Maschere di Dalì all'università: ma non è la "Casa di Carta"

Originale protesta degli studenti dell'Università Federico II di Napoli. Per manifestare il proprio dissenso contro l'aumento delle tasse universitarie, martedì scorso hanno organizzato un flash mob indossando la maschera di Dalì e la tuta rossa, l’abbigliamento dei rapinatori nella serie tv "La casa di Carta". Nella serie, prodotta da Netflix, otto ladri si barricano nell'edificio della Zecca spagnola con alcuni ostaggi, mentre una mente criminale manipola la polizia per mettere in atto il suo piano. Una dura critica al sistema, come è stata la manifestazione degli studenti di Napoli, che hanno anche sparpagliato fac simile di banconote di diverso taglio. I manifestanti hanno intonato "Bella ciao", brano utilizzato proprio nelle puntate della serie, che rappresenta la resistenza, la ribellione e la rivincita sul nemico.

Flash mob in salsa Netflix

Gli universitari del collettivo Link Napoli hanno così voluto sensibilizzare gli studenti sull'aumento delle tasse, per molti quadruplicate o addirittura quintuplicate, con aumenti fino a 600 e 800 euro. Penalizzati sono proprio gli studenti in difficoltà: le fasce medio-basse, quelli costretti a lavorare per pagarsi gli studi, i fuoricorso.

Nonostante la progressiva riduzione di servizi che offre la Federico II, dobbiamo pagare noi studenti i soldi che questo Paese in 10 anni ha tagliato in istruzione e ricerca. Siamo il secondo Paese con il livello più alto di tassazione universitaria in Europa”, ha dichiarato Gennaro Piccirillo, coordinatore di Link Napoli.

La scelta di fare propri i simboli de La Casa di Carta è servita ad attirare l’attenzione dei media nazionali sul problema. Gli studenti hanno anche acceso un faro su un'iniziativa in programma il 3 maggio, in difesa del diritto allo studio. La manifestazione partirà alle 10 da piazza San Domenico.

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24 ottobre 2018 ore 16:30

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