Diritto allo studio: Idonei non beneficiari, ancora 7500 senza borsa

Il CNSU, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari ha approvato all’unanimità il Rapporto sulla Condizione Studentesca per il suo mandato 2016-2019.
"Il rapporto è lo strumento più incisivo che abbiamo come organo di massima rappresentanza – spiega la Presidente del CNSU Anna Azzalin – e sarà compito di tutti saperlo sfruttare appieno e nel migliore dei modi per riportare al centro del dibattito politico l’Università."

La situazione tutta italiana degli studenti idonei non beneficiari

Ampio spazio per la situazione riguardante il diritto allo studio. Le precarie condizioni economiche in cui versano tante famiglie italiane rendono difficile la frequenza dei corsi universitari. Purtroppo il sistema delle borse di studio non è sempre funzionante. Ancora oggi, infatti, in molte regioni italiane, esiste ancora la figura dell'idoneo non beneficiario, cioè dello studente che, pur rispettando tutti i requisiti economici e di merito, non percepisce la borsa di studio né tutti gli altri servizi a cui avrebbe diritto, a causa di finanziamenti insufficienti. Questi studenti si possono trovare nella condizione di dover abbandonare gli studi o di dover iniziare a lavorare per il proprio sostentamento, con il rischio di accettare lavori in nero e dunque senza tutele.

La situazione migliora, ma ancora 7500 senza borsa

Tra il 2010 ed il 2013 gli investimenti statali e regionali in favore del diritto allo studio sono significativamente diminuiti. Negli ultimi anni il trend si è positivamente invertito. Nonostante, però, i progressi, l'Italia risulta l'unico paese nell'area OCSE, con la figura di studenti idonei, ma non beneficiari. Infatti esistono ancora casi, circa 7.500 a livello nazionale (solo 3mila in Sicilia), di studenti idonei non beneficiari, che hanno diritto alla borsa ma non la ricevono per mancanza di risorse; c'è però da segnalare alcuni casi, come quello dell'Emilia Romagna, in cui sono stati gli atenei a sopperire alla carenza di risorse (e tutti hanno ottenuto la borsa).

Il costo dello studio

I dati vanno di pari passo con il caro-affitti, che negli ultimi anni aumentano mediamente del 4%, per una media di 416 euro al mese per una singola e 302 euro al mese per una doppia: ma i prezzi delle grandi città sono molto più alti.
È necessario, rileva il CNSU, al fine di colmare i gravi bisogni ancora oggi in capo agli studenti, a partire dalla grave emergenza degli studenti idonei e non beneficiari di borsa di studi, un aumento massiccio di risorse da parte dello Stato e un coordinamento costante tra Miur e organi decentrati (Regioni e Comuni).
Il problema del disallineamento fra studenti bisognosi e risorse messe a disposizione dalle Regioni e dallo Stato è da tenere sotto controllo. Senza nuovi investimenti c’è il rischio di tagliare fuori un’intera generazione di giovani.
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