Università, aumento di 125 euro al mese per la borsa dottorato

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Via libera all'aumento mensile netto delle borse di dottorato. Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato il decreto (n.40 del 25 gennaio) che stabilisce l’aumento mensile netto di 125 euro per ogni borsa di dottorato, come disposto dall’ultima legge di bilancio.

125 Euro netti in più

Il decreto, nel dettaglio, stabilisce che a partire dal primo gennaio 2018 l’importo annuo della borsa per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca, attualmente fissato a €13.638,47, "viene determinato in €15.343,28 al lordo degli oneri previdenziali a carico del percipiente" (art. 1). Inoltre, sul testo è specificato che resta valido l’incremento del 50% dell’importo della borsa di dottorato "in proporzione ed in relazione ai periodi di permanenza all'estero presso università o istituti di ricerca" (art. 2). Il decreto fissa così l’importo netto della borsa di dottorato a 1132,72 euro mensili, con un aumento di 125,86 euro rispetto alla rata mensile stabilita in precedenza. Gli atenei italiani dovranno adeguarsi sin da subito alla nuova normativa.

Ultimo aumento nel 2008

L’ultimo aumento di borsa di dottorato risale a 10 anni fa, quando grazie anche ad una campagna dell’ADI (Associazione dottorandi e dottori d’Italia) l’importo minimo era stato portato da 800 a 1000 euro. "L’incremento delle borse è una scelta importante e molto attesa: il loro importo era fermo dal 2008. Averlo innalzato rappresenta un segnale di attenzione verso i giovani. È un investimento sul futuro", dichiara la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli.
"L’aumento attuale, per, come riporta l'ADI in una nota, continua ad essere inferiore al minimale contributivo INPS (€15.548) per il riconoscimento dell’intera annualità della borsa di dottorato".

In arrivo altre novità

Per 40mila docenti universitari la legge di bilancio del 2018 ha previsto alcune novità. Non solo la conferma dell'avvio degli scatti biennali al posto degli attuali triennali a partire dal 2020, ma per compensare almeno parzialmente professori e ricercatori del blocco degli stipendi subito dal 2011 al 2015 è in arrivo uno stanziamento una tantum compreso tra i 2.572 euro e i 2.250 da spalmare in due rate: la prima nel 2018 per un valore tra 1250 e 1429 euro e la seconda tra i 1000 e i 1.143 euro. La cifra di questo bonus varia in relazione alla classe stipendiale che i docenti avrebbero potuto maturare nel periodo di blocco.
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