Minicar, sempre più diffuse e pericolose

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Di francesca_fortini

 Minicar, sempre più diffuse e pericolose

Girano per le strade delle grandi città italiane proprio come se fossero macchine a tutti gli effetti. Invece le MiniCar hanno una cilindrata 50, cosa che permette di guidarle senza patente. Basta il patentino del ciclomotore. "Molti genitori preferiscono acquistare ai figli adolescenti una minicar al posto del classico ciclomotore, ma siamo davvero certi che siano più al sicuro a bordo di un quadriciclo?". E' quanto si chiede Raffaele Caracciolo, esperto di automotive dell'Unione Nazionale Consumatori. I dati sui crash test e sugli incidenti stradali sembrano smentire questa comune convinzione.

UN ABITACOLO POCO SICURO – I numerosi crash test effettuati su questi autoveicoli ne hanno evidenziato la pericolosità. Essere protetti da un abitacolo può dare la sensazione di sicurezza, soprattutto in paragone con un motorino che sembra esporre maggiormente ai rischi della strada, ma questo non basta a rendere il mezzo sufficientemente resistente agli urti.

PERICOLOSO FENOMENO SOCIALE – Ciò che però, maggiormente, preoccupa, non è tanto la conformazione della vettura, quanto piuttosto il comportamento di chi è abilitato a guidarla. Come evidenzia l’esperto, infatti, “gli incidenti che coinvolgono minicar sono dovuti principalmente al comportamento di guida”. Un dato importante da sottolineare, infatti, è che il 35% degli incidenti in minicar non coinvolge altri mezzi.

SPERICOLATI ALLA GUIDA – Stando all’esperto dell’Unione Consumatori, il 15% dei minorenni alla guida di una minicar ha un comportamento “tendenzialmente aggressivo e scriteriato. In sostanza guidano la minicar come hanno imparato a fare con il ciclomotore, “sgusciando” in mezzo al traffico, parcheggiando dove e come capita. Lo sciagurato fenomeno del tuning prestazionale trova in questo segmento di utilizzatori il mercato di riferimento, indifferente ai rischi conseguenti alla possibilità di raggiungere gli 80-100 Km / h.”

UNA POSSIBILE SOLUZIONE“Aumentare la sicurezza passiva delle minicar, allineando i requisiti di omologazione di resistenza agli urti (crash test), metterebbe in pace le coscienze, ma non risolve il problema di fondo”. È il commento di Raffaele Caracciolo. “Sarebbe più utile, invece, negare l’omologazione e la commercializzazione ai veicoli che rispettano i limiti di velocità massima mediante appendici facilmente rimovibili dopo l’acquisto per incrementare facilmente le prestazioni; inoltre, si dovrebbe controllare severamente la commercializzazione e l’esecuzione del tuning meccanico, la fornitura e l’installazione di apparati audio di grande potenza che dovrebbero poter essere utilizzati solo a veicolo fermo per non distrarre chi guida. Una maggiore severità nei confronti dei trasgressori, poi, disincentiverebbe ai comportamenti scorretti; così come andrebbe vietato l’uso di mezzi a motore a persone cui è stata ritirata la patente di guida per esaurimento punti o in seguito a provvedimenti dell’autorità giudiziaria".

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