca, Napoli Federico II, Catania e l'Università Politecnica delle Marche; e infine atenei in cui è bassa sia la retribuzione iniziale, sia l'incremento retributivo nelle fasi successive (ad esempio l'Università di Napoli Parthenope, Calabria, Cagliari e Bari).

Più studi più guadagni


In generale - analizzando i livelli retributivi associati ai profili laureati - si nota che la triennale garantisce un livello retributivo lievemente inferiore a quello dei diplomati (29.949 euro per i diplomati contro 29.090 euro per i laureati triennali). Netta è poi la differenza di stipendio una volta conseguita una laurea magistrale (o una laurea del vecchio ordinamento), in questo caso la retribuzione media è di 41.595 euro, circa 12.600 in più rispetto alla triennale. Appare interessante anche la differenza fra master di I livello e master di II livello, la cui differenza è superiore ai 5.500 euro. Tra i laureati si riscontra un’evidente differenza fra gli “estremi” di un percorso accademico in cui la laurea triennale rappresenta il “gradino” più basso e il master di II livello quello più alto. Particolare è il caso del dottorato di ricerca, che presenta dei livelli retributivi identici a quelli di un master di II livello; questo dato - si legge nel documento - riguarda solo profili di aziende private, nelle quali il numero degli interessati è di gran lunga inferiore a quello di profili con altri livelli di studio.

Università pubblica o privata?


Conviene studiare in un'università pubblica o privata? Secondo l'osservatorio, "aver frequentato una università privata (con costi di iscrizione mediamente più elevati) dà un ritorno economico superiore del 18% rispetto all’aver frequentato un ateneo statale, e del 6% rispetto all’aver frequentato un politecnico". Dal punto di vista "geografico", invece, c'è una stretta correlazione tra il territorio in cui il lavoratore è occupato e quello in cui il lavoratore ha frequentato l’università. Il 93% dei profili che ha studiato al Nord attualmente lavora in un’azienda del Nord; il 73% dei laureati del Centro lavora dove ha studiato; il restante 27% si è “spostato” e il 24% lo ha fatto in un’azienda del Nord; il 64% dei laureati in un istituto universitario del Sud e Isole è attualmente occupato in un’azienda del Centro (21%) o in un’azienda del Nord (43%).

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