8 cose che devi sapere se vuoi andare a studiare a Bruxelles

Andyb3105
Di Andyb3105

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Bruxelles ha tante etichette ed è circondata da un fitto alone di nomee: la capitale d’Europa, ma anche “quella che decide di affossare l’Italia”, “la sede del terrorismo”, la città del cioccolato e della birra, la città di Magritte e dell’Art Noveau… Ma cosa vuol dire veramente stare a Bruxelles? Ecco le 8 cose che devi sapere se ti dovesse mai capitare di passare da qui.

8. “Caffè” ed “espresso” non sono sinonimi
Tanto per cominciare il caffè belga non è il caffè italiano. Quindi se dovessi entrare in un bar e domandare per errore un caffè, non pensare che ti arriverà un espresso: il caffè belga è un caffè lungo molto schiumoso. Non è del tutto sgradevole, se sei un dipendente dal caffè. Anzi, in questo caso potrebbe anche esserti gradito, visto che il piacere della bevuta dura più a lungo. Se sei un purista, però potresti rabbrividire.

L’abitudine è di servirlo con un biscottino o con un cioccolatino, e questo è un ottimo punto a loro favore, a differenza del cappuccino belga: caffè con della specie di panna sopra, decisamente poco affine al nostro “cappuccio”.

Vuoi sapere di più della città? Guarda il video:

7. Gli orari dei negozi sono nettamene diversi da quelli italiani
Stai programmando un giro per negozi appena uscirai dall’università, alle 6? Hai fatto male i tuoi conti: i negozi a Bruxelles serrano i ranghi alle 18/18.30, salvo rare eccezioni come i supermercati, le lavanderie a gettoni e i night shop, i salvavita del dopo le ore 20.00. La puntualità belga fa concorrenza alla svizzera quando si tratta di chiudere le porte del negozio in cui timidamente stai cercando di entrare per comprare dei calzini. La serranda ti verrà calata davanti con la stessa veemenza con cui viene calata una scure. E non mancherà ovviamente il sorrisetto sadico dell’usciere/guardia/commessa di turno.

6. I belgi sono tutti gentili
Ok non è del tutto vero. C’è da dire però che quando sono gentili sono DAVVERO gentili. Sarà che essendo abituata ai parigini, avere di fronte francofoni cortesi mi sembra una cosa straordinaria. Mi cercherò di spiegare: stai aspettando un autobus alla fermata di notte? Potrebbe succederti che un signore ti avvicini per comunicarti che la fermata è soppressa e che devi andare da un’altra parte, senza che tu gli abbia chiesto niente. Oppure, tralasciando i casi eccezionali, se ti trovi in difficoltà sarà molto facile trovare un’anima pia pronta ad aiutarti. Considera, inoltre, che quasi tutti parlano inglese molto bene, e quindi di fronte alla tua prima titubanza nel francese switcheranno immediatamente alla lingua neutra, evitandoti così imbarazzanti “ehm, com’è che si dice cacciavite in francese?”.

5. Sii pronto alla multiculturalità più estrema…
Sei nel quartiere europeo, giri l’angolo e ti trovi in mezzo a una festa africana. Trovi ristoranti belgi, libanesi, giapponesi a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, ed è molto comune sentire parlare tantissime lingue diverse, mentre cammini per strada: la multiculturalità (anche se, ha davvero senso parlare di multicultura, oggi?) è una caratteristica veramente spiccata di questa città nel cuore dell’Europa. Assolutamente adatta a chiunque volesse uscire da logiche ristrette e provincialismi. E anche a chi, invece, fosse ancora ben saldo sulle proprie convinzioni ma volesse mettersi alla prova.

4. …Ma anche a una buona fetta di italianità
Come possiamo mancare noi, expat italiani in pallet da 100? Quando camminerai per i meandri di questa ricchissima città, aspettati di sentire, più che “bonjour” o “gegroet”, un bell’“Ah Mario! Viè qua che cce stanno i mussels!” già, perché l’italiano va e conquista, pure a Bruxelles! Quindi sappi che qualora avessi nostalgia di casa, potrai trovare moltissimi connazionali con cui scambiare qualche chiacchiera.

3. Cioccolata e birra per tutti i gusti!
Amanti della dieta, tappatevi gli occhi: la cucina belga non si addice nemmeno un po’ a chi deve mantenere un certo rigore e deve resistere alle tentazioni, visto che ad ogni angolo potrai trovare cioccolaterie in cui spendere tutto il tuo stipendio solo perché mamma mia quelle confezioni come sono carine (inutile a dirlo, il cioccolato dentro le confezioni è un amplesso per le papille gustative), e birrerie in cui ti tirano dietro pinte di birre di tutti ii tipi. L’umore ringrazia. Fegato e pancreas un po’ meno.

2. Luce ovunque!
La stagione estiva, cioè da fine aprile in poi, è caratterizzata da giornate lunghissime. Quindi non sentirti spiazzato quando vedrai che alle 21 c’è ancora luce come alle 18 del pomeriggio. E se sei sensibile alla luce mentre dormi, compra delle tende spesse: il sole sorge alle 5!

1. Preparati a sentirti davvero al centro dell’Europa
L’identità europea è molto sentita a Bruxelles, e questa è veramente la città in cui puoi capire gli effetti dell’Unione Europea e il sostrato europeo che collega tutte le varie nazioni. A Bruxelles puoi trovare un pezzo di ogni cultura in ogni luogo, e potrai capire perché, sotto certi aspetti, essere europei non è poi così male: potrai trovarti al bar con persone da tutto il mondo, sentir parlare in lingue diverse ogni giorno, immergerti in culture e tradizioni lontane, senza mai sentirti fuori posto o estraneo. E, semmai dovessi stancarti di Bruxelles per un po’, Londra, Parigi ed Amsterdam sono a un tiro di treno!

Buon Viaggio!


Andrea Buticchi

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