Diritto allo studio, ancora troppi idonei senza borsa

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, ha annunciato un incremento di fondi per l'università. All'inaugurazione dell'Università Parthenope di Napoli, Fedeli ha affermato che nel 2017 il fondo di finanziamento ordinario delle Università italiane supererà i 7 miliardi.
L’incremento - dice il titolare del ministero di Viale Trastevere - è dovuto alla somma degli interventi per il diritto allo studio, l’orientamento e la ricerca di base. Aumentato anche il fondo statale per le borse di studio di circa 50 milioni (nel 2017 passerà a 216,7 milioni). Immediata la risposta degli studenti di Link - Coordinamento universitario, che denunciano il fatto che continuano a esserci troppi idonei senza borsa.

I dati sulle borse di studio

Il Miur ha recentemente pubblicato dati relativi alle borse di studio. C'è un calo di quasi il 20% di idonei (cioè degli aventi diritto) passati da 184.227 nel 2014/15 a 149.485. Eppure nel 2015/2016 le regioni dovevano essere facilitate a coprire tutti gli aventi diritto, visto che le nuove regole per il calcolo dell’Indicatore della situazione economica equivalente aveva ridotto i beneficiari del 19 per cento in appena 12 mesi: oltre 33mila studenti che l’anno precedente avevano le carte in regola per percepire la borsa di studio, nel 2015/2016 si sono ritrovati fuori.
Ricordiamo che le 131mila borse percepite nel 2015/2016 (5mila e 500 in meno del 2014/2015) sono finanziate con fondi provenienti da tre voci: finanziamento statale, fondi regionali e tassa sul diritto allo studio che versano gli studenti.

La denuncia di Link

"Analizzando più approfonditamente i dati - dichiara Andrea Torti coordinatore nazionale di Link - Coordinamento Universitario - salta agli occhi un ulteriore dato allarmante: nonostante siano calati gli idonei rispetto all’anno prima non si ottiene la copertura totale delle borse di studio, piuttosto, sono 6043 le borse di studio in meno erogate”.
Ancora quest’anno - prosegue Torti - in tante regioni quali Sicilia, Calabria, Campania, Lombardia, Molise e Veneto si registrano migliaia idonei non beneficiari di borsa di studio, che non hanno ottenuto la prima rata a fine dicembre. Il tempo è scaduto. Vanno messe in campo soluzioni all’altezza della drammatica situazione del diritto allo studio nel nostro Paese".

Eurispes: Italia sotto la media europea

L'Italia rimane in fondo alla classifica europea per borse di studio erogate agli studenti universitari. Il Paese investe appena 1,0 % del proprio Pil nel sistema universitario contro una media UE dell'1,5% e una media OCSE dell'1,6%, riporta l’ultimo rapporto Eurispes.
Il trend della spesa per le borse di studio a livello nazionale è stato in costante crescita dal 2000, anno in cui sono stati investiti 307 milioni di euro fino ad arrivare a 492 milioni di euro nell'Anno Accademico 2009/10. Questo trend ha subito, però, un'inversione di tendenza negli anni accademici successivi.
Per quanto riguarda i borsisti in Italia nell'anno accademico 2014/2015 sono stati quasi 144mila, meno del 9% sul totale degli iscritti all'Università. Secondo l'Eurispes "questo è certamente un dato allarmante” e inchioda l'Italia ad una distanza enorme da altri paesi europei come ad esempio la Francia, dove i borsisti sono in 30% degli iscritti (655mila studenti) con un finanziamento statale di 2 miliardi di euro.
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