Decreto diritto allo studio, studenti dicono no

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

no degli studenti al decreto sul diritto allo studio voluto da Profumo

Continua la battaglia degli studenti contro il decreto sul diritto allo studio fermamente voluto dal Ministero dell’istruzione. Lunedì scorso il Cnsu, Consiglio nazionale degli studenti universitari, lo ha respinto, ma tutto è rimesso nelle mani della Conferenza Stato – Regioni che domani, 7 febbraio, deciderà le sorti di tale decreto.

IL CNSU HA DETTO NO - Il decreto in questione di cui abbiamo già parlato qualche giorno fa, secondo gli studenti dimezzerebbe l’assegnazione delle borse di studio, mentre secondo il ministro Profumo, il decreto in questione non sarebbe altro che una “Rimodulazione dei criteri di assegnazione delle borse che dovrebbe favorire gli studenti più svantaggiati”. Ma i tentativi del Ministero di tranquillizzare gli studenti non sono serviti a nulla e lunedì scorso il Cnsu ha ribadito il suo no al provvedimento sul diritto allo studio.

LA POSIZIONE DEGLI STUDENTI - A spiegare le ragioni della posizione degli universitari è Luca Spadon, portavoce nazionale di Link coordinamento universitario: “Se questo decreto fosse approvato, migliaia di studenti rischieranno di non percepire più una borsa di studio. Vediamo profilarsi, come già evidenziato dai recenti dati del CUN che mostrano la fuga di 58.000 studenti dall'università negli ultimi 10 anni, un abbandono di massa da parte di tanti giovani degli atenei del nostro paese”.

LE PROTESTE - Proprio a sostegno di questa tesi sono iniziate nelle diverse città italiane diverse azioni di protesta contro l’approvazione del decreto sul diritto allo studio. Per esempio, in Toscana, gli studenti hanno scritto un appello al Presidente Rossi e all'Assessore Targetti affinchè diano un parere contrario al decreto. Gli studenti pugliesi hanno fatto lo stesso scrivendo al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, creando anche una fotopetizione. Azioni simili sono state intraprese anche in Veneto ed in Piemonte, e a Roma gli studenti hanno scritto all’assessore Zezza con lo stesso intento programmando al tempo stesso una serie di azioni dimostrative da intraprendere domani durante la conferenza Stato – Regioni che si svolgerà alle 15:30.

TUTTO SI DECIDERÀ IL 7 FEBBRAIO - Domani, dopo la Conferenza Stato – Regioni, si sapranno le sorti del decreto sul diritto allo studio perché il parere del Cnsu è obbligatorio per la prosecuzione dell'iter del decreto, ma non vincolante.

E tu sei pro o contro il decreto sul diritto allo studio?

Serena Rosticci

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