Contratto d'affitto: le regole per gli studenti universitari fuori sede

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

La ricerca della casa, per gli studenti fuori sede, è uno dei passaggi cruciali per dare il via col piede giusto alla nuova vita da universitario. Per alcuni, infatti, sarà un'esperienza da vivere molto lontano dalla propria città di origine. Fondamentale trovare una sistemazione che non gli faccia rimpiangere la casa dove hanno abitato fino a quel momento. Non sempre, però, ci si riesce. Gli ostacoli principali sono il costo degli affitti e gli eventuali coinquilini. Ma anche doversi confrontare con padroni di casa non proprio accoglienti. Per fortuna, però, c'è uno strumento - pensato soprattutto per gli universitari - per cercare d'instaurare col proprietario dell'immobile un rapporto perlomeno di collaborazione gli affittuari: il contratto di locazione per studenti.

La tipologia di contratto studiata per gli studenti universitari

Più di 6mila euro all'anno: è la cifra che spende in media uno studente universitario per pagarsi un affitto con un regolare contratto. Sempre più proprietari lo propongono, per evitare le incomprensioni - piccole o grandi che siano - che inevitabilmente sorgono durante la locazione. Secondo un recente sondaggio di Skuola.net, circa il 90% dei fuori sede ha un contratto registrato. Il merito di questo bando nei confronti degli affitti 'in nero', come detto, è merito soprattutto di una specifica tipologia contrattuale: il contratto transitorio per studenti universitari, così come stabilito dalla legge n.431/1998.

Come funziona il contratto di locazione transitorio e a chi è rivolto

Il contratto di locazione per esigenze abitative di studenti universitari è un particolare tipo di contratto ad uso transitorio con cui un soggetto (locatore) mette temporaneamente a disposizione di uno o più studenti universitari fuori sede (conduttore/i) un immobile destinato ad abitazione, situato nel Comune sede dell'Università (o in un Comune limitrofo), dietro pagamento di un corrispettivo da determinarsi secondo quanto previsto da appositi accordi territoriali. È bene, inoltre, ricordare che per questa tipologia di contratto l'affittuario deve essere iscritto ad un corso di laurea o di formazione post laurea in un Comune diverso da quello di residenza. Restano esclusi gli studenti in Erasmus.


Contratto studenti: durata minima e massima

La legge prevede la durata minima e massima di tale tipologia di contratto. Il contratto a uso transitorio ha una durata minima di 6 mesi e massima di 3 anni, con rinnovo automatico. Alla prima scadenza il contratto di locazione si rinnova automaticamente per un uguale periodo, a meno che il conduttore non comunichi al locatore la disdetta almeno 3 mesi prima della data di scadenza.

Le agevolazioni fiscali per i proprietari

Questo contratto è conveniente sia per gli affittuari che per i padroni di casa. In quanto consente di adattare il tempo dell’affitto alle proprie esigenze e, rispetto ai prezzi di mercato, è più basso (dal 15% al 40% in meno, a seconda della zona in cui si trova l'appartamento). Inoltre, per il proprietario dell'immobile sono previste particolari agevolazioni fiscali, mentre l'inquilino avrà una detrazione sul canone d'affitto fino a 500 euro.

Come avviene il pagamento

Il pagamento del canone può avvenire anche in contanti ma solo entro i limiti massimi fissati per legge. Il canone è libero, cioè può essere totalmente concordato dalle parti, purché non superi un limite prestabilito da appositi accordi territoriali.

Obbligatoria la registrazione all'Agenzia dell'Entrate

Trattandosi di un accordo di durata superiore a 30 giorni, è obbligatoria la registrazione all’Agenzia delle Entrate, con la tassa di registro che va ripartita equamente tra locatore e inquilino. All’interno del contratto, oltre alla compilazione delle informazioni di base, è necessario specificare il corso di studi e l’università al quale è iscritto lo studente.

Vietato il subaffitto, ma ci sono delle eccezioni

Di norma, salvo che le parti non decidano diversamente, è vietata la sublocazione, mentre è possibile ospitare altre persone (genitori, amici) a titolo gratuito per brevi periodi di tempo. Durante il periodo estivo, se l’appartamento è stato affittato per più di un anno, il contratto prosegue e l’inquilino è tenuto a pagare i canoni anche se non usufruisce dell’immobile.

Le spese a carico dell'inquilino

A carico dell'inquilino sono le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e alla ordinaria manutenzione dell’ascensore; nonché le spese relative alla fornitura dell’acqua; all'energia elettrica, al riscaldamento e al condizionamento d’aria e anche le spese per la fornitura degli altri servizi comuni. Se il mancato pagamento delle spese condominiali supera due mensilità di canone è possibile lo sfratto. Anche il canone Rai deve pagarlo l'inquilino.
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12 dicembre 2018 ore 16:30

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