I 5 complessi dello studente universitario che potresti avere anche tu

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

Il lavoro non si cerca ma si crea a scuola

Se Freud fosse vissuto ai giorni nostri avrebbe trovato di sicuro nuovi complessi da analizzare. Una materia di studio che di certo lo avrebbe interessato sarebbe stato l’umano medio alla soglia dell’età adulta, o per dirla diversamente: lo studente che si iscrive all’università. Tra le sindromi che lo psicologo avrebbe trovato almeno cinque se ne possono ipotizzare.

5. WI-FI…o niente

Il vero problema di tutti i fuori sede è la connessione internet. Ancora prima di cambiare città il problema maggiore, la domanda da un milione di dollari è: “ci sarà la connessione nella nuova casa?”. Prima di stipulare un contratto e superare la soglia del nuovo appartamento il vero, imprescindibile obiettivo è registrare la nuova linea per essere on-line. “Troppo lenta”, “troppa gente collegata”, “la password non funziona…bhe allora qualcuna la sta rubando”, sono le principali preoccupazioni di studenti e inquilini che si ingegnano per andare al massimo con la banda larga, sperando di non rimanere turbati dal disturbo nervoso alle soglie dell’esplosione.

4. Il bug e l'attesa infinita

Guardare una serie in streaming è diventato il must di tutti. La giornata dello studente tipo si svolge in previsione della immancabile serie. La nuova puntata diventa il fulcro esistenziale della vita universitaria, l’unica luce alla fine del tunnel che lo aiuterà a sopravvivere alla frenesia e allo stress dello studio. Tutto questo se il Bug non ci mettesse lo zampino. Il pallino circolare! Il sinonimo di attesa infinita e frustrazione perenne, impedisce il flusso continuo della serie, interrompe lo zen equilibrato a cui tanto si è aspirato, causando irreparabili danni alla salute mentale.

3. La sigla dei cartoni e il suono dell'infanzia

Maledetto sia Youtube! Indefinibile e infinita piattaforma che inghiotte ogni genere di studente e distrae il più ferreo e risoluto secchione, per via del suo magnetico contenuto eterogeneo. L’esame è alle porte, la tesina è da consegnare ma niente è stato scritto, immancabile però parte la pausa di riflessione e si schiaccia play per fruire dell’ultimo contenuto. Tra i video correlati spunta all’improvviso la sigla del cartone animato d’infanzia, la malinconia ti stringe a sé e i ricordi di giornate spensierate si susseguono, accompagnate dall’amara consapevolezza di quanto difficile sia diventata la vita attorno a un frigo vuoto e al tempo speso a trovare la strada giusta per superare l’ingarbugliato percorso tra libri, evidenziatori e tesine da scrivere.

2. Le mezze stagioni non esistono più

A novembre un tempo, fuori scuola, si parlava dei progetti per il Natale. Tra i corridoi, durante la ricreazione il dibattito più acceso era su come impiegare le vacanze natalizie e il lungo, placido e tranquillo ozio di fine anno. Dalla neve che silenziosa ci ricordava di stare a casa a godere del tempo libero, alle fredde e uggiose giornate in cui avvolti da dubbi e coperte per il freddo il passo è stato breve. Le mezze stagioni non esistono più e il trauma psicopatologico ci ha ormai colpiti, ricordandoci anche di studiare perché a Natale è già tanto se riusciremo a far tardi la sera tra una birra e un panino con gli amici di combriccola.

1. Il risparmio da Amazon ai fagioli del discount

L’economia domestica non si insegna più a scuola, ma l’universitario ancor prima di laurearsi, dopo solo i primi mesi di vita indipendente potrebbe scrivere trattati su come amministrare il patrimonio. L’inevitabile sorte dello studente universitario tipo è una curva discendente, dall’acquisto futile ma apparentemente necessario su Amazon, all’indispensabile e saziante scatoletta di fagioli del discount. Una parabola di alti e bassi che ogni mese segna inevitabilmente il portafoglio dello studente universitario e la sua ormai precaria salute mentale.

Carmine Zaccaro

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